Sindone, le sofferenze di oggi. Lavoro che non c’è, povertà, violenza. Parlano i pellegrini

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Torino. Sono 8500 i pellegrini entrati nel Duomo di Torino domenica 19, primo giorno di ostensione. I cancelli del percorso di avvicinamento al Sacro Lino, 850 metri al coperto a partire dai Giardini Reali, si sono aperti alle 16, poco dopo la Messa di inaugurazione presieduta dall’arcivescovo di Torino. Il primo pellegrino è stato Simone, un ragazzino di sette anni di San Severo di Foggia accompagnato dal papà: emozionato ancora prima di vedere la Sindone, non si aspettava una folla di fotografi e giornalisti ad attenderlo. Lungo la coda abbiamo incontrato famiglie con bambini, anziani, giovani, stranieri. Molti sono alla prima visita come Salvatore, giunto a Torino da Firenze: «È un onore per me essere tra i primi, sono venuto perché attorno a me vedo tanta sofferenza. Il nostro tempo ha bisogno di consolazione. Sono qui per questo». Molti pellegrini hanno appena sentito del naufragio nel Mediterraneo, l’ennesima ecatombe nel mare. Carmen e Roxana sono peruviane, hanno sentito parlare della Sindone nel loro Paese. Anche loro qualche anno fa sono arrivate in Italia per cercare una vita migliore: «Sono sconvolta dalle notizie che arrivano, forse mille morti – dice Carmen – Chi come noi è costretto ad emigrare per fame, perché perseguitato o semplicemente perché desidera una vita migliore per i suoi figli, può comprendere fino in fondo cosa si porta nel cuore chi abbandona il proprio paese senza sapere cosa troverà, alcuni trovano anche la morte. Davanti alla Sindone chiederò al Signore che doni la pace a questi fratelli che sono sepolti in fondo al mare». Anita, torinese, operaia Fiat in cassintegrazione, porta un’altra sofferenza davanti al Crocifisso della Sindone. «Scrivete che in questa città dove tutto sembra funzioni, dove si inaugurano grattacieli e dove arrivano tanti turisti c’è molta gente che non ha più lavoro, padri di famiglia, giovani che non possono pensare al loro futuro. Qui siamo in centro città e sembra tutto bello ma nelle periferie le cose stanno diversamente. Chiudono tanti negozi e piccole aziende, i locali con i video giochi sono pieni di anziani e disoccupati che tentano la fortuna con il gioco d’azzardo, nelle parrocchie ogni giorno ci sono persone che vengono a chiedere lavoro, cibo, aiuto per pagare le bollette. Vado alla Sindone per supplicare il Signore che illumini chi ha responsabilità politiche perché trovi una via d’uscita alla crisi che da troppo tempo mette in ginocchio le famiglie, i giovani gli anziani soli. Sono una mamma di famiglia, sono preoccupata per i miei figli». Numerosi i pellegrini disabili e malati anche il primo giorno di visita. Per loro è stato approntato un percorso più breve di 300 metri e sono assistiti dai volontari e medici che li accompagnano lungo il percorso di avvicinamento al Telo. Anche i controlli della sicurezza, per gli altri pellegrini molti rigorosi, per i malati sono abbreviati. «Sono già molte migliaia i disabili e i malati a cui è dedicata in particolare questa Ostensione che si sono prenotati – spiega don Marco Brunetti, direttore dell’Ufficio diocesano di pastorale della Salute: lo abbiamo incontrato durante il percorso – per loro oltre ad un passaggio abbreviato c’è una giornata dedicata, il mercoledì: quando si fa la prenotazione basta segnalarlo. Inoltre ricordiamo che, sull’esempio di Lourdes, abbiamo allestito nei vicini ospedali Cottolengo e Maria Adelaide due “accueil” con 200 volontari tra medici e infermieri e locali attrezzati per l’assistenza ospedaliera per gli ammalati e gli accompagnatori che desiderano fermarsi a Torino almeno una notte. Sono già 400 le prenotazioni. Basta inviare una mail all’indirizzo malati.disabili@ sindone.org oppure chiedere informazioni al call center o sul sito». Ieri, primo giorno completo di pellegrinaggio, si sono contati circa 19mila passaggi. Numerose le scolaresche da tutt’Italia: tra cui la prima scuola salesiana. la Media di Valdocco che, come ai tempi di don Bosco che accompagnò due volte i suoi ragazzi all’ostensione, è andata a piedi fino in Duomo ripercorrendo le strade del santo dei giovani nel suo Bicentenario. Ricordiamo che la visita alla Sindone (tutti i giorni dalle 7.30 alle 19.30) per tutti i pellegrini e gli ammalati è gratuita e si può prenotare sul sito www.sindone.org o attraverso il Call center dell’ostensione, al numero 011.5295550 dal lunedì a venerdì dalle 9 alle 19 e il sabato dalle 9 alle 14. (Marina Lomunno – Avvenire)

