Vico Equense, WWF “Diffida espianto esemplari arborei di Tiglio in via delle Pietre – Vico Equense”

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Di seguito la nota, a firma del Presidente del WWF Penisola Sorrentina, inviata dal WWF al Sindaco di Vico Equense, al Responsabile Ufficio Tecnico di Vico Equense, al Responsabile Ufficio Tecnico di Vico Equense, alla Soprintendenza di Napoli e Provincia, alla Polizia Municipale di Vico Equense ed al Corpo Forestale dello Stato di Castellammare di Stabia avente ad oggetto: “Diffida espianto esemplari arborei  di Tiglio in via delle Pietre – Vico Equense”

Premesso che

 

Il patrimonio arboreo costituisce un irrinunciabile e irripetibile polmone vitale per il nostro paese e per i suoi cittadini, e che gli alberi in ambito urbano, soprattutto nelle strade, svolgono una molteplicità di funzioni i cui benefici sono di carattere ambientale, sociale, salutistico ed economico. Tali preziose funzioni dipendono soprattutto dalla quantità di vegetazione, ovvero proprio dalle dimensioni degli alberi e dal volume delle loro chiome.

 

Considerato che

 

Abbiamo appreso, da un AVVISO affisso sul tronco degli alberi di tiglio vegetanti in via delle Pietre nel comune di Vico Equense,  che l’amministrazione, per rimediare a quella che è definita una “scellerata” progettazione fatta più di vent’anni fa, avrebbe intenzione di estirpare e trapiantare i grossi alberi in altro luogo pubblico (non meglio specificato) sostituendoli con altre piante tipiche… confacenti allo specifico sito di insidenza.

 

A tale proposito ci preme esporre alle SS.VV. alcune sintetiche considerazioni.

 

Gli esemplari arborei in questione della specie Tiglio, impiantati diversi decenni or sono sui marciapiedi della strada,  si presentano in buono stato vegetazionale e non sono presenti fattori di degrado naturali di alcun tipo, fatto salvo i violenti tagli di capitozzatura a cui sono stati sottoposti di recente e che hanno lasciato vaste ferite, rappresentate dalle superfici di taglio, pericolose per l’accesso di parassiti, funghi e/o patogeni. Le drastiche potature effettuate ci sono apparse immotivate ed equivalenti ad amputazioni della struttura arborea tali da danneggiare irrimediabilmente la stessa vitalità delle piante e, oltre ad essere decisamente antiestetiche, avendo modificato la forma stessa delle piante rischiano di risultare dannose per il loro stesso sviluppo.

 

Abusare della potatura è certamente un errore: essa va effettuata in armonia con le fasi di sviluppo dell’albero, per evitare di devastare o uccidere una pianta con conseguente pericolo per la sua futura stabilità. Purtroppo tale modus operandi sembra essere ormai una triste consuetudine nel comune di Vico Equense considerato lo scempio che, appena un anno fa, è stato inutilmente perpetrato ai danni dei lecci della Villetta Paradiso, con conseguente grave disseccamento di diverse branche degli esemplari arborei che, ad oggi, faticano ancora a riprendersi.

 

Quando non violentati dai tagli di capitozzo, oltre all’indubbio valore estetico-paesaggistico e alla frescura che procurano nelle calde giornate assolate, gli alberi sui marciapiedi investono un ruolo fondamentale nella purificazione dell’aria dall’inquinamento atmosferico da gas di scarico e particelle dannose alla salute (causa di allergie, patologie asmatiche,etc.) provenienti dalle autovetture transitanti sulle strade.

 

 

 

E’ importante sottolineare come il ruolo “svolto dagli alberi” è in rapporto anche all’età e alle dimensioni. Una pianta adulta e già formata offre maggiori “vantaggi” di una pianta giovane, in termini di: capacità di depurazione dell’aria, impatto sul paesaggio, ombreggiatura e mitigazione del clima, nidificazione per gli uccelli, fiori e nettari per insetti, ecc.

 

In quanto alle argomentazioni sinteticamente fornite dall’avviso, inchiodato dall’amministrazione sul tronco delle piante, in cui col millantato proposito di “rimediare ad una scellerata progettazione fatta più di venti anni fa” si proclama la decisione di volerle “trapiantare” altrove, riteniamo che esse siano quantomeno discutibili!!!|

 

E’ fuori dubbio che tali alberi, con una struttura fisiologica e meccanica sviluppatasi nel corso di circa 40 anni di vita, abbiano inevitabilmente con la loro crescita creato danni al marciapiede provocando un evidente spostamento dei “tozzetti in porfido” allocati alla base dei tronchi.

