Europa League, ecco il patto. Il Napoli prepara l’assalto. Gli azzurri di nuovo in ritiro dopo il 3-0 sulla Fiorentina

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La verità, tutta la verità. Senza sconti e senza pause. Come quelle che De Laurentiis ha deciso di non concedere più alla sua squadra, da ieri sera nuovamente in ritiro nel bunker di Castelvolturno. Esaltante e tremenda la sfida che attende il Napoli, chiamato a giocarsi tutto ogni tre giorni, passando da Europa League al campionato, condannato ogni volta a misurarsi con prove assolute, senza potersi più permettere passi falsi o piccole pause. Un volo senza rete che comincia tra due giorni in Germania, ospite del Wolfsburg e che poi prosegue in Sardegna, dove col Cagliari c’è l’obbligo di vincere per restare in scia del miraggio-terzo posto. E allora, tutto questo obbliga a una tregua: Rafa Benitez ha atteso i suoi a Castelvolturno dopo 24 ore di libera uscita. Il ritiro è stato sospeso per una giornata ma (molto) prima del tramonto, verso le 18, è scattato il «coprifuoco», tra mal di pancia, mugnugni, rabbia e musi lunghi: tutti comprensibili. Il tecnico ha fatto svolgere un leggero allenamento serale alla squadra: un inedito nell’era Benitez. Il Napoli va avanti. Compatto come non mai contro la decisione del presidente di tenere tutti in clausura, col divieto di smanettare tra tweet e blog personali. Ma poco importa. L’intera macchina azzurra adesso è chiamata a dare non solo il massimo ma anche a non fare errori. De Laurentiis e il Napoli camminano sul filo. Non c’è rete di protezione. Di sotto si spalanca il vuoto: la squadra resta nel fortino di Castelvolturno. Tutti con le bocche cucite anche a Wolfsburg, anche se costerà almeno 25mila euro di multa perché per la Uefa il silenzio stampa è cosa non contemplata. Un silenzio strategico: perché il 16 aprile è la data in cui Rafa, oltre a festeggiare il compleanno, ha promesso di svelare il suo futuro. Ovvero, a rendere pubblico quello che da tempo tutti hanno capito: andrà via. Proprio ieri si è tornato a parlare di un’idea che De Laurentiis avrebbe accarezzato qualche settimana fa: un doppio incarico per il ct Conte fino al 2016. Ipotesi subito esclusa, perché qui ci vuole un tecnico a tempo pieno. Per Benitez, ritiro o no, cambia poco: lui non conosce altro che il centro tecnico. Resta contrario per principio al ritiro, pensa che prima di una gara i giocatori possano starsene tranquillamente a casa. Figurarsi dopo. Ed è per questo che il feeling con De Laurentiis si è definitivamente incrinato. E il mancato dietrofront ne è la prova: peraltro, questa volta Benitez non ha provato neppure a farlo in prima persona. Ha tentato Bigon a far cambiare idea al suo presidente. Inutilmente. De Laurentiis, intanto, a sorpresa, domani dovrebbe imbarcarsi sul charter per la Germania: è la prima trasferta in Europa League della stagione per il patron azzurro. Per Benitez e gli spagnoli del suo staff, il dopo Fiorentina è stata una notte di lavoro, di fermi immagine, di fast forward e rewind, di appunti, di strategie. Notte di tattica e di preparazione. Non c’è stato tempo per godersi la vittoria, anzi il tempo si è esaurito tutto dopo il 2-0 di Hamsik. Appena il ruggito del San Paolo si è spento, Benitez ha iniziato a preparare la sfida contro il Wolfsburg. Subito una notte di lavoro ma anche l’intera giornata di ieri è stata vissuta davanti al lettore perché bisognerà pure trovare un modo di contrastare Schurrle, De Bruyne e Luiz Gustavo. Con tutto il rispetto: non certo Messi, Xavi e Neymar. Tra due giorni, dunque, il Napoli va incontro al suo destino: stamane la ripresa degli allenamenti, domani la partenza per Wolfsburg. Dove Benitez e la sua squadra sono consapevoli che o si fa la storia o si affonda tutti insieme. (Pino Taormina – Il Mattino)

