Portici. Il ritorno del treno dopo 14 mesi. La linea era stata bloccata per il crollo di Villa d’Elboeuf

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Portici. Alle 5.48 di ieri mattina un treno metropolitano è passato per la prima volta sotto l’enorme gabbia metallica appositamente costruita nella stazione del Granatello, quattordici mesi dopo la chiusura della tratta ferroviaria Napoli-Torre Annunziata per il crollo di un muro da Villa d’Elboeuf. Da ieri decine di migliaia di cittadini, residenti a San Giorgio a Cremano, Portici, Ercolano, Torre del Greco, Torre Annunziata possono nuovamente prendere un treno delle Ferrovie dello Stato per raggiungere Napoli, Salerno o la Calabria. Sui primi convogli poca gente: un po’ perché era domenica, un po’ perché molti non sapevano neppure che il servizio aveva ripreso a funzionare. In compenso, sulla banchina c’erano tante persone che volevano semplicemente assistere al ritorno dei treni a Portici e far vedere i convogli a figli e nipotini, magari per la prima volta, come se la stazione fosse sbarrata da decenni e non da poco più di un anno. La biglietteria però era chiusa: i tagli effettuati da Trenitalia al personale hanno fatto sì che resti aperta solo dal lunedì al venerdì, in orario ridotto. C’erano alcuni turisti inglesi, che probabilmente alloggiano nell’ostello della gioventù, subito dirottati da altri viaggiatori alla macchinetta per stamparsi da soli i ticket per il viaggio. Nei locali del capostazione, una sola persona al lavoro: «Sono contentissimo, finalmente sono tornato a fare il mio lavoro – ha spiegato il ferroviere sorridendo – La gente non è ancora informata che è possibile ritornare a prendere il treno a Portici, ma sono certo che nel giro di pochi giorni tutto tornerà alla normalità». Una normalità spezzata il 5 febbraio 2014, quando la tratta ferroviaria fu chiusa a causa della caduta sui binari di un muro di cinta della settecentesca Villa d’Elboeuf. E non c’erano altre soluzioni possibili: troppo grande il pericolo che altri pezzi della dimora, che da decenni si trova in stato di degrado, cadessero su dei treni in corsa. Pochi mesi prima, l’edificio era stato aggiudicato ad un’asta fallimentare del Tribunale di Napoli per quattro milioni di euro ad una società immobiliare, la Inv Est srl, che però non aveva mai ricevuto il possesso giuridico della dimora, anche perché il Comune aveva deciso di esercitare un diritto di prelazione prima del passaggio di proprietà. Solo che la Cassa Depositi e Prestiti aveva negato il finanziamento e il Comune era rimasto con le mani legate. Poco dopo il crollo, il Tribunale velocizzò le pratiche decretando che il possesso della Inv Est era da considerarsi retroattivo al momento dell’acquisto: in pratica la società era giuridicamente responsabile del crollo anche se, in pratica, non aveva potuto fare nulla per evitarlo. Da lì è iniziata una guerra di carte bollate tra la Inv Est e Trenitalia, che è passata attraverso l’apertura di due fascicoli contro ignoti per il reato di interruzione di pubblico servizio da parte delle Procure di Nocera Inferiore e di Napoli e l’imposizione finale del Tribunale di trovare per forza un accordo. Avuto l’ok anche dalla Soprintendenza, Trenitalia ha potuto, così, concludere la costruzione di una gabbia metallica temporanea del costo di oltre un milione di euro, che dovrebbe escludere, nei prossimi mesi, qualsiasi rischio per i treni in passaggio a Portici. L’incubo, per centinaia di pendolari, è dunque finito. «Finalmente siamo tornati alla normalità – ha detto il sindaco di Portici Nicola Marrone, che ieri mattina si è voluto rendere conto di persona della situazione recandosi al Granatello –Sono stati mesi difficili soprattutto per i cittadini che hanno dovuto sopportare enormi disagi, mesi nei quali non ci siamo mai fermati nel difficile lavoro di mediazione che ha portato a questo importante risultato». (Michele Ippolito – Il Mattino)

