Buche a Napoli, gaffe dell’assessore Calabrese: capita anche a Parigi. Pubblica foto ed è rivolta: il paragone non regge

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Fu place de la Concorde, Paris. Fino allo sbarco dell’assessore Mario Calabrese, turista per tre giorni armato di smartphone. Quattro sue foto evocative ai tempi di Facebook hanno trasformato il luogo parigino nella piazza della discordia per i napoletani che, subito dopo le festività pasquali, si sono ritrovati a navigare online ma con gli occhi puntati verso le «questioni» di casa. Nel mirino è così finito proprio l’assessore comunale ai lavori pubblici, stimato ingegnere, docente universitario e autore degli scatti che hanno immortalato u ntombino circondato da basoli sconnessi, una mini-serie di buche rattoppate con l’asfalto o rimaste scoperte e più di un sanpietrino mancante. È bastato un clic a scatenare il popolo del web che, dal capoluogo partenopeo, è partito alla carica, trascinando con sé, nella rivolta semiseria, altri amministratori e alcuni colleghi, amici virtuali e polemici cittadini. «Dici la verità… non vedevi l’ora di vedere qualche buca pure a Parigi!!! Ah ah ah» commenta Maria Carmen Villari sul profilo dell’assessore Calabrese. «Divertente… ma non mi è mai piaciuto fare confronti, non saremmo in condizione di vincerli… purtroppo per noi, lì un tombino qui mille tombini!!!!!!!» avvisa Bona Mustilli. Scrive l’assessore regionale Edoardo Cosenza: «Mi raccomando Mario fai pedonalizzare tutto tutto tutto». Ironia bonaria, lieve, sottile, amara, arguta. Pellegrino de Santis riprende lo slogan della vittoria arancione per dire: «Ma ti sei messo a scassare Parigi…». Crescenzo Mariniello domanda: «Mal comune mezzo gaudio?» «No, solo mal Comune… di Napoli» aggiunge Dalai Nevio. È perentorio Antonio Di Gennaro, di Assoutenti: «L’eccezione conferma la regola». Buche a confronto? Dalai Nevio parla di «magra consolazione». E suggerisce all’«ami», ossia all’amico-assessore: «Mai esultare per le “disgrazie” altrui». Igino della Volpe rincara la dose: «Sinceramente, questa foto mi sembra una… provocazione. A Napoli sono spesso voragini e non semplici buche…». Calabrese però insiste: «Molti rappezzi di asfalto sui sanpietrini davanti al Louvre. E strade intere con asfalto su sanpietrini. Capita anche ai migliori». Controreplica, sempre sul suo profilo Fb: il paragone non regge. Certo, non tutti accusano. L’assessore conquista 14 “mi piace” e ha dalla sua qualche agguerrito difensore. Come Fabrizio Altamura che chiarisce: «Non credo Mario intendesse “fare paragoni”, in senso stretto; sta a chi vede la sua foto, con grano salis, saper cogliere comunque una riflessione “in termini relativi”». Fabrizio Jemma, rivolgendosi all’assessore, però, consiglia prudenza: «Meglio che non metti queste foto perché altrimenti ti ritrovi sommerso di foto di voragini e sconnessioni da paura. E farei anche poca filosofia “alla Altamura”. Se non stai attento a Napoli utilizzando lo scooter ci rimani secco. Per cui il grano salis mettetelo nel silenzio, che è anche il nostro per rispetto e affetto». Non bastasse, il più immediato paragone con le strade cittadine è intervallato dal racconto di altre esperienze di viaggio. «Un paio di estati fa, uscendo da un albergo di Berlino… “ca pur ce stann’ ’e buche???” Io zitta… poi al rientro… era già chiusa… con una bella pezza quadrata, regolare, alla tedesca ovviamente!!!». Segue quest’altro suggerimento: «Mario, se vuoi fare una cosa fatta bene, devi anche controllare quanto ci resta sta buca a place de la Concorde». Invece, Donato Russo cerca di allargare il tiro, richiamando i naviganti: «Piuttosto, indignatevi per i prossimi tagli che avranno le Città metropolitane». Infine il caso viene ripreso da Francesco Emilio Borrelli dei Verdi e Gianni Simioli della «Radiazza»: «Alcuni amministratori se le chiamano. Napoli è un disastro rispetto alla capitale della Francia» sentenziano. Tornato in città, l’assessore Calabrese si dice sorpreso da tanta attenzione: una «pruderie», la definisce. Chiarisce:«Non ho mai voluto fare un paragone, ho solo fatto una constatazione. Parigi è assolutamente ben tenuta ma nel centro ho notato qualche buca, qualche piccolo avvallamento così come, superando il Louvre, mai avrei immaginato di vedere sanpietrini ricoperti da asfalto». A Napoli, invece, «non si scopre oggi che ci sono buche e si sta facendo molto per riparare le strade». L’assessore fotografa in questo caso la situazione con tre cifre: «Dal 2005 al 2011 la spesa per la manutenzione è stata di 13 milioni: quanto noi come amministrazione abbiamo investito in 2 anni. Uno studio Acen di qualche anno fa valutava che occorreva un buget di 20 milioni per 10 anni. Questo per dare un ordine di grandezza della questione, non si può pensare di risolvere tutto con una bacchetta magica. Bisogna ancora molto lavorare».Tra Parigi e Napoli, quanta strada da fare. (Maria Pirro – Il Mattino) 

