L’IMPRENDITORE SALERNITANO RACCONTA IL MOTIVO DEL TENTATO SUICIDIO

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È stato lui stesso a raccontare, ai carabinieri che lo hanno soccorso insieme al 118, delle sue vicissitudini economiche. Lo ha fatto su una barella del pronto soccorso poco prima di essere portato in sala operatoria per l’intervento chirurgico che gli ha salvato la vita.

A.C., 50 anni, imprenditore, quando è stato portato al San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona aveva ancora un coltello, con la lama da otto centimetri, conficcata nell’addome. A lanciare l’allarme sono stati alcuni passanti che, intorno alle 14.40 di ieri, lo hanno visto seminudo sulla battigia nei pressi del lido Colombo, sul lungomare tra Pastena e Mercatello, riverso a terra. L’uomo era in stato confusionale ma ai carabinieri del maggiore Gennaro Iervolino, ha subito ammesso di aver tentato il suicidio per motivi economici. Qualcuno ha poi raccontato anche che il 50enne, salernitano, aveva da qualche giorno ricevuto lo sfratto e che avrebbe dovuto lasciare la sua abitazione insieme alla famiglia.Ma questo dettaglio non è stato confermato dai militari dell’Arma che attendono la ripresa dell’uomo per interrogarlo e chiudere definitivamente il fascicolo. Quando è giunto in ospedale, comunque, era in stato di forte agitazione: anche sulla barella, prima che i medici capissero come muoversi per togliere il coltello senza causargli ulteriori ferite, l’uomo avrebbe tentato nuovamente di farla finita, provando a conficcare il coltello ancora di più nell’addome. Per questo motivo lo hanno sedato prima di operarlo: i sanitari del Ruggi gli hanno suturato parte del colon che era stato lacerato dalla lama del coltello.Subito dopo l’intervento è stato trasferito in terapia intensiva: i medici non hanno ancora sciolto la prognosi ma ritengono che non sia in pericolo di vita. Appena possibile l’uomo dovrà anche spiegare il perché del suo gesto ai carabinieri e chiarire un dettaglio che rischia di diventare un giallo: come abbia fatto a provocarsi una ferita così profonda. Il sospetto degli investigatori è che si sia lanciato sul coltello appoggiato da qualche parte con la lama verso l’alto. Nel dettaglio, ai carabinieri, ha frettolosamente cercato di spiegare che i suoi problemi economici sono collegati ad un’azienda, ormai fallita, e che la colpa è di un socio. In che misura c’entri il socio con la sua decisione e con i suoi problemi economici è ancora tutto da chiarire.I carabinieri della compagnia Salerno stanno cercando indizi su alcune carte contabili della stessa azienda, acquisite nel pomeriggio di ieri, ma ancora non è chiaro se il buco finanziario trovato sia stato causato da un cattivo investimento oppure dal suo socio che potrebbe essere fuggito con la «cassa». Anche per questo motivo gli inquirenti sono piuttosto abbottonati sul nome dell’azienda. Su un punto gli investigatori non hanno dubbi: l’uomo era da solo in spiaggia.Probabilmente sarà stato un bel po’ di tempo seduto sulla battigia a meditare sul da farsi. E forse, all’improvviso ha preso la decisione di farla finita. Resta da capire perché si era denudato e perché ha scelto quel posto anche se, a volte, ci sono domande alle quali è molto difficile dare risposte. Nei corridoi dell’ospedale, comunque, c’è chi si ricorda di lui e racconta che l’uomo non è nuovo a questi episodi: già in passato si sarebbe presentato al pronto soccorso a seguito di un tentativo di autolesionismo.

 

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È stato lui stesso a raccontare, ai carabinieri che lo hanno soccorso insieme al 118, delle sue vicissitudini economiche. Lo ha fatto su una barella del pronto soccorso poco prima di essere portato in sala operatoria per l’intervento chirurgico che gli ha salvato la vita.