Napoli. Vomero, rapinatore seriale incastrato dal filmato choc. Nel mirino solo donne: una trascinata per venti metri

0

Napoli. Era il terrore delle donne del Vomero, che diventavano vittime privilegiate soprattutto quando viaggiavano da sole a bordo di un’auto. Per tutto il mese di marzo Donato Lomonte – 43enne originario di Sant’Antimo, pregiudicato per reati contro il patrimonio – aveva seminato il terrore per le strade del quartiere collinare mettendo a segno una lunga serie di rapine con modalità odiose e violente. Due sere fa Lomonte è stato arrestato dai carabinieri del nucleo Radiomobile di Napoli (maggiore Domenico Baldassarre). Fine della corsa criminale ma, soprattutto, fine del terrore. E il Vomero, finalmente, tira un sospiro di sollievo. Il 43enne, armato di pistola, agiva seguendo modalità precise: studiava con cura le abitudini delle sue vittime e in base ad esse decideva poi chi rapinare. Tra i quattro casi per i quali adesso è accusato, particolarmente drammatica risulta la dinamica della rapina commessa ai danni di una donna in via Kagoshima. Agli atti dell’inchiesta i carabinieri del comando provinciale di Napoli diretto dal generale Antonio De Vita hanno accluso anche le immagini di un sistema di videosorveglianza che riprese quelle fasi agghiaccianti. Immagini che danno i brividi. Le telecamere inquadrano Lomonte seduto su un muretto mentre punta la vittima prescelta. Appena la signora entra nella sua auto il rapinatore le si avvicina, apre la portiera e si infila nel veicolo dal lato del passeggero. L’effetto sorpresa impedisce alla vittima una reazione immediata, ma non è finita: appena in auto il delinquente blocca lamano della signora e le sfila un anello, lei inizia a urlare, a chiedere aiuto e inizia a opporre resistenza; e a quel punto si scatena la furiosa reazione: Lomonte riesce a raggiungere la posizione di guida mentre la signora resta seduta sulla pedana tenendosi forte alla portiera aperta. Alcuni passanti sentono le urla della donna e si avvicinano per soccorrerla. Ed è allora che la vittima rischia grosso, perché per evitare di essere bloccato il rapinatore dà gas all’utilitaria andando a urtare la macchina parcheggiata avanti, spingendola talmente forte da spostarla e metterla di traverso, fortunatamente senza travolgere i soccorritori. La poveretta, ancora appesa alla portiera, mentre l’auto prende velocità viene scaraventata sull’asfalto dopo una ventina di metri, riportando miracolosamente solo delle lesioni lievi. Ieri il giudice ha convalidato il fermo in arresto. Le indagini su Donato Lomonte non si fermano qui. Contro di lui ci sono quattro episodi accertati che lo avrebbero visto protagonista di altrettante rapine al Vomero. Ma adesso gli investigatori stanno approfondendo gli aspetti legati a un’altra lunga catena di episodi analoghi che si sono verificati anche in altre zone di Napoli e perfino in provincia di Caserta. L’uomo è sospettato di aver messo a segno rapine anche a Marcianise, Aversa e in alcuni Comuni dell’hinterland. Sempre dalle indagini del Radiomobile dei carabinieri di Napoli sono stati ricostruiti anche i suoi movimenti. Lomonte – che aveva almeno sette domicili diversi, al punto che rintracciarlo nella zona della Ferrovia, quando è stato arrestato, è stata una vera e propria impresa – arrivava al Vomero prendendo la metropolitana a Chiaiano. Poi, una volta rapinate le donne, fuggiva via a bordo delle loro macchine, che continuava a guidare per giorni prima di abbandonarle. Impugnava sempre una pistola, autentica e non giocattolo, con la quale minacciava le vittime. (Giuseppe Crimaldi – Il Mattino)

 

Napoli. Era il terrore delle donne del Vomero, che diventavano vittime privilegiate soprattutto quando viaggiavano da sole a bordo di un’auto. Per tutto il mese di marzo Donato Lomonte – 43enne originario di Sant’Antimo, pregiudicato per reati contro il patrimonio – aveva seminato il terrore per le strade del quartiere collinare mettendo a segno una lunga serie di rapine con modalità odiose e violente. Due sere fa Lomonte è stato arrestato dai carabinieri del nucleo Radiomobile di Napoli (maggiore Domenico Baldassarre). Fine della corsa criminale ma, soprattutto, fine del terrore. E il Vomero, finalmente, tira un sospiro di sollievo. Il 43enne, armato di pistola, agiva seguendo modalità precise: studiava con cura le abitudini delle sue vittime e in base ad esse decideva poi chi rapinare. Tra i quattro casi per i quali adesso è accusato, particolarmente drammatica risulta la dinamica della rapina commessa ai danni di una donna in via Kagoshima. Agli atti dell’inchiesta i carabinieri del comando provinciale di Napoli diretto dal generale Antonio De Vita hanno accluso anche le immagini di un sistema di videosorveglianza che riprese quelle fasi agghiaccianti. Immagini che danno i brividi. Le telecamere inquadrano Lomonte seduto su un muretto mentre punta la vittima prescelta. Appena la signora entra nella sua auto il rapinatore le si avvicina, apre la portiera e si infila nel veicolo dal lato del passeggero. L’effetto sorpresa impedisce alla vittima una reazione immediata, ma non è finita: appena in auto il delinquente blocca lamano della signora e le sfila un anello, lei inizia a urlare, a chiedere aiuto e inizia a opporre resistenza; e a quel punto si scatena la furiosa reazione: Lomonte riesce a raggiungere la posizione di guida mentre la signora resta seduta sulla pedana tenendosi forte alla portiera aperta. Alcuni passanti sentono le urla della donna e si avvicinano per soccorrerla. Ed è allora che la vittima rischia grosso, perché per evitare di essere bloccato il rapinatore dà gas all’utilitaria andando a urtare la macchina parcheggiata avanti, spingendola talmente forte da spostarla e metterla di traverso, fortunatamente senza travolgere i soccorritori. La poveretta, ancora appesa alla portiera, mentre l’auto prende velocità viene scaraventata sull’asfalto dopo una ventina di metri, riportando miracolosamente solo delle lesioni lievi. Ieri il giudice ha convalidato il fermo in arresto. Le indagini su Donato Lomonte non si fermano qui. Contro di lui ci sono quattro episodi accertati che lo avrebbero visto protagonista di altrettante rapine al Vomero. Ma adesso gli investigatori stanno approfondendo gli aspetti legati a un’altra lunga catena di episodi analoghi che si sono verificati anche in altre zone di Napoli e perfino in provincia di Caserta. L’uomo è sospettato di aver messo a segno rapine anche a Marcianise, Aversa e in alcuni Comuni dell’hinterland. Sempre dalle indagini del Radiomobile dei carabinieri di Napoli sono stati ricostruiti anche i suoi movimenti. Lomonte – che aveva almeno sette domicili diversi, al punto che rintracciarlo nella zona della Ferrovia, quando è stato arrestato, è stata una vera e propria impresa – arrivava al Vomero prendendo la metropolitana a Chiaiano. Poi, una volta rapinate le donne, fuggiva via a bordo delle loro macchine, che continuava a guidare per giorni prima di abbandonarle. Impugnava sempre una pistola, autentica e non giocattolo, con la quale minacciava le vittime. (Giuseppe Crimaldi – Il Mattino)