Meta. Torna il parcheggio nella zona della Conca di Alimuri. La gestione affidata ad una società esterna

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Meta. La zona della Conca sarà nuovamente adibita a parcheggio non custodito. L’ha deciso la giunta comunale con una delibera approvata all’unanimità su proposta del sindaco Giuseppe Tito. Il provvedimento stabilisce che l’area, a due passi dal terreno dove si stagliava l’ecomostro di Alimuri, sarà gestita non dal Comune ma da un soggetto esterno. A quest’ultimo spetteranno la pulizia e ogni intervento di manutenzione necessario per garantire la pubblica sicurezza. La società affidataria, inoltre, dovrà corrispondere al Comune un canone mensile di millecinquecento euro e non avrà diritto ad alcun indennizzo qualora dal Municipio dovesse arrivare lo stop dopo le verifiche periodiche del costone. In cambio, però, potrà gestire il parcheggio fino al prossimo 31 ottobre secondo gli orari e le tariffe fissati dalla giunta municipale: da aprile a fine ottobre, dalle 8 alle 20, la sosta delle vetture costerà un euro l’ora per i residenti e un euro e 50 centesimi per gli automobilisti non metesi. Quanto agli scooter, due euro al giorno per i residenti e tre per i non residenti. Sosta libera per tutti, invece, dalle 20 alle 8. Ulteriori novità sono previste per il 2016, quando il servizio di parcheggio nella zona della Conca sarà affidato insieme a quello previsto per la Marina di Meta. Così il Comune intende far fronte al notevole afflusso di automobili e scooter che sistematicamente si registra durante il periodo estivo: nell’area compresa tra la Marina di Meta e la Conca, infatti, trovano posto decine tra stabilimenti balneari, ristoranti, bar e alberghi che ospitano ogni anno migliaia di turisti e vacanzieri. Ma perché il Comune ha deciso di affidare il servizio di parcheggio a un soggetto esterno e di non gestirlo direttamente? «Un’eventuale gestione diretta – si legge nella delibera approvata dalla giunta – richiederebbe uno sforzo organizzativo che l’ente non è in grado di sostenere compiutamente con il personale a disposizione». Sono quasi vent’anni che la Conca annaspa tra interdizioni, bonifiche e temporanee riaperture. Il 15 agosto 1997 fu un’ordinanza della Capitaneria di porto di Castellammare a rendere l’area off-limits. Motivo? Il pericolo di caduta massi dal costone calcareo, lo stesso che mezzo secolo fa bloccò la costruzione dell’hotel «Punta Gradelle» (poi ribattezzato ecomostro di Alimuri). Successivamente, a giugno 2011 la zona fu interessata da lavori di bonifica, disgaggio massi e verifica del costone calcareo. A quel punto il Comune revocò l’ordinanza di interdizione per un tratto di strada di soli 78 metri compreso tra l’ultima palazzina di via Angelo Cosenza e l’ecomostro di Alimuri. Era il 6 luglio 2011. E lo stesso fece, pochi giorni dopo, la Capitaneria di porto di Castellammare. A maggio scorso, invece, risale un’ulteriore bonifica: gli operai hanno eliminato i massi pericolanti, verificato la tenuta del costone calcareo e rinforzato la rete metallica per un totale di oltre 1.400 metri quadrati. L’intervento ha poi consentito l’accesso degli operai alla zona dell’ecomostro di Alimuri, demolito in pompa magna il 30 novembre scorso. Più difficile sarà bonificare completamente il costone a ridosso dell’area occupata dall’albergo-fantasma fino a qualche mese fa: per mettere in sicurezza l’area e aprirla al pubblico servirebbero tra i cinque e i sei milioni di euro. (Ciriaco M. Viggiano – Il Mattino) 

Meta. La zona della Conca sarà nuovamente adibita a parcheggio non custodito. L’ha deciso la giunta comunale con una delibera approvata all’unanimità su proposta del sindaco Giuseppe Tito. Il provvedimento stabilisce che l’area, a due passi dal terreno dove si stagliava l’ecomostro di Alimuri, sarà gestita non dal Comune ma da un soggetto esterno. A quest’ultimo spetteranno la pulizia e ogni intervento di manutenzione necessario per garantire la pubblica sicurezza. La società affidataria, inoltre, dovrà corrispondere al Comune un canone mensile di millecinquecento euro e non avrà diritto ad alcun indennizzo qualora dal Municipio dovesse arrivare lo stop dopo le verifiche periodiche del costone. In cambio, però, potrà gestire il parcheggio fino al prossimo 31 ottobre secondo gli orari e le tariffe fissati dalla giunta municipale: da aprile a fine ottobre, dalle 8 alle 20, la sosta delle vetture costerà un euro l’ora per i residenti e un euro e 50 centesimi per gli automobilisti non metesi. Quanto agli scooter, due euro al giorno per i residenti e tre per i non residenti. Sosta libera per tutti, invece, dalle 20 alle 8. Ulteriori novità sono previste per il 2016, quando il servizio di parcheggio nella zona della Conca sarà affidato insieme a quello previsto per la Marina di Meta. Così il Comune intende far fronte al notevole afflusso di automobili e scooter che sistematicamente si registra durante il periodo estivo: nell’area compresa tra la Marina di Meta e la Conca, infatti, trovano posto decine tra stabilimenti balneari, ristoranti, bar e alberghi che ospitano ogni anno migliaia di turisti e vacanzieri. Ma perché il Comune ha deciso di affidare il servizio di parcheggio a un soggetto esterno e di non gestirlo direttamente? «Un’eventuale gestione diretta – si legge nella delibera approvata dalla giunta – richiederebbe uno sforzo organizzativo che l’ente non è in grado di sostenere compiutamente con il personale a disposizione». Sono quasi vent’anni che la Conca annaspa tra interdizioni, bonifiche e temporanee riaperture. Il 15 agosto 1997 fu un’ordinanza della Capitaneria di porto di Castellammare a rendere l’area off-limits. Motivo? Il pericolo di caduta massi dal costone calcareo, lo stesso che mezzo secolo fa bloccò la costruzione dell’hotel «Punta Gradelle» (poi ribattezzato ecomostro di Alimuri). Successivamente, a giugno 2011 la zona fu interessata da lavori di bonifica, disgaggio massi e verifica del costone calcareo. A quel punto il Comune revocò l’ordinanza di interdizione per un tratto di strada di soli 78 metri compreso tra l’ultima palazzina di via Angelo Cosenza e l’ecomostro di Alimuri. Era il 6 luglio 2011. E lo stesso fece, pochi giorni dopo, la Capitaneria di porto di Castellammare. A maggio scorso, invece, risale un’ulteriore bonifica: gli operai hanno eliminato i massi pericolanti, verificato la tenuta del costone calcareo e rinforzato la rete metallica per un totale di oltre 1.400 metri quadrati. L’intervento ha poi consentito l’accesso degli operai alla zona dell’ecomostro di Alimuri, demolito in pompa magna il 30 novembre scorso. Più difficile sarà bonificare completamente il costone a ridosso dell’area occupata dall’albergo-fantasma fino a qualche mese fa: per mettere in sicurezza l’area e aprirla al pubblico servirebbero tra i cinque e i sei milioni di euro. (Ciriaco M. Viggiano – Il Mattino)