UN SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA PRIMAVERA

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A TUTTI I MAIORESI

La notte successiva alla mia ultima comunicazione dove vi indicavo quello che io considero una grande piaga per questo Comune, ho fatto un sogno che vi voglio raccontare.
L’entrata del Comune di Maiori si trovava dove sta adesso,anche se l’atmosfera sembrava di tempi lontani, io ero un poco più giù e stavo salendo. Ho visto di fronte a me che dal Palazzo Baldi dove io abitavo, usciva mio zio Alessandro Romano, che correva verso il Comune.
Dal negozio sotto al balcone di casa mia a Palazzo Baldi, ho visto uscire precipitosamente il calzolaio Del Pizzo, il padre dei proprietari della calzoleria di oggi omonima.
A passo svelto dal Bar Reginna è uscito il padre dell’attuale Sindaco, e tutti e tre, riunitisi davanti alla porta del Comune sono entrati nello stesso.

Si sono sentite dei forti rumori, delle grida senza che la gente richiamata dalle stesse riuscisse a capire che cosa stesse accadendo.
Ad un certo punto le porte del Comune si sono aperte e su tre barelle improvvisate sono uscite tre persone,fortemente mazziate, che non si è riuscito ad identificare perché i barellieri velocemente li hanno portati verso il portone dove abitava il Medico Primicerio.
Subito dopo molto soddisfatti sono usciti zio Alessandro, il calzolai Del Pizzo e il proprietario del Bar Della Pietra e parlando tra di loro si dimostravano molto soddisfatti del loro operato.
Il calzolaio Del Pizzo ha detto :
“Ho cresciuto tanti figli, si pensava che avessi paura di lui “ ’o scazzottiello”.
Zio Alessandro invece ha usato delle parole abituali: “ ‘o sguarro”, facendo segno con le mani.
Il barista Della Pietra non ha proferito parola e con la mano ha fatto segno quasi a dire vediamo che succede.
Si sono allontanati ognuno verso il loro posto di lavoro (il barista e il calzolaio), mentre zio Alessandro è ritornato dalle Signorine Gerardine.
Vi è stato un attimo di smarrimento tra la folla, che quasi si stava allontanando, ma all’improvviso si è aperto di nuovo il portone del Municipio e sono usciti due personaggi, entrambi in piedi, non riconoscibili perché avevano il viso completamente insanguinato e la testa spaccata e anche loro con grosse difficoltà si sono avviati verso il portone del Medico Primicerio.
La folla era inferocita contro questi ultimi due, e mentre si allontanavano gridavano:
“Andate via Zucchilllo e Casillo”!
“Non tornate più Casillo e Zucchillo!”
E continuavano ad inveire sempre nei confronti di questi due, chiamandoli con parole irripetibili.
Alla fine della folla che comincia a diramarsi, quasi all’altezza dove adesso sta San Pio d Pietralcina, vi era un gruppo di persone.
Al centro c’era Don Pasquale Paolillo, a cui si appoggiava delicatamente la sorella, la Signora Marianna Della Pietra. Alla loro sinistra vi era Don Andrea Conforti e alla loro destra il guardiano del Convento di San Francesco, Padre Olimpio Petti. Dietro di loro c’era l’Architetto Gaetano Conforti e il Commerciante Citarella che aveva il negozio là vicino. Dietro a tutto mia nonna Maria Piccinni in Carmosino.
Don Pasquale Paolillo rivolgendosi ai due personaggi, appena usciti dal portone ha detto loro:
“Dovete andare, non dovete più tornare. La vostra presenza è dovuta soltanto a questi nuovi giovani che non si rendono contro che ogni cosa deve essere fatta da persone competenti non riconoscendo i proprio limiti e soprattutto senza alcuna umiltà e con profonda disincrasia e rancori tra di loro”
La Signora Marianna Paolillo in Della Pietra, con lo stesso tono di voce della figlia, mentre assentiva con il capo ha detto:
“Ma come possiamo aiutarli per farli capire?”
Don Andrea Conforti con un forte timbro di voce ha gridato:
“Se necessario oltre ai Carabinieri chiameremo l’Esercito!”
L’Architetto Conforti con enfasi ha risposto:
“Siamo persone perbene”,il commerciante Citarella : “… e soprattutto onesta !”
Padre Olimpio Petti:
“Saranno sempre così i Maioresi!”
Mia nonna con fare dispiaciuto,ha detto sottovoce senza farsi sentire:
“ E poi parlano dei Napoletani …”.

Io credo che questo sia un sogno su cui riflettere, e lo affido alla riflessione di tutti Maioresi nel ricordo di quelle persone che ormai non ci sono più da tanti anni, ma che hanno sempre coltivato il seme della onestà, della probità, tenendosi sempre lontani da qualsiasi mistificazione altamente pericolosa per loro e per il Paese che hanno sempre molto amato, rispettandosi tra di loro.

Non possiamo comportarci anche noi,come loro?

LA PRESENTE NOTA LA INVIERO’ ANCHE AL DOTTOR COSTANTINO AMATRUDA.
CON LA SPERANZA CHE POSSA COSTITUIRE UN CANOVACCIO PER UNA MANIFESTAZIONE TATRALE CHE POSSA INTERESSARE TUTTI E SOPRATTUTTO CONVINCERE TUTTI AD ESSERE UNITI.