 

Ciò si deve alla “scellerata” (!!!) e colpevole messa in opera dei marciapiedi, al momento della costruzione, senza preoccuparsi di lasciare attorno al colletto degli alberi uno spazio necessario e sufficiente al loro sviluppo ed a garantire, nello stesso tempo, gli interscambi di acqua e sostanze nutritive tra il sottosuolo e l’esterno.

 

Ma se è vero che gli evidenti “sconquassamenti” dei marciapiedi costituiscono un pericolo per i pedoni che li utilizzano, è anche vero che a tale analogo problema (stessi alberi e stessa tipologia di marciapiede) si è tranquillamente ovviato, in tantissimi altri casi nei comuni limitrofi, semplicemente attraverso opere oculate di rifacimento della pavimentazione dei marciapiedi, avendo l’accortezza di lasciare alla base degli alberi sufficiente spazio per la loro crescita e, in alcuni casi, si è provveduto anche ad allargare la sede dei marciapiedi.

 

Ma c’è un’altra considerazione di carattere scientifico che ci preme fare, e della quale non si può assolutamente non tenere conto!!!

 

In tutte le piante, radici, fusti e rami sono parti imprescindibili e collegate tra loro, costituite essenzialmente da tessuti di sostegno, di riserva e di trasporto. Qualsiasi evento che danneggi una di queste si ripercuote sulle altre. Per poter prevedere anche una benché minima e labile possibilità di successo dell’ipotesi paventata di “estirpazione e trapianto altrove” dei grossi alberi, sarebbe indispensabile e necessario assicurare l’espianto di una enorme zolla radicale, per la cui estrazione si dovrebbe necessariamente procedere all’escavo di una porzione di terreno posto sotto l’intero marciapiede ivi compresa mezza carreggiata stradale (!) e avente analoga profondità, il tutto da eseguirsi con l’ausilio di potenti e costose gru predisposte alla movimentazione di svariate tonnellate di peso.

 

Infine il “millantato” trapianto andrebbe eseguito esclusivamente in epoca idonea, ovvero nel periodo di riposo vegetativo (autunno/inverno) spostando la pianta “in tempo reale” nel suo nuovo sito già predisposto. In ogni caso di estirpazioni/trapianti eseguiti in città su alberi di tiglio di analoghe dimensioni, radicati in sito, non sembrerebbe esistere letteratura scientifica!!!

 

 

 

 

 

 

 

E’ assolutamente auspicabile piuttosto che, in una stima “danni-benefici“, si arrivi a comprendere il valore reale dei grossi esemplari di Tiglio che si intende eliminare dalla strada, di contro alle eventuali problematiche lamentate. Tra l’altro il filare di Tigli di via delle Pietre, oltre ad un indubbio valore paesaggistico-ornamentale, ha anche un indiscutibile valore economico: la American Forestry Association ha valutato in circa 57.000 $ il valore globale di un solo albero urbano (pianta matura di 50 anni).

 

Nel ricordare che:

 

– l’intero territorio del Comune di Vico Equense è stato dichiarato di notevole interesse paesaggistico con D.M. ai sensi della legge 1497/39 e ricade nell’ambito di efficacia del P.U.T. per l’Area Sorrentino-Amalfitana statuito con la L.R. n. 35/87 ai sensi dell’art. 1 bis e quinquies della  L.431/1985;

– oltre gli specifici vincoli previsti – ai sensi dell’art.146 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio – D.lgs. 22/01/04 n.42 – ogni intervento che modifichi il paesaggio necessita del parere preventivo della Soprintendenza ai BB.AA.AA;

– se l’estirpazione degli alberi è operata senza alcuna autorizzazione e in assenza di nulla-osta relativo, costituisce reato anche ai sensi di quanto prescritto anche dall’art.734 C.P. che definisce la relativa ammenda pecuniaria;

 

Allo scopo di prevenire ed evitare un ulteriore attentato al nostro già precario patrimonio arboreo si chiede di non consentire l’inutile estirpazione/trapianto degli alberi.

 

Certi di un interessamento alla vicenda, riservandoci ogni ulteriore eventuale azione a tutela del patrimonio arboreo del comune di Vico Equense, porgiamo cordiali saluti.

