Nocera Inferiore Quattro anni di minacce a moglie e figlio, condannato per stalking

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La famiglia aveva paura di lui, che per quasi quattro anni li avrebbe fatti vivere nel terrore. Fino a quando i carabinieri, con uno stratagemma, hanno messo fine all’incubo. È arrivata la sentenza di condanna a due anni per un 44enne, giorni fa, con rito abbreviato davanti al gup di Nocera Inferiore Giovanna Pacifico. Le accuse per lui erano di stalking, avendo minacciato e molestato i suoi familiari procurando loro «un grave stato di ansia e di paura derivante dal fondato timore per la propria incolumità e di quella dei figli conviventi» e danneggiamento seguito da incendio. L’intervento dei carabinieri fu deciso durante la presentazione dell’ennesima denuncia della famiglia, che in caserma ricevette una telefonata: «Non far rientrare tua madre a casa, altrimenti la uccido. Non fatevi trovare a casa o in mezzo alla strada, altrimenti faccio una strage». Quel giorno, i familiari giunsero a casa insieme a due carabinieri, vestiti con abiti civili. Questi ultimi, decisero di nascondersi in cucina per prevenire possibili aggressioni da parte dell’uomo.
NICOLA SORRENTINO IL MATTINOLa famiglia aveva paura di lui, che per quasi quattro anni li avrebbe fatti vivere nel terrore. Fino a quando i carabinieri, con uno stratagemma, hanno messo fine all’incubo. È arrivata la sentenza di condanna a due anni per un 44enne, giorni fa, con rito abbreviato davanti al gup di Nocera Inferiore Giovanna Pacifico. Le accuse per lui erano di stalking, avendo minacciato e molestato i suoi familiari procurando loro «un grave stato di ansia e di paura derivante dal fondato timore per la propria incolumità e di quella dei figli conviventi» e danneggiamento seguito da incendio. L’intervento dei carabinieri fu deciso durante la presentazione dell’ennesima denuncia della famiglia, che in caserma ricevette una telefonata: «Non far rientrare tua madre a casa, altrimenti la uccido. Non fatevi trovare a casa o in mezzo alla strada, altrimenti faccio una strage». Quel giorno, i familiari giunsero a casa insieme a due carabinieri, vestiti con abiti civili. Questi ultimi, decisero di nascondersi in cucina per prevenire possibili aggressioni da parte dell’uomo.
NICOLA SORRENTINO IL MATTINO