La verità, tutta la verità. Senza sconti e senza pause. Come quelle che De Laurentiis ha deciso di non concedere più alla sua squadra, da ieri sera nuovamente in ritiro nel bunker di Castelvolturno. Esaltante e tremenda la sfida che attende il Napoli, chiamato a giocarsi tutto ogni tre giorni, passando da Europa League al campionato, condannato ogni volta a misurarsi con prove assolute, senza potersi più permettere passi falsi o piccole pause. Un volo senza rete che comincia tra due giorni in Germania, ospite del Wolfsburg e che poi prosegue in Sardegna, dove col Cagliari c’è l’obbligo di vincere per restare in scia del miraggio-terzo posto. E allora, tutto questo obbliga a una tregua: Rafa Benitez ha atteso i suoi a Castelvolturno dopo 24 ore di libera uscita. Il ritiro è stato sospeso per una giornata ma (molto) prima del tramonto, verso le 18, è scattato il «coprifuoco», tra mal di pancia, mugnugni, rabbia e musi lunghi: tutti comprensibili. Il tecnico ha fatto svolgere un leggero allenamento serale alla squadra: un inedito nell’era Benitez. Il Napoli va avanti. Compatto come non mai contro la decisione del presidente di tenere tutti in clausura, col divieto di smanettare tra tweet e blog personali. Ma poco importa. L’intera macchina azzurra adesso è chiamata a dare non solo il massimo ma anche a non fare errori. De Laurentiis e il Napoli camminano sul filo. Non c’è rete di protezione. Di sotto si spalanca il vuoto: la squadra resta nel fortino di Castelvolturno. Tutti con le bocche cucite anche a Wolfsburg, anche se costerà almeno 25mila euro di multa perché per la Uefa il silenzio stampa è cosa non contemplata. Un silenzio strategico: perché il 16 aprile è la data in cui Rafa, oltre a festeggiare il compleanno, ha promesso di svelare il suo futuro. Ovvero, a rendere pubblico quello che da tempo tutti hanno capito: andrà via. Proprio ieri si è tornato a parlare di un’idea che De Laurentiis avrebbe accarezzato qualche settimana fa: un doppio incarico per il ct Conte fino al 2016. Ipotesi subito esclusa, perché qui ci vuole un tecnico a tempo pieno. Per Benitez, ritiro o no, cambia poco: lui non conosce altro che il centro tecnico. Resta contrario per principio al ritiro, pensa che prima di una gara i giocatori possano starsene tranquillamente a casa. Figurarsi dopo. Ed è per questo che il feeling con De Laurentiis si è definitivamente incrinato. E il mancato dietrofront ne è la prova: peraltro, questa volta Benitez non ha provato neppure a farlo in prima persona. Ha tentato Bigon a far cambiare idea al suo presidente. Inutilmente. De Laurentiis, intanto, a sorpresa, domani dovrebbe imbarcarsi sul charter per la Germania: è la prima trasferta in Europa League della stagione per il patron azzurro. Per Benitez e gli spagnoli del suo staff, il dopo Fiorentina è stata una notte di lavoro, di fermi immagine, di fast forward e rewind, di appunti, di strategie. Notte di tattica e di preparazione. Non c’è stato tempo per godersi la vittoria, anzi il tempo si è esaurito tutto dopo il 2-0 di Hamsik. Appena il ruggito del San Paolo si è spento, Benitez ha iniziato a preparare la sfida contro il Wolfsburg. Subito una notte di lavoro ma anche l’intera giornata di ieri è stata vissuta davanti al lettore perché bisognerà pure trovare un modo di contrastare Schurrle, De Bruyne e Luiz Gustavo. Con tutto il rispetto: non certo Messi, Xavi e Neymar. Tra due giorni, dunque, il Napoli va incontro al suo destino: stamane la ripresa degli allenamenti, domani la partenza per Wolfsburg. Dove Benitez e la sua squadra sono consapevoli che o si fa la storia o si affonda tutti insieme. (Pino Taormina – Il Mattino)