Cordialmente
Maria Assunta Carmosino
Maiori 12 aprile 2015
Giornata della Divina MisericordiaA TUTTI I MAIORESI

La notte successiva alla mia ultima comunicazione dove vi indicavo quello che io considero una grande piaga per questo Comune, ho fatto un sogno che vi voglio raccontare.
L’entrata del Comune di Maiori si trovava dove sta adesso,anche se l’atmosfera sembrava di tempi lontani, io ero un poco più giù e stavo salendo. Ho visto di fronte a me che dal Palazzo Baldi dove io abitavo, usciva mio zio Alessandro Romano, che correva verso il Comune.
Dal negozio sotto al balcone di casa mia a Palazzo Baldi, ho visto uscire precipitosamente il calzolaio Del Pizzo, il padre dei proprietari della calzoleria di oggi omonima.
A passo svelto dal Bar Reginna è uscito il padre dell’attuale Sindaco, e tutti e tre, riunitisi davanti alla porta del Comune sono entrati nello stesso.

Si sono sentite dei forti rumori, delle grida senza che la gente richiamata dalle stesse riuscisse a capire che cosa stesse accadendo.
Ad un certo punto le porte del Comune si sono aperte e su tre barelle improvvisate sono uscite tre persone,fortemente mazziate, che non si è riuscito ad identificare perché i barellieri velocemente li hanno portati verso il portone dove abitava il Medico Primicerio.
Subito dopo molto soddisfatti sono usciti zio Alessandro, il calzolai Del Pizzo e il proprietario del Bar Della Pietra e parlando tra di loro si dimostravano molto soddisfatti del loro operato.
Il calzolaio Del Pizzo ha detto :
“Ho cresciuto tanti figli, si pensava che avessi paura di lui “ ’o scazzottiello”.
Zio Alessandro invece ha usato delle parole abituali: “ ‘o sguarro”, facendo segno con le mani.
Il barista Della Pietra non ha proferito parola e con la mano ha fatto segno quasi a dire vediamo che succede.
Si sono allontanati ognuno verso il loro posto di lavoro (il barista e il calzolaio), mentre zio Alessandro è ritornato dalle Signorine Gerardine.
Vi è stato un attimo di smarrimento tra la folla, che quasi si stava allontanando, ma all’improvviso si è aperto di nuovo il portone del Municipio e sono usciti due personaggi, entrambi in piedi, non riconoscibili perché avevano il viso completamente insanguinato e la testa spaccata e anche loro con grosse difficoltà si sono avviati verso il portone del Medico Primicerio.
La folla era inferocita contro questi ultimi due, e mentre si allontanavano gridavano:
“Andate via Zucchilllo e Casillo”!
“Non tornate più Casillo e Zucchillo!”
E continuavano ad inveire sempre nei confronti di questi due, chiamandoli con parole irripetibili.
Alla fine della folla che comincia a diramarsi, quasi all’altezza dove adesso sta San Pio d Pietralcina, vi era un gruppo di persone.
Al centro c’era Don Pasquale Paolillo, a cui si appoggiava delicatamente la sorella, la Signora Marianna Della Pietra. Alla loro sinistra vi era Don Andrea Conforti e alla loro destra il guardiano del Convento di San Francesco, Padre Olimpio Petti. Dietro di loro c’era l’Architetto Gaetano Conforti e il Commerciante Citarella che aveva il negozio là vicino. Dietro a tutto mia nonna Maria Piccinni in Carmosino.
Don Pasquale Paolillo rivolgendosi ai due personaggi, appena usciti dal portone ha detto loro:
“Dovete andare, non dovete più tornare. La vostra presenza è dovuta soltanto a questi nuovi giovani che non si rendono contro che ogni cosa deve essere fatta da persone competenti non riconoscendo i proprio limiti e soprattutto senza alcuna umiltà e con profonda disincrasia e rancori tra di loro”
La Signora Marianna Paolillo in Della Pietra, con lo stesso tono di voce della figlia, mentre assentiva con il capo ha detto:
“Ma come possiamo aiutarli per farli capire?”
Don Andrea Conforti con un forte timbro di voce ha gridato:
“Se necessario oltre ai Carabinieri chiameremo l’Esercito!”
L’Architetto Conforti con enfasi ha risposto:
“Siamo persone perbene”,il commerciante Citarella : “… e soprattutto onesta !”
Padre Olimpio Petti:
“Saranno sempre così i Maioresi!”
Mia nonna con fare dispiaciuto,ha detto sottovoce senza farsi sentire:
“ E poi parlano dei Napoletani …”.

Io credo che questo sia un sogno su cui riflettere, e lo affido alla riflessione di tutti Maioresi nel ricordo di quelle persone che ormai non ci sono più da tanti anni, ma che hanno sempre coltivato il seme della onestà, della probità, tenendosi sempre lontani da qualsiasi mistificazione altamente pericolosa per loro e per il Paese che hanno sempre molto amato, rispettandosi tra di loro.

Non possiamo comportarci anche noi,come loro?

LA PRESENTE NOTA LA INVIERO’ ANCHE AL DOTTOR COSTANTINO AMATRUDA.
CON LA SPERANZA CHE POSSA COSTITUIRE UN CANOVACCIO PER UNA MANIFESTAZIONE TATRALE CHE POSSA INTERESSARE TUTTI E SOPRATTUTTO CONVINCERE TUTTI AD ESSERE UNITI.

Cordialmente
Maria Assunta Carmosino
Maiori 12 aprile 2015
Giornata della Divina Misericordia