Il Napoli batte la Fiorentina. Quando il ritiro diventa vincente

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Il ritiro, il silenzio, la rabbia. Per confezionare tre gol e ripartire in campionato, il Napoli ha preso forza dalla situazione peggiore in cui potesse trovarsi dopo le sconfitte con la Roma, che l’aveva allontanato in maniera quasi abissale dalla zona Champions, e con la Lazio in Coppa Italia. Una battuta d’arresto, alla conquista della seconda finale consecutiva di Coppa Italia, che aveva dato la stura alla furia del presidente De Laurentiis. Il quale aveva ordinato il ritiro a Castelvolturno, contrapponendosi in maniera fin troppo evidente al credo del suo tecnico Benitez, da sempre contrario a provvedimenti del genere. Due punti nelle ultime cinque partite di campionato erano sembrati davvero pochi al patron azzurro, deluso più dalle «squallide prestazioni» con Torino, Verona e Atalanta che non dalle partite proprio con Roma e Lazio. «Decido io», è stata la decisa presa di posizione di De Laurentiis. Stavolta il presidente non è tornato sui suoi passi come aveva fatto dopo la sconfitta di San Siro con il Milan, quando Benitez riuscì a convincerlo a revocare il suo diktat. Ma ha insistito affinché la squadra ritrovasse la giusta concentrazione, lontano dalle distrazioni offerte da Napoli, qualsiasi esse siano. Ed è fin troppo evidente, dopo la vittoria sulla Fiorentina, che ha avuto ragione. Il Napoli è entrato in campo senza timori, concentrato e caricato al punto giusto, con la rabbia agonistica evidenziata da tutti e che ha sorpreso i viola, nonostante l’invito di Montella a non credere alla crisi azzurra. Higuain, il campione sul quale più di tutti erano concentrati gli sguardi dei tifosi a causa del lungo digiuno sotto porta, ha caricato i suoi compagni e ha cercato con rabbia e ostinazione il gol, trovandone uno stupendo ma non visto dall’arbitro di porta. L’«Occhio di falco» che debutterà nella finale di Coppa Italia tra Juventus e Lazio e sarà effettivo dal prossimo campionato di serie A, come accade in Premier League, avrebbe fatto giustizia. Higuain avrebbe gioito come meritava e con lui i compagni e il suo pubblico. Proprio come hanno poi fatto capitan Hamsik e quel Callejon che ha letteralmente scacciato dal suo corpo il malocchio del gol che lo stava perseguitando da mesi, dopo uno stupendo avvio di stagione che lo aveva portato dritto dritto nella nazionale spagnola. Benitez ha vinto il duello con Montella, giocandosi bene anche le carte che aveva in panchina. Hamsik è entrato al momento giusto al posto di Gabbiadini, Insigne è subentrato a uno stanco Higuain e ha offerto uno splendido assist a Callejon. Il sorpasso è stato effettuato, il quarto posto è stato ripreso grazie anche al pareggio della Samp a Milano. Ora, l’Europa League. (Antonio Sacco – Il Mattino)

Il ritiro, il silenzio, la rabbia. Per confezionare tre gol e ripartire in campionato, il Napoli ha preso forza dalla situazione peggiore in cui potesse trovarsi dopo le sconfitte con la Roma, che l’aveva allontanato in maniera quasi abissale dalla zona Champions, e con la Lazio in Coppa Italia. Una battuta d’arresto, alla conquista della seconda finale consecutiva di Coppa Italia, che aveva dato la stura alla furia del presidente De Laurentiis. Il quale aveva ordinato il ritiro a Castelvolturno, contrapponendosi in maniera fin troppo evidente al credo del suo tecnico Benitez, da sempre contrario a provvedimenti del genere. Due punti nelle ultime cinque partite di campionato erano sembrati davvero pochi al patron azzurro, deluso più dalle «squallide prestazioni» con Torino, Verona e Atalanta che non dalle partite proprio con Roma e Lazio. «Decido io», è stata la decisa presa di posizione di De Laurentiis. Stavolta il presidente non è tornato sui suoi passi come aveva fatto dopo la sconfitta di San Siro con il Milan, quando Benitez riuscì a convincerlo a revocare il suo diktat. Ma ha insistito affinché la squadra ritrovasse la giusta concentrazione, lontano dalle distrazioni offerte da Napoli, qualsiasi esse siano. Ed è fin troppo evidente, dopo la vittoria sulla Fiorentina, che ha avuto ragione. Il Napoli è entrato in campo senza timori, concentrato e caricato al punto giusto, con la rabbia agonistica evidenziata da tutti e che ha sorpreso i viola, nonostante l’invito di Montella a non credere alla crisi azzurra. Higuain, il campione sul quale più di tutti erano concentrati gli sguardi dei tifosi a causa del lungo digiuno sotto porta, ha caricato i suoi compagni e ha cercato con rabbia e ostinazione il gol, trovandone uno stupendo ma non visto dall’arbitro di porta. L’«Occhio di falco» che debutterà nella finale di Coppa Italia tra Juventus e Lazio e sarà effettivo dal prossimo campionato di serie A, come accade in Premier League, avrebbe fatto giustizia. Higuain avrebbe gioito come meritava e con lui i compagni e il suo pubblico. Proprio come hanno poi fatto capitan Hamsik e quel Callejon che ha letteralmente scacciato dal suo corpo il malocchio del gol che lo stava perseguitando da mesi, dopo uno stupendo avvio di stagione che lo aveva portato dritto dritto nella nazionale spagnola. Benitez ha vinto il duello con Montella, giocandosi bene anche le carte che aveva in panchina. Hamsik è entrato al momento giusto al posto di Gabbiadini, Insigne è subentrato a uno stanco Higuain e ha offerto uno splendido assist a Callejon. Il sorpasso è stato effettuato, il quarto posto è stato ripreso grazie anche al pareggio della Samp a Milano. Ora, l’Europa League. (Antonio Sacco – Il Mattino)