Portici. Alle 5.48 di ieri mattina un treno metropolitano è passato per la prima volta sotto l’enorme gabbia metallica appositamente costruita nella stazione del Granatello, quattordici mesi dopo la chiusura della tratta ferroviaria Napoli-Torre Annunziata per il crollo di un muro da Villa d’Elboeuf. Da ieri decine di migliaia di cittadini, residenti a San Giorgio a Cremano, Portici, Ercolano, Torre del Greco, Torre Annunziata possono nuovamente prendere un treno delle Ferrovie dello Stato per raggiungere Napoli, Salerno o la Calabria. Sui primi convogli poca gente: un po’ perché era domenica, un po’ perché molti non sapevano neppure che il servizio aveva ripreso a funzionare. In compenso, sulla banchina c’erano tante persone che volevano semplicemente assistere al ritorno dei treni a Portici e far vedere i convogli a figli e nipotini, magari per la prima volta, come se la stazione fosse sbarrata da decenni e non da poco più di un anno. La biglietteria però era chiusa: i tagli effettuati da Trenitalia al personale hanno fatto sì che resti aperta solo dal lunedì al venerdì, in orario ridotto. C’erano alcuni turisti inglesi, che probabilmente alloggiano nell’ostello della gioventù, subito dirottati da altri viaggiatori alla macchinetta per stamparsi da soli i ticket per il viaggio. Nei locali del capostazione, una sola persona al lavoro: «Sono contentissimo, finalmente sono tornato a fare il mio lavoro – ha spiegato il ferroviere sorridendo – La gente non è ancora informata che è possibile ritornare a prendere il treno a Portici, ma sono certo che nel giro di pochi giorni tutto tornerà alla normalità». Una normalità spezzata il 5 febbraio 2014, quando la tratta ferroviaria fu chiusa a causa della caduta sui binari di un muro di cinta della settecentesca Villa d’Elboeuf. E non c’erano altre soluzioni possibili: troppo grande il pericolo che altri pezzi della dimora, che da decenni si trova in stato di degrado, cadessero su dei treni in corsa. Pochi mesi prima, l’edificio era stato aggiudicato ad un’asta fallimentare del Tribunale di Napoli per quattro milioni di euro ad una società immobiliare, la Inv Est srl, che però non aveva mai ricevuto il possesso giuridico della dimora, anche perché il Comune aveva deciso di esercitare un diritto di prelazione prima del passaggio di proprietà. Solo che la Cassa Depositi e Prestiti aveva negato il finanziamento e il Comune era rimasto con le mani legate. Poco dopo il crollo, il Tribunale velocizzò le pratiche decretando che il possesso della Inv Est era da considerarsi retroattivo al momento dell’acquisto: in pratica la società era giuridicamente responsabile del crollo anche se, in pratica, non aveva potuto fare nulla per evitarlo. Da lì è iniziata una guerra di carte bollate tra la Inv Est e Trenitalia, che è passata attraverso l’apertura di due fascicoli contro ignoti per il reato di interruzione di pubblico servizio da parte delle Procure di Nocera Inferiore e di Napoli e l’imposizione finale del Tribunale di trovare per forza un accordo. Avuto l’ok anche dalla Soprintendenza, Trenitalia ha potuto, così, concludere la costruzione di una gabbia metallica temporanea del costo di oltre un milione di euro, che dovrebbe escludere, nei prossimi mesi, qualsiasi rischio per i treni in passaggio a Portici. L’incubo, per centinaia di pendolari, è dunque finito. «Finalmente siamo tornati alla normalità – ha detto il sindaco di Portici Nicola Marrone, che ieri mattina si è voluto rendere conto di persona della situazione recandosi al Granatello –Sono stati mesi difficili soprattutto per i cittadini che hanno dovuto sopportare enormi disagi, mesi nei quali non ci siamo mai fermati nel difficile lavoro di mediazione che ha portato a questo importante risultato». (Michele Ippolito – Il Mattino)

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