Il premier Renzi riflette sulla visita di domani a Napoli. Gelo con De Magistris, nessun incontro

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Non solo Pompei, ma anche Napoli. Matteo Renzi dovrebbe fare tappa all’ombra del Vesuvio e fermarsi in città. Almeno così si dice, con insistenza, a Roma, tra i fedelissimi del presidente del Consiglio. Il programma è tutto da scrivere, anche se sulla visita di Renzi incombe l’ombra della bomba sociale. L’ultimo allarme riguarda il rischio chiusura dello stabilimento Whirlpool-Indesit di Carinaro, in provincia di Caserta, dove sono previsti 815 esuberi nell’ambito di un doloroso piano di 1335 eccedenze. Numeri preoccupanti, che turbano il sonno della politica sull’asse Roma-Napoli e che rischiano di diventare combustibile per le polemiche della campagna elettorale. Da giorni Sel martella il Pd e Renzi sui temi sociali, dallo sviluppo alla disoccupazione. E il premier, che ieri è volato a Washington Dc per incontrare Barack Obama alla Casa Bianca, non può far finta di nulla. Proprio sul caso Indesit, peraltro, i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto un confronto con il capo del governo italiano. Che a questo punto potrebbe tenersi domani a Napoli, in una sede istituzionale come la Prefettura. Prima o dopo questo vertice ci sarebbe la visita a Pompei, in programma alle 11, in occasione del terzo appuntamento di Expo idee, dopo quelli di Milano e Firenze. L’iniziativa, promossa dal ministero delle Politiche agricole e forestali in collaborazione con il ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo e con la Rai, sarà l’occasione per presentare la cerimonia di apertura di Expo e il palinsesto dei principali appuntamenti che avverranno durante il semestre. Nel programma, a questo punto da confermare, non c’è spazio al momento per un incontro con il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, e probabilmente non ci sarà neppure nelle prossime ore. Già, perché proprio mentre Renzi, che potrebbe arrivare a Capodichino direttamente dagli Stati Uniti, dovrebbe essere tra la Prefettura e Pompei, dall’altra parte della città de Magistris incontrerà un centinaio di sindaci. L’appuntamento è alla Mostra d’Oltremare dove si terrà una specie di raduno anti-governo nel senso che alla manifestazione parteciperanno solo gli amministratori locali che hanno protestato contro lo sblocca-Italia. Non proprio la premessa migliore per tentare il disgelo. Del resto quello tra presidente del Consiglio e sindaco di Napoli è praticamente da sempre un rapporto tormentato. Da quando, ad esempio, l’ex pm ha lanciato, a più riprese, bordate contro i tagli imposti agli enti locali da Palazzo Chigi. O da quando ha dato vita alla crociata per l’abbattimento delle Vele di Scampia e il rilancio del quartiere: una questione ancora tutta aperta, su cui c’è però l’impegno di Graziano Delrio, assunto nella veste di sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Ma lo strappo più violento riguarda senza dubbio le note vicende di Bagnoli. Su cui il governo ha scelto la linea dura, inserendo nello sblocca-Italia un contestato articolo che affida a un commissario straordinario e a un soggetto attuatore il potere di decidere sul futuro dell’area, strategica per il rilancio del capoluogo partenopeo. Uno schiaffo che de Magistris non gli ha perdonato. Da Palazzo San Giacomo sono così partite bordate contro il presidente del Consiglio e al momento non si esclude neppure il ricorso alla magistratura per bloccare gli effetti del provvedimento. In questo quadro, con la tensione salita alle stelle, anche l’ultima mediazione, pochi giorni fa, è andata in fumo. (Gerardo Ausiello – Il Mattino)

Non solo Pompei, ma anche Napoli. Matteo Renzi dovrebbe fare tappa all’ombra del Vesuvio e fermarsi in città. Almeno così si dice, con insistenza, a Roma, tra i fedelissimi del presidente del Consiglio. Il programma è tutto da scrivere, anche se sulla visita di Renzi incombe l’ombra della bomba sociale. L’ultimo allarme riguarda il rischio chiusura dello stabilimento Whirlpool-Indesit di Carinaro, in provincia di Caserta, dove sono previsti 815 esuberi nell’ambito di un doloroso piano di 1335 eccedenze. Numeri preoccupanti, che turbano il sonno della politica sull’asse Roma-Napoli e che rischiano di diventare combustibile per le polemiche della campagna elettorale. Da giorni Sel martella il Pd e Renzi sui temi sociali, dallo sviluppo alla disoccupazione. E il premier, che ieri è volato a Washington Dc per incontrare Barack Obama alla Casa Bianca, non può far finta di nulla. Proprio sul caso Indesit, peraltro, i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto un confronto con il capo del governo italiano. Che a questo punto potrebbe tenersi domani a Napoli, in una sede istituzionale come la Prefettura. Prima o dopo questo vertice ci sarebbe la visita a Pompei, in programma alle 11, in occasione del terzo appuntamento di Expo idee, dopo quelli di Milano e Firenze. L’iniziativa, promossa dal ministero delle Politiche agricole e forestali in collaborazione con il ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo e con la Rai, sarà l’occasione per presentare la cerimonia di apertura di Expo e il palinsesto dei principali appuntamenti che avverranno durante il semestre. Nel programma, a questo punto da confermare, non c’è spazio al momento per un incontro con il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, e probabilmente non ci sarà neppure nelle prossime ore. Già, perché proprio mentre Renzi, che potrebbe arrivare a Capodichino direttamente dagli Stati Uniti, dovrebbe essere tra la Prefettura e Pompei, dall’altra parte della città de Magistris incontrerà un centinaio di sindaci. L’appuntamento è alla Mostra d’Oltremare dove si terrà una specie di raduno anti-governo nel senso che alla manifestazione parteciperanno solo gli amministratori locali che hanno protestato contro lo sblocca-Italia. Non proprio la premessa migliore per tentare il disgelo. Del resto quello tra presidente del Consiglio e sindaco di Napoli è praticamente da sempre un rapporto tormentato. Da quando, ad esempio, l’ex pm ha lanciato, a più riprese, bordate contro i tagli imposti agli enti locali da Palazzo Chigi. O da quando ha dato vita alla crociata per l’abbattimento delle Vele di Scampia e il rilancio del quartiere: una questione ancora tutta aperta, su cui c’è però l’impegno di Graziano Delrio, assunto nella veste di sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Ma lo strappo più violento riguarda senza dubbio le note vicende di Bagnoli. Su cui il governo ha scelto la linea dura, inserendo nello sblocca-Italia un contestato articolo che affida a un commissario straordinario e a un soggetto attuatore il potere di decidere sul futuro dell’area, strategica per il rilancio del capoluogo partenopeo. Uno schiaffo che de Magistris non gli ha perdonato. Da Palazzo San Giacomo sono così partite bordate contro il presidente del Consiglio e al momento non si esclude neppure il ricorso alla magistratura per bloccare gli effetti del provvedimento. In questo quadro, con la tensione salita alle stelle, anche l’ultima mediazione, pochi giorni fa, è andata in fumo. (Gerardo Ausiello – Il Mattino)