Ispani Salerno La “musica” della banda La Castellana

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Sconcerto nella XIII edizione del Concerto di Mezz’estate promosso dalla proloco di Ispani per l’infimità della formazione e del suo direttore Tatiana Paladino.Premiati i due ragazzi Riccardo Altomonte e Francesco Pecorelli vincitori del premio “Rocco Chinnici”


Tredicesima edizione, giovedì sera, per l’atteso Concerto di Mezz’estate promosso ogni anno dalla Proloco del Comune di Ispani, presieduta da Giuseppe Cristoforo Milo, per onorare la memoria di Enza Salvucci, che lo istituì e raccogliere fondi per l’Associazione “Affido Famiglia”, specchio dell’alto senso di Carità e ospitalità della piccola comunità del Golfo di Policastro e, in particolare, del suo parroco, Don Giampaolo Vingelli. La formazione bandistica scelta per esibirsi sul sagrato della cappelletta di Sant’Antonio, è caduta sul gruppo “La Castellana” di Marina di Camerota, di Geppino Romano, la cui direzione è stata affidata a Tatiana Paladino. Dopo un breve giro per le strade del borgo marinaro, la squadretta, ha dato inizio al cosiddetto servizio di piazza, sulle note dell’ouverture della Carmen di Georges Bizet. La pseudo-direttrice si è tolta gli infradito per salire sul podio, non si sa se per far bagno d’umiltà nei confronti della Musica, cosa che non crediamo affatto, o per porsi sulle tracce della direttrice Susanna Pescetti, una delle prime Maestre ad “incantare” le piazze, con il suo celebrato phisique du roll femminino, della quale, però, non possiede quel fascinoso e misterioso sex-appeal, nè sa ingraziarsi il pubblico nell’inchinarsi. Una Tatiana Paladino, che non riusciamo a comprendere quali fantasmatici studi abbia intrapreso o stia compiendo, guidata da chissà quali prestigiosi docenti, se sul leggio non pone la partitura completa, ma solo un brogliaccio con la parte del canto, il “motivo”, che non prevede, quindi, le varie “entrate” degli strumenti, ci ha messo in condizione di non riuscire quasi a riconoscere le note che Bizet ha scritto per comunicarci l’ancheggiare delle sigaraie, la terra di leggenda dei contrabbandieri, lo sfarzo dell’entrata della corrida. Gramigna infestante, questa, di cui fa parte la “direttora”, della quale, non è, purtroppo, affatto unica rappresentante, che sta distruggendo irrimediabilmente la musica e, in particolare, la formazione musicale, poiché in un non lontano futuro potremmo anche ritrovare, ignominiosamente, la Paladino su qualche cattedra, grazie ai “titoli artistici”, acquisiti su piazze e piazzette, vie e viuzze, sbacchettando alla testa della sferragliante bandicina. Si è passati, poi, ad un improbabile invito all’opera, passando attraverso il preludio di Traviata, la “Vergine degli Angeli” da’ “La Forza del Destino”, “Recondite armonie” dalla Tosca, “Questa o quella per me pari son”, aria di sortita del Duca di Mantova dal Rigoletto, la cavatina di Rosina dal Barbiere rossiniano, “Vesti la giubba” da Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, l’immancabile “Va’ pensiero”, ancora Rigoletto con “La donna è mobile”, il festoso brindisi della Traviata, la confessione di Gilda con “Tutte le feste al tempio”, prima di chiudere con la scena trionfale dell’Aida. Un programmino veramente pretestuoso per una squadretta già ridotta che, per di più, annovera tra le sue fila, diversi “portatori sani”, come si suol definire in gergo bandistico, coloro i quali fanno solo atto di presenza in un concerto senza emettere alcun suono, ma muovendo solo le dita, possibilmente a tempo, sullo strumento. Stacco istituzionale per consentire al sindaco Edmondo Iannicelli di premiare due valenti studenti della III liceale scientifica sez.A del “Galileo Galilei” di Sapri, nonché concittadini, Riccardo Altomonte della frazione montana del Comune di Ispani, San Cristoforo e Francesco Pecorelli di Capitello, alla cui classe è stato assegnato il Premio “Rocco Chinnici” 2010, per aver realizzato il cortometraggio “Il colore della giustizia”. Discorso del sindaco, memore dei suoi studi classici circa i nostri  tempi usa e getta (anche la coscienza e i sentimenti: “disvivere più che vivere”), caratterizzati dalla caduta di ogni garanzia istituzionale, di ogni autorità, di ogni protezione, dalla vita quotidiana intesa come consumo veloce, consunzione oscura, spendita e ricarico inerti, abbandono, cieca soddisfazione-sopraffazione. Un invito anche ad umanizzare le occasionali emozioni: non v’è infatti “fenomeno”, ovvero “vissuto”, emozionale e non, che non sia tale perché è sentito come proprio di un sé. Movendo le emozioni e ritrovandosi in esse, i rapporti saranno nuovamente possibili, grazie alla differenza e al dialogo, che si risolverà in discorsi d’Amore, unico viatico valido per il futuro dell’ Umanità. Un percorso, questo consigliato dal Sindaco, che potrà essere attuato sia attraverso l’attenzione al sociale, sia attraverso una chiamata alle arti, non certo rappresentate dalla esibizione de’ “La Castellana” di Marina di Camerota, che infanga il nome di uno dei paesi più musicali della nostra provincia, che ha dato i natali a numerosissimi, portentosi talenti musicali, che non hanno disdegnato di porsi anche al servizio della musica per banda quali le famiglie Toriello e Cammarano. Finale con un pout-pourrèe che ha accorpato malamente colonne sonore di film firmate da Ennio Morricone, canzoni degli anni ’60, qualche melodia della tradizione partenopea, non risparmiando neppure l’universo jazzistico con un boogie di milleriana memoria. Tiepido applauso di un uditorio ad una formazione retribuita purtroppo con danaro pubblico, elargito dall’amministrazione provinciale di Salerno e dal comune di Ispani, che speriamo abbia inteso che la musica è tutt’altra cosa.

Olga Chieffi

 


 

 

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