Torino. Sono 8500 i pellegrini entrati nel Duomo di Torino domenica 19, primo giorno di ostensione. I cancelli del percorso di avvicinamento al Sacro Lino, 850 metri al coperto a partire dai Giardini Reali, si sono aperti alle 16, poco dopo la Messa di inaugurazione presieduta dall’arcivescovo di Torino. Il primo pellegrino è stato Simone, un ragazzino di sette anni di San Severo di Foggia accompagnato dal papà: emozionato ancora prima di vedere la Sindone, non si aspettava una folla di fotografi e giornalisti ad attenderlo. Lungo la coda abbiamo incontrato famiglie con bambini, anziani, giovani, stranieri. Molti sono alla prima visita come Salvatore, giunto a Torino da Firenze: «È un onore per me essere tra i primi, sono venuto perché attorno a me vedo tanta sofferenza. Il nostro tempo ha bisogno di consolazione. Sono qui per questo». Molti pellegrini hanno appena sentito del naufragio nel Mediterraneo, l’ennesima ecatombe nel mare. Carmen e Roxana sono peruviane, hanno sentito parlare della Sindone nel loro Paese. Anche loro qualche anno fa sono arrivate in Italia per cercare una vita migliore: «Sono sconvolta dalle notizie che arrivano, forse mille morti – dice Carmen – Chi come noi è costretto ad emigrare per fame, perché perseguitato o semplicemente perché desidera una vita migliore per i suoi figli, può comprendere fino in fondo cosa si porta nel cuore chi abbandona il proprio paese senza sapere cosa troverà, alcuni trovano anche la morte. Davanti alla Sindone chiederò al Signore che doni la pace a questi fratelli che sono sepolti in fondo al mare». Anita, torinese, operaia Fiat in cassintegrazione, porta un’altra sofferenza davanti al Crocifisso della Sindone. «Scrivete che in questa città dove tutto sembra funzioni, dove si inaugurano grattacieli e dove arrivano tanti turisti c’è molta gente che non ha più lavoro, padri di famiglia, giovani che non possono pensare al loro futuro. Qui siamo in centro città e sembra tutto bello ma nelle periferie le cose stanno diversamente. Chiudono tanti negozi e piccole aziende, i locali con i video giochi sono pieni di anziani e disoccupati che tentano la fortuna con il gioco d’azzardo, nelle parrocchie ogni giorno ci sono persone che vengono a chiedere lavoro, cibo, aiuto per pagare le bollette. Vado alla Sindone per supplicare il Signore che illumini chi ha responsabilità politiche perché trovi una via d’uscita alla crisi che da troppo tempo mette in ginocchio le famiglie, i giovani gli anziani soli. Sono una mamma di famiglia, sono preoccupata per i miei figli». Numerosi i pellegrini disabili e malati anche il primo giorno di visita. Per loro è stato approntato un percorso più breve di 300 metri e sono assistiti dai volontari e medici che li accompagnano lungo il percorso di avvicinamento al Telo. Anche i controlli della sicurezza, per gli altri pellegrini molti rigorosi, per i malati sono abbreviati. «Sono già molte migliaia i disabili e i malati a cui è dedicata in particolare questa Ostensione che si sono prenotati – spiega don Marco Brunetti, direttore dell’Ufficio diocesano di pastorale della Salute: lo abbiamo incontrato durante il percorso – per loro oltre ad un passaggio abbreviato c’è una giornata dedicata, il mercoledì: quando si fa la prenotazione basta segnalarlo. Inoltre ricordiamo che, sull’esempio di Lourdes, abbiamo allestito nei vicini ospedali Cottolengo e Maria Adelaide due "accueil" con 200 volontari tra medici e infermieri e locali attrezzati per l’assistenza ospedaliera per gli ammalati e gli accompagnatori che desiderano fermarsi a Torino almeno una notte. Sono già 400 le prenotazioni. Basta inviare una mail all’indirizzo malati.disabili@ sindone.org oppure chiedere informazioni al call center o sul sito». Ieri, primo giorno completo di pellegrinaggio, si sono contati circa 19mila passaggi. Numerose le scolaresche da tutt’Italia: tra cui la prima scuola salesiana. la Media di Valdocco che, come ai tempi di don Bosco che accompagnò due volte i suoi ragazzi all’ostensione, è andata a piedi fino in Duomo ripercorrendo le strade del santo dei giovani nel suo Bicentenario. Ricordiamo che la visita alla Sindone (tutti i giorni dalle 7.30 alle 19.30) per tutti i pellegrini e gli ammalati è gratuita e si può prenotare sul sito www.sindone.org o attraverso il Call center dell’ostensione, al numero 011.5295550 dal lunedì a venerdì dalle 9 alle 19 e il sabato dalle 9 alle 14. (Marina Lomunno – Avvenire)