Fu place de la Concorde, Paris. Fino allo sbarco dell’assessore Mario Calabrese, turista per tre giorni armato di smartphone. Quattro sue foto evocative ai tempi di Facebook hanno trasformato il luogo parigino nella piazza della discordia per i napoletani che, subito dopo le festività pasquali, si sono ritrovati a navigare online ma con gli occhi puntati verso le «questioni» di casa. Nel mirino è così finito proprio l’assessore comunale ai lavori pubblici, stimato ingegnere, docente universitario e autore degli scatti che hanno immortalato u ntombino circondato da basoli sconnessi, una mini-serie di buche rattoppate con l’asfalto o rimaste scoperte e più di un sanpietrino mancante. È bastato un clic a scatenare il popolo del web che, dal capoluogo partenopeo, è partito alla carica, trascinando con sé, nella rivolta semiseria, altri amministratori e alcuni colleghi, amici virtuali e polemici cittadini. «Dici la verità… non vedevi l’ora di vedere qualche buca pure a Parigi!!! Ah ah ah» commenta Maria Carmen Villari sul profilo dell’assessore Calabrese. «Divertente… ma non mi è mai piaciuto fare confronti, non saremmo in condizione di vincerli… purtroppo per noi, lì un tombino qui mille tombini!!!!!!!» avvisa Bona Mustilli. Scrive l’assessore regionale Edoardo Cosenza: «Mi raccomando Mario fai pedonalizzare tutto tutto tutto». Ironia bonaria, lieve, sottile, amara, arguta. Pellegrino de Santis riprende lo slogan della vittoria arancione per dire: «Ma ti sei messo a scassare Parigi…». Crescenzo Mariniello domanda: «Mal comune mezzo gaudio?» «No, solo mal Comune… di Napoli» aggiunge Dalai Nevio. È perentorio Antonio Di Gennaro, di Assoutenti: «L’eccezione conferma la regola». Buche a confronto? Dalai Nevio parla di «magra consolazione». E suggerisce all’«ami», ossia all’amico-assessore: «Mai esultare per le “disgrazie” altrui». Igino della Volpe rincara la dose: «Sinceramente, questa foto mi sembra una… provocazione. A Napoli sono spesso voragini e non semplici buche…». Calabrese però insiste: «Molti rappezzi di asfalto sui sanpietrini davanti al Louvre. E strade intere con asfalto su sanpietrini. Capita anche ai migliori». Controreplica, sempre sul suo profilo Fb: il paragone non regge. Certo, non tutti accusano. L’assessore conquista 14 “mi piace” e ha dalla sua qualche agguerrito difensore. Come Fabrizio Altamura che chiarisce: «Non credo Mario intendesse “fare paragoni”, in senso stretto; sta a chi vede la sua foto, con grano salis, saper cogliere comunque una riflessione “in termini relativi”». Fabrizio Jemma, rivolgendosi all’assessore, però, consiglia prudenza: «Meglio che non metti queste foto perché altrimenti ti ritrovi sommerso di foto di voragini e sconnessioni da paura. E farei anche poca filosofia “alla Altamura”. Se non stai attento a Napoli utilizzando lo scooter ci rimani secco. Per cui il grano salis mettetelo nel silenzio, che è anche il nostro per rispetto e affetto». Non bastasse, il più immediato paragone con le strade cittadine è intervallato dal racconto di altre esperienze di viaggio. «Un paio di estati fa, uscendo da un albergo di Berlino… “ca pur ce stann’ ’e buche???” Io zitta… poi al rientro… era già chiusa… con una bella pezza quadrata, regolare, alla tedesca ovviamente!!!». Segue quest’altro suggerimento: «Mario, se vuoi fare una cosa fatta bene, devi anche controllare quanto ci resta sta buca a place de la Concorde». Invece, Donato Russo cerca di allargare il tiro, richiamando i naviganti: «Piuttosto, indignatevi per i prossimi tagli che avranno le Città metropolitane». Infine il caso viene ripreso da Francesco Emilio Borrelli dei Verdi e Gianni Simioli della «Radiazza»: «Alcuni amministratori se le chiamano. Napoli è un disastro rispetto alla capitale della Francia» sentenziano. Tornato in città, l’assessore Calabrese si dice sorpreso da tanta attenzione: una «pruderie», la definisce. Chiarisce:«Non ho mai voluto fare un paragone, ho solo fatto una constatazione. Parigi è assolutamente ben tenuta ma nel centro ho notato qualche buca, qualche piccolo avvallamento così come, superando il Louvre, mai avrei immaginato di vedere sanpietrini ricoperti da asfalto». A Napoli, invece, «non si scopre oggi che ci sono buche e si sta facendo molto per riparare le strade». L’assessore fotografa in questo caso la situazione con tre cifre: «Dal 2005 al 2011 la spesa per la manutenzione è stata di 13 milioni: quanto noi come amministrazione abbiamo investito in 2 anni. Uno studio Acen di qualche anno fa valutava che occorreva un buget di 20 milioni per 10 anni. Questo per dare un ordine di grandezza della questione, non si può pensare di risolvere tutto con una bacchetta magica. Bisogna ancora molto lavorare».Tra Parigi e Napoli, quanta strada da fare. (Maria Pirro – Il Mattino)