Napoli. Ladri a Palazzo Reale. Telecamere spente, aperta la cassaforte della biglietteria: presi 11mila euro

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Napoli. Dici Palazzo Reale e pensi a uno dei luoghi più sicuri della città: non solo perché siamo a due passi dalla Prefettura e dalla controllatissima piazza del Plebiscito, ma anche perché la Reggia borbonica è uno scrigno che custodisce opere di inestimabile valore. Ma a Napoli, dove anche l’immaginazione riesce a superare i confini della ragione, è accaduto che una banda di ladri sia riuscita a violare tutta la rete di protezione esterna e interna entrando negli uffici amministrativi, e più precisamente nella stanza dove si trova la cassaforte nella quale vengono depositati gli incassi dei biglietti d’ingresso al Palazzo. Bottino: 11mila euro. Le telecamere interne al perimetro della Reggia erano fuori uso. È un furto clamoroso quello messo a segno dai “soliti ignoti” che con quest’azione hanno decisamente alzato il tiro lanciando un preoccupante guanto di sfida. Opera di professionisti, spiegano gli investigatori: chi ha svaligiato le casse di Palazzo Reale ha fatto le cose per bene, in maniera quasi chirurgica. E che si tratti dei ladri che sanno il fatto loro lo dimostra anche l’uso sapiente della fiamma ossidrica messa in funzione per scardinare i lucchetti e le combinazioni della cassaforte stessa. Sulla vicenda indagano gli agenti del commissariato San Ferdinando, diretto da Luigi Annunziata. Stando alle prime ricostruzioni, il colpo è stato realizzato a notte fonda, tra martedì e mercoledì, che è giorno di riposo per i dipendenti e di chiusura alle visite. Dopo essersi introdotti nei locali della biglietteria, i malviventi hanno operato in totale tranquillità. Per scardinare la cassaforte hanno utilizzato la fiamma ossidrica, circostanza che induce a credere che sia servita come minimo un’ora di tempo. Poi, prelevato il denaro, sono tornati indietro seguendo probabilmente lo stesso percorso fatto all’andata. Ma le indagini non trascurano anche un particolare importante. Dietro il clamoroso furto non ci sono solo ladri professionisti, ma quasi sicuramente anche un basista. La Polizia sta battendo questa pista, sempre più convinta di un fatto: per decidere di fare il colpo tra martedì e mercoledì i ladri conoscevano un particolare importante, e cioè che nessuno aveva svuotato la cassaforte che – incredibilmente – custodiva ancora gli incassi effettuati tra il 3 e il 7 aprile, praticamente quelli dei giorni di Pasqua, nei quali una folla straripante aveva visitato Palazzo Reale. (Giuseppe Crimaldi – Il Mattino) 

Napoli. Dici Palazzo Reale e pensi a uno dei luoghi più sicuri della città: non solo perché siamo a due passi dalla Prefettura e dalla controllatissima piazza del Plebiscito, ma anche perché la Reggia borbonica è uno scrigno che custodisce opere di inestimabile valore. Ma a Napoli, dove anche l'immaginazione riesce a superare i confini della ragione, è accaduto che una banda di ladri sia riuscita a violare tutta la rete di protezione esterna e interna entrando negli uffici amministrativi, e più precisamente nella stanza dove si trova la cassaforte nella quale vengono depositati gli incassi dei biglietti d'ingresso al Palazzo. Bottino: 11mila euro. Le telecamere interne al perimetro della Reggia erano fuori uso. È un furto clamoroso quello messo a segno dai “soliti ignoti” che con quest'azione hanno decisamente alzato il tiro lanciando un preoccupante guanto di sfida. Opera di professionisti, spiegano gli investigatori: chi ha svaligiato le casse di Palazzo Reale ha fatto le cose per bene, in maniera quasi chirurgica. E che si tratti dei ladri che sanno il fatto loro lo dimostra anche l'uso sapiente della fiamma ossidrica messa in funzione per scardinare i lucchetti e le combinazioni della cassaforte stessa. Sulla vicenda indagano gli agenti del commissariato San Ferdinando, diretto da Luigi Annunziata. Stando alle prime ricostruzioni, il colpo è stato realizzato a notte fonda, tra martedì e mercoledì, che è giorno di riposo per i dipendenti e di chiusura alle visite. Dopo essersi introdotti nei locali della biglietteria, i malviventi hanno operato in totale tranquillità. Per scardinare la cassaforte hanno utilizzato la fiamma ossidrica, circostanza che induce a credere che sia servita come minimo un'ora di tempo. Poi, prelevato il denaro, sono tornati indietro seguendo probabilmente lo stesso percorso fatto all'andata. Ma le indagini non trascurano anche un particolare importante. Dietro il clamoroso furto non ci sono solo ladri professionisti, ma quasi sicuramente anche un basista. La Polizia sta battendo questa pista, sempre più convinta di un fatto: per decidere di fare il colpo tra martedì e mercoledì i ladri conoscevano un particolare importante, e cioè che nessuno aveva svuotato la cassaforte che – incredibilmente – custodiva ancora gli incassi effettuati tra il 3 e il 7 aprile, praticamente quelli dei giorni di Pasqua, nei quali una folla straripante aveva visitato Palazzo Reale. (Giuseppe Crimaldi – Il Mattino) 

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