LAVORIAMO LA TERRA AGRICOLTORI 3.0 A NAPOLI #LOSPECCHIO GIGIONE MARESCA

0

Imprenditori napoletani”Abbiamo una rete ‘bio’ e insegniamo ai bimbi a fare l’orto” aprile 2015 fonte ilVelino/AGV NEWS Napoli
Riscoprire il lavoro in Campagna.
“Quando si parla di coltivazione spesso la prima immagine è quella del contadino vecchio stampo, io invece spiego ai bambini e ai ragazzi che noi lavoriamo la terra, ci informiamo e ‘navighiamo’ grazie a internet: una sorta di ruralità 3.0”. Parla con entusiasmo Piero Napolano, nato a Marano, un comune a due passi da Napoli, un’area metropolitana menzionata e ricordata solo per fatti di camorra, territorio dominato da una delle più potenti famiglie camorristiche della Campania e d’Italia, ma non solo. “Dopo la delusione profonda del 2008 – ha raccontato – per la costruzione della discarica (metà sul territorio di Napoli, Chiaiano e metà su quello di Marano), ho pensato che fosse arrivato il momento di dare una svolta e di smetterla di combattere contro qualcosa, ma di costruire qualcosa per il futuro”. Piero ha una piccola azienda e insieme ad un’associazione ‘Associazione Set Me Free’ porta nelle scuole del napoletano la sua ‘filosofia rurale’. “Ho studiato seriamente – ha spiegato il giovane imprenditore – ho cominciato a costruire un piccolo impianto di compostaggio e un orto a casa mia, poi si è diffusa la voce e da casa dei miei amici il mio piccolo progetto l’ho portato nelle scuole. Prima in un istituto superiore di Gragnano, poi a Marano, sul mio territorio. Ora sono impegnato con l’associazione in una scuola primaria di Giugliano, la Gramsci, e nei prossimi giorni continueremo anche nelle scuole secondarie. Parlare ai bambini di agricoltura è sorprendente, ti fa rendere conto di quanto i piccoli siano poco informati. Per esempio, pochi sanno come si producono le patate e molti pensano che il latte sia preparato dalla commessa del supermercato. Con gli adolescenti è più complicato, ma dopo un po’ si lasciano coinvolgere. A loro mostro quella che viene definita ‘agricoltura sinergica’, noi creiamo delle aiuole rialzate dove non si coltivano solo vegetali, ma anche fiori, frutti di bosco, è anche bello da vedere. Ma la nostra attività non si ferma qui. I bambini devono imparare a mangiare e a capire che l’importanza di un’alimentazione sana. Se pensiamo che il primo ‘farm market’ è nato a New york dove c’è il maggior numero di decessi a causa dell’obesità e di numerosi problemi alimentari, soprattutto causati dalla forte presenza dei fast food”. Gli agricoltori 3.0 sono piccoli imprenditori, che oltre a coltivare i prodotti, li vendono in mercatini biologici: “Abbiamo messo su una piccola rete di acquisto solidale – ha aggiunto Piero – una forma più diretta tra consumatore e produttore”. Per questi giovani napoletani fondamentale è diffondere queste concetti soprattutto nelle zone della così detta Terra dei fuochi: “Giugliano, Chiaiano, la ex Resit ,sui nostri territori si è compiuto il più grande disastro ecologico di tutti i tempi. Noi – ha sottolineato Piero – insegniamo a fare il compostaggio a costo zero, qualcosa di concreto contro i proclami dei politici, contro le idee mai realizzate per gestire le emergenze ambientali e delle discariche. Questa è la mia economia sostenibile. Una piccola rivoluzione che funziona”.Imprenditori napoletani”Abbiamo una rete ‘bio’ e insegniamo ai bimbi a fare l’orto” aprile 2015 fonte ilVelino/AGV NEWS Napoli
Riscoprire il lavoro in Campagna.
“Quando si parla di coltivazione spesso la prima immagine è quella del contadino vecchio stampo, io invece spiego ai bambini e ai ragazzi che noi lavoriamo la terra, ci informiamo e ‘navighiamo’ grazie a internet: una sorta di ruralità 3.0”. Parla con entusiasmo Piero Napolano, nato a Marano, un comune a due passi da Napoli, un’area metropolitana menzionata e ricordata solo per fatti di camorra, territorio dominato da una delle più potenti famiglie camorristiche della Campania e d’Italia, ma non solo. “Dopo la delusione profonda del 2008 – ha raccontato – per la costruzione della discarica (metà sul territorio di Napoli, Chiaiano e metà su quello di Marano), ho pensato che fosse arrivato il momento di dare una svolta e di smetterla di combattere contro qualcosa, ma di costruire qualcosa per il futuro”. Piero ha una piccola azienda e insieme ad un’associazione ‘Associazione Set Me Free’ porta nelle scuole del napoletano la sua ‘filosofia rurale’. “Ho studiato seriamente – ha spiegato il giovane imprenditore – ho cominciato a costruire un piccolo impianto di compostaggio e un orto a casa mia, poi si è diffusa la voce e da casa dei miei amici il mio piccolo progetto l’ho portato nelle scuole. Prima in un istituto superiore di Gragnano, poi a Marano, sul mio territorio. Ora sono impegnato con l’associazione in una scuola primaria di Giugliano, la Gramsci, e nei prossimi giorni continueremo anche nelle scuole secondarie. Parlare ai bambini di agricoltura è sorprendente, ti fa rendere conto di quanto i piccoli siano poco informati. Per esempio, pochi sanno come si producono le patate e molti pensano che il latte sia preparato dalla commessa del supermercato. Con gli adolescenti è più complicato, ma dopo un po’ si lasciano coinvolgere. A loro mostro quella che viene definita ‘agricoltura sinergica’, noi creiamo delle aiuole rialzate dove non si coltivano solo vegetali, ma anche fiori, frutti di bosco, è anche bello da vedere. Ma la nostra attività non si ferma qui. I bambini devono imparare a mangiare e a capire che l’importanza di un’alimentazione sana. Se pensiamo che il primo ‘farm market’ è nato a New york dove c’è il maggior numero di decessi a causa dell’obesità e di numerosi problemi alimentari, soprattutto causati dalla forte presenza dei fast food”. Gli agricoltori 3.0 sono piccoli imprenditori, che oltre a coltivare i prodotti, li vendono in mercatini biologici: “Abbiamo messo su una piccola rete di acquisto solidale – ha aggiunto Piero – una forma più diretta tra consumatore e produttore”. Per questi giovani napoletani fondamentale è diffondere queste concetti soprattutto nelle zone della così detta Terra dei fuochi: “Giugliano, Chiaiano, la ex Resit ,sui nostri territori si è compiuto il più grande disastro ecologico di tutti i tempi. Noi – ha sottolineato Piero – insegniamo a fare il compostaggio a costo zero, qualcosa di concreto contro i proclami dei politici, contro le idee mai realizzate per gestire le emergenze ambientali e delle discariche. Questa è la mia economia sostenibile. Una piccola rivoluzione che funziona”.