GIOVEDI SANTO -LA LAVANDA DEI PIEDI SORRENTO PROCESSIONI PIANO E SANT’AGNELLO -foto e video

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La lavanda dei piedi nella Cattedrale di Sorrento sarà eseguita dal  Vescovo Francesco Alfano ai volontari e i fruitore della mensa Caritas, nella Chiesa di Sant’Antonino il Parroco laverà i piedi a rappresentanti delle forze dell’ordine Polizia Municipale , Carabinieri, Finanza.

Il vescovo: ” … Cristo è vissuto per questo momento”

Don Luigi Di Prisco: ” è l’ultimo atto della quaresima, siamo partiti con le ceneri dalla testa, e finiamo con i piedi”. 

Don Carmine: “…… è uno stile di vita”

Sull’altare di Sant’Antonino campeggia una gigantografia dell’Ultima Cena del Ghirlandaio, penso non scelta a caso, per sobrietà ed eleganza, e soprattutto per quel san Giovanni , addormentato stanco, nel Cristo, totalmente affidato.

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SORRENTO GIOVEDÌ SANTO 2015

 

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SORRENTO GIOVEDÌ SANTO 2015

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SORRENTO GIOVEDÌ SANTO 2015

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SANT’AGNELLO. GIOVEDÌ SANTO 2015

 

 

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ARCICONFRATERNITA della SS ANNUNZIATA

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Piano. La Processione Bianca

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SORRENTO GIOVEDÌ SANTO 2015

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SORRENTO GIOVEDÌ SANTO 2015

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Una proposta di riflessione di Don Giovanni Ferraro sulla lavanda di piedi, che stasera giovedi santo 2 aprile 2015, si terrà in tutte le parrocchie, accompagnandola con il bellissimo affresco trecentesco della Cappella di Santa Lucia a Massaquano, ove la meraviglia di Pietro è più che mai esplicita, quando il compito dell’arte era bibbia paupera .

“Proprio perché la fame riguarda la relazione con il mondo e con gli altri, il Vangelo di Giovanni esplicita questo significato attraverso un gesto di profonda relazione: abbassarsi a lavare i piedi all’altro.
È una questione di relazione.
Spesso veniamo anche noi colpiti dal complesso di Pietro, la fatica a lasciarsi lavare i piedi da qualcun altro.
Farsi lavare i piedi vuol dire lasciare entrare l’altro nella propria intimità.
È difficile anche lasciarsi lavare i piedi da Dio: è faticoso lascialo entrare nella nostra intimità, vuol dire permettergli di vedere la mia stanchezza, le mie ferite, il peso che ho portato, l’odore della mia umanità.
E’ difficile lasciarsi toccare non solo da Dio, ma anche dall’altro, perché è un gesto di profonda intimità.
Certo, è anche il gesto del servo: pensare che Dio voglia farsi nostro servo ci fa rabbrividire, perché siamo abituati a pensare che siamo noi a dover fare sempre qualcosa per lui.
Solo dopo aver vissuto abbondantemente l’esperienza di un Dio che entra nella mia intimità e mi lava i piedi, sarò capace di trasformare quest’esperienza in uno stile, in un modo di provare a stare nelle relazioni con gli altri.
Forse troverò il coraggio di provare ad entrare nell’intimità dell’altro, a guardare le sue ferite e a lasciare che gli altri vedano le mie.
Ci rispecchieremo insieme nell’acqua sporca che contiene la nostra storia.
E’ quell’acqua che bisogna buttare via affinché ci possa essere la riconciliazione, ma è un’acqua che si riempie della nostra vita solo se ci chiniamo a lavarci i piedi. E’ l’acqua della riconciliazione.
Per fare eucarestia bisogna uscire dalla propria solitudine: eucarestia è mangiare e lavare i piedi, c’è sempre in gioco la nostra relazione con il mondo e con gli altri.” (Don Giovanni Ferraro)

 

 

 

La lavanda dei piedi nella Cattedrale di Sorrento sarà eseguita dal  Vescovo Francesco Alfano ai volontari e i fruitore della mensa Caritas, nella Chiesa di Sant'Antonino il Parroco laverà i piedi a rappresentanti delle forze dell'ordine Polizia Municipale , Carabinieri, Finanza.

Il vescovo: " … Cristo è vissuto per questo momento"

Don Luigi Di Prisco: " è l'ultimo atto della quaresima, siamo partiti con le ceneri dalla testa, e finiamo con i piedi". 

Don Carmine: "…… è uno stile di vita"

Sull'altare di Sant'Antonino campeggia una gigantografia dell'Ultima Cena del Ghirlandaio, penso non scelta a caso, per sobrietà ed eleganza, e soprattutto per quel san Giovanni , addormentato stanco, nel Cristo, totalmente affidato.

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Una proposta di riflessione di Don Giovanni Ferraro sulla lavanda di piedi, che stasera giovedi santo 2 aprile 2015, si terrà in tutte le parrocchie, accompagnandola con il bellissimo affresco trecentesco della Cappella di Santa Lucia a Massaquano, ove la meraviglia di Pietro è più che mai esplicita, quando il compito dell'arte era bibbia paupera .

"Proprio perché la fame riguarda la relazione con il mondo e con gli altri, il Vangelo di Giovanni esplicita questo significato attraverso un gesto di profonda relazione: abbassarsi a lavare i piedi all’altro.
È una questione di relazione.
Spesso veniamo anche noi colpiti dal complesso di Pietro, la fatica a lasciarsi lavare i piedi da qualcun altro.
Farsi lavare i piedi vuol dire lasciare entrare l’altro nella propria intimità.
È difficile anche lasciarsi lavare i piedi da Dio: è faticoso lascialo entrare nella nostra intimità, vuol dire permettergli di vedere la mia stanchezza, le mie ferite, il peso che ho portato, l'odore della mia umanità.
E' difficile lasciarsi toccare non solo da Dio, ma anche dall'altro, perché è un gesto di profonda intimità.
Certo, è anche il gesto del servo: pensare che Dio voglia farsi nostro servo ci fa rabbrividire, perché siamo abituati a pensare che siamo noi a dover fare sempre qualcosa per lui.
Solo dopo aver vissuto abbondantemente l'esperienza di un Dio che entra nella mia intimità e mi lava i piedi, sarò capace di trasformare quest'esperienza in uno stile, in un modo di provare a stare nelle relazioni con gli altri.
Forse troverò il coraggio di provare ad entrare nell'intimità dell'altro, a guardare le sue ferite e a lasciare che gli altri vedano le mie.
Ci rispecchieremo insieme nell'acqua sporca che contiene la nostra storia.
E' quell'acqua che bisogna buttare via affinché ci possa essere la riconciliazione, ma è un'acqua che si riempie della nostra vita solo se ci chiniamo a lavarci i piedi. E' l'acqua della riconciliazione.
Per fare eucarestia bisogna uscire dalla propria solitudine: eucarestia è mangