Cagliari, rabbia ultrà: anche Zeman nel mirino. I tifosi dagli spalti gridano: «Quando te ne vai?» Lui: «Non siamo in B»

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Gli ultrà non mollano per un istante: «Quando te ne vai?». Il destinatario è Zeman che è certamente un eroe, ma non un eroe dei tifosi del Cagliari. Non gli danno tregua mai. Neanche sullo 0-0. Ha 67 anni, le rughe sono inversamente proporzionali alle possibilità che ha di salvare il Cagliari in piena rotta. «Lo dite voi che siamo già retrocessi, non certo l’aritmetica. E fino a prova contraria è quella che dice se siamo in serie B oppure no». È solo un piccolo accenno alle battute, graffianti, di qualche tempo fa. Qui in Sardegna Zemanlandia non esiste più. Pare Atlantide. Zeman non parla ancora di resa: «Qualcosa di buono l’abbiamo fatta nel secondo tempo con l’uomo in più. Il secondo gol, preso nel recupero, non ci ha aiutato e ha influenzato anche il rendimento nella ripresa». Il clima è davvero ostile nei suoi confronti: la curva urla il suo nome come agnello sacrificale di questo disastro che rischia – assai seriamente – di far scivolare il Cagliari in serie B. «I ragazzi non erano tranquilli, non è semplice giocare in queste condizioni. Poi contro c’era una delle squadre più forti della serie A». Non è sereno, si vede. Non è quello dell’andata. E neppure il Cagliari. «Quel giorno c’era grande ottimismo, una grande euforia e ci andava tutto bene. Ora la fortuna ci ha girato le spalle». L’episodio di Assemini, l’invasione dei tifosi del centro tecnico, le minacce ai giocatori, aleggiano nell’aria. Il Cagliari dilaniato dal Napoli prova alla fine della fiera un approccio verso la curva: i rossoblù si muovono in gruppo, lentamente, a piccoli passi, verso gli ultrà. Ma ben presto capiscono che non è il caso: gli ululati di rabbia e la delusione risparmiano solo il capitano Conti. Brutto clima, pesante. Molto. Il Cagliari sembra davvero ostaggio di questa situazione, quasi messo al muro dalla contestazione. Il progetto Zeman comunque è al capolinea, come il suo progetto sui giovani, terrorizzati da quello a cui sono stati costretti ad assistere venerdì sera in ritiro. Zdenek ne ha plasmati tanti, e tanti sono finiti in nazionale. Vogliamo parlare di Verratti, Insigne e Immobile. Al boemo è riuscito a Pescara quello che fece all’indimenticato Foggia tanti anni fa. Ma non a Cagliari. Conti è il più arrabbiato di tutti: è notte fonda a Cagliari ma nel mirino pare esserci finito solo il resoconto di alcuni giornali dei fatti di Assemini. C’è tensione nello spogliatoio, vola pure qualche parolaccia. Povero Cagliari, povero Zeman. (Pino Taormina – Il Mattino) 

Gli ultrà non mollano per un istante: «Quando te ne vai?». Il destinatario è Zeman che è certamente un eroe, ma non un eroe dei tifosi del Cagliari. Non gli danno tregua mai. Neanche sullo 0-0. Ha 67 anni, le rughe sono inversamente proporzionali alle possibilità che ha di salvare il Cagliari in piena rotta. «Lo dite voi che siamo già retrocessi, non certo l'aritmetica. E fino a prova contraria è quella che dice se siamo in serie B oppure no». È solo un piccolo accenno alle battute, graffianti, di qualche tempo fa. Qui in Sardegna Zemanlandia non esiste più. Pare Atlantide. Zeman non parla ancora di resa: «Qualcosa di buono l'abbiamo fatta nel secondo tempo con l'uomo in più. Il secondo gol, preso nel recupero, non ci ha aiutato e ha influenzato anche il rendimento nella ripresa». Il clima è davvero ostile nei suoi confronti: la curva urla il suo nome come agnello sacrificale di questo disastro che rischia – assai seriamente – di far scivolare il Cagliari in serie B. «I ragazzi non erano tranquilli, non è semplice giocare in queste condizioni. Poi contro c'era una delle squadre più forti della serie A». Non è sereno, si vede. Non è quello dell'andata. E neppure il Cagliari. «Quel giorno c'era grande ottimismo, una grande euforia e ci andava tutto bene. Ora la fortuna ci ha girato le spalle». L'episodio di Assemini, l'invasione dei tifosi del centro tecnico, le minacce ai giocatori, aleggiano nell'aria. Il Cagliari dilaniato dal Napoli prova alla fine della fiera un approccio verso la curva: i rossoblù si muovono in gruppo, lentamente, a piccoli passi, verso gli ultrà. Ma ben presto capiscono che non è il caso: gli ululati di rabbia e la delusione risparmiano solo il capitano Conti. Brutto clima, pesante. Molto. Il Cagliari sembra davvero ostaggio di questa situazione, quasi messo al muro dalla contestazione. Il progetto Zeman comunque è al capolinea, come il suo progetto sui giovani, terrorizzati da quello a cui sono stati costretti ad assistere venerdì sera in ritiro. Zdenek ne ha plasmati tanti, e tanti sono finiti in nazionale. Vogliamo parlare di Verratti, Insigne e Immobile. Al boemo è riuscito a Pescara quello che fece all'indimenticato Foggia tanti anni fa. Ma non a Cagliari. Conti è il più arrabbiato di tutti: è notte fonda a Cagliari ma nel mirino pare esserci finito solo il resoconto di alcuni giornali dei fatti di Assemini. C'è tensione nello spogliatoio, vola pure qualche parolaccia. Povero Cagliari, povero Zeman. (Pino Taormina – Il Mattino)