 

 

Claudio d’Esposito

Presidente WWF Penisola Sorrentina

                                                                                                                                

 

Di seguito la nota, a firma del Presidente del WWF Penisola Sorrentina, inviata dal WWF al Sindaco di Vico Equense, al Responsabile Ufficio Tecnico di Vico Equense, al Responsabile Ufficio Tecnico di Vico Equense, alla Soprintendenza di Napoli e Provincia, alla Polizia Municipale di Vico Equense ed al Corpo Forestale dello Stato di Castellammare di Stabia avente ad oggetto: “Diffida espianto esemplari arborei  di Tiglio in via delle Pietre – Vico Equense”

Premesso che

 

Il patrimonio arboreo costituisce un irrinunciabile e irripetibile polmone vitale per il nostro paese e per i suoi cittadini, e che gli alberi in ambito urbano, soprattutto nelle strade, svolgono una molteplicità di funzioni i cui benefici sono di carattere ambientale, sociale, salutistico ed economico. Tali preziose funzioni dipendono soprattutto dalla quantità di vegetazione, ovvero proprio dalle dimensioni degli alberi e dal volume delle loro chiome.

 

Considerato che

 

Abbiamo appreso, da un AVVISO affisso sul tronco degli alberi di tiglio vegetanti in via delle Pietre nel comune di Vico Equense,  che l’amministrazione, per rimediare a quella che è definita una “scellerata” progettazione fatta più di vent’anni fa, avrebbe intenzione di estirpare e trapiantare i grossi alberi in altro luogo pubblico (non meglio specificato) sostituendoli con altre piante tipiche… confacenti allo specifico sito di insidenza.

 

A tale proposito ci preme esporre alle SS.VV. alcune sintetiche considerazioni.

 

Gli esemplari arborei in questione della specie Tiglio, impiantati diversi decenni or sono sui marciapiedi della strada,  si presentano in buono stato vegetazionale e non sono presenti fattori di degrado naturali di alcun tipo, fatto salvo i violenti tagli di capitozzatura a cui sono stati sottoposti di recente e che hanno lasciato vaste ferite, rappresentate dalle superfici di taglio, pericolose per l’accesso di parassiti, funghi e/o patogeni. Le drastiche potature effettuate ci sono apparse immotivate ed equivalenti ad amputazioni della struttura arborea tali da danneggiare irrimediabilmente la stessa vitalità delle piante e, oltre ad essere decisamente antiestetiche, avendo modificato la forma stessa delle piante rischiano di risultare dannose per il loro stesso sviluppo.

 

Abusare della potatura è certamente un errore: essa va effettuata in armonia con le fasi di sviluppo dell'albero, per evitare di devastare o uccidere una pianta con conseguente pericolo per la sua futura stabilità. Purtroppo tale modus operandi sembra essere ormai una triste consuetudine nel comune di Vico Equense considerato lo scempio che, appena un anno fa, è stato inutilmente perpetrato ai danni dei lecci della Villetta Paradiso, con conseguente grave disseccamento di diverse branche degli esemplari arborei che, ad oggi, faticano ancora a riprendersi.

 

Quando non violentati dai tagli di capitozzo, oltre all'indubbio valore estetico-paesaggistico e alla frescura che procurano nelle calde giornate assolate, gli alberi sui marciapiedi investono un ruolo fondamentale nella purificazione dell'aria dall'inquinamento atmosferico da gas di scarico e particelle dannose alla salute (causa di allergie, patologie asmatiche,etc.) provenienti dalle autovetture transitanti sulle strade.

 

 

 

E’ importante sottolineare come il ruolo “svolto dagli alberi” è in rapporto anche all’età e alle dimensioni. Una pianta adulta e già formata offre maggiori “vantaggi” di una pianta giovane, in termini di: capacità di depurazione dell’aria, impatto sul paesaggio, ombreggiatura e mitigazione del clima, nidificazione per gli uccelli, fiori e nettari per insetti, ecc.

 

In quanto alle argomentazioni sinteticamente fornite dall’avviso, inchiodato dall’amministrazione sul tronco delle piante, in cui col millantato proposito di “rimediare ad una scellerata progettazione fatta più di venti anni fa” si proclama la decisione di volerle “trapiantare” altrove, riteniamo che esse siano quantomeno discutibili!!!|

 

E’ fuori dubbio che tali alberi, con una struttura fisiologica e meccanica sviluppatasi nel corso di circa 40 anni di vita, abbiano inevitabilmente con la loro crescita creato danni al marciapiede provocando un evidente spostamento dei “tozzetti in porfido” allocati alla base dei tronchi.

 

Ciò si deve alla “scellerata” (!!!) e colpevole messa in opera dei marciapiedi, al momento della costruzione, senza preoccuparsi di lasciare attorno al colletto degli alberi uno spazio necessario e sufficiente al loro sviluppo ed a garantire, nello stesso tempo, gli interscambi di acqua e sostanze nutritive tra il sottosuolo e l’esterno.

 

Ma se è vero che gli evidenti “sconquassamenti” dei marciapiedi costituiscono un pericolo per i pedoni che li utilizzano, è anche vero che a tale analogo problema (stessi alberi e stessa tipologia di marciapiede) si è tranquillamente ovviato, in tantissimi altri casi nei comuni limitrofi, semplicemente attraverso opere oculate di rifacimento della pavimentazione dei marciapiedi, avendo l’accortezza di lasciare alla base degli alberi sufficiente spazio per la loro crescita e, in alcuni casi, si è provveduto anche ad allargare la sede dei marciapiedi.

 

Ma c’è un’altra considerazione di carattere scientifico che ci preme fare, e della quale non si può assolutamente non tenere conto!!!

 

In tutte le piante, radici, fusti e rami sono parti imprescindibili e collegate tra loro, costituite essenzialmente da tessuti di sostegno, di riserva e di trasporto. Qualsiasi evento che danneggi una di queste si ripercuote sulle altre. Per poter prevedere anche una benché minima e labile possibilità di successo dell’ipotesi paventata di “estirpazione e trapianto altrove” dei grossi alberi, sarebbe indispensabile e necessario assicurare l’espianto di una enorme zolla radicale, per la cui estrazione si dovrebbe necessariamente procedere all’escavo di una porzione di terreno posto sotto l’intero marciapiede ivi compresa mezza carreggiata stradale (!) e avente analoga profondità, il tutto da eseguirsi con l’ausilio di potenti e costose gru predisposte alla movimentazione di svariate tonnellate di peso.

 

Infine il “millantato” trapianto andrebbe eseguito esclusivamente in epoca idonea, ovvero nel periodo di riposo vegetativo (autunno/inverno) spostando la pianta “in tempo reale” nel suo nuovo sito già predisposto. In ogni caso di estirpazioni/trapianti eseguiti in città su alberi di tiglio di analoghe dimensioni, radicati in sito, non sembrerebbe esistere letteratura scientifica!!!

 

 

 

 

 

 

 

E’ assolutamente auspicabile piuttosto che, in una stima “danni-benefici“, si arrivi a comprendere il valore reale dei grossi esemplari di Tiglio che si intende eliminare dalla strada, di contro alle eventuali problematiche lamentate. Tra l’altro il filare di Tigli di via delle Pietre, oltre ad un indubbio valore paesaggistico-ornamentale, ha anche un indiscutibile valore economico: la American Forestry Association ha valutato in circa 57.000 $ il valore globale di un solo albero urbano (pianta matura di 50 anni).

 

Nel ricordare che:

 

– l’intero territorio del Comune di Vico Equense è stato dichiarato di notevole interesse paesaggistico con D.M. ai sensi della legge 1497/39 e ricade nell’ambito di efficacia del P.U.T. per l’Area Sorrentino-Amalfitana statuito con la L.R. n. 35/87 ai sensi dell’art. 1 bis e quinquies della  L.431/1985;

– oltre gli specifici vincoli previsti – ai sensi dell’art.146 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio – D.lgs. 22/01/04 n.42 – ogni intervento che modifichi il paesaggio necessita del parere preventivo della Soprintendenza ai BB.AA.AA;

se l’estirpazione degli alberi è operata senza alcuna autorizzazione e in assenza di nulla-osta relativo, costituisce reato anche ai sensi di quanto prescritto anche dall'art.734 C.P. che definisce la relativa ammenda pecuniaria;

 

Allo scopo di prevenire ed evitare un ulteriore attentato al nostro già precario patrimonio arboreo si chiede di non consentire l’inutile estirpazione/trapianto degli alberi.

 

Certi di un interessamento alla vicenda, riservandoci ogni ulteriore eventuale azione a tutela del patrimonio arboreo del comune di Vico Equense, porgiamo cordiali saluti.

 

 

Claudio d’Esposito

Presidente WWF Penisola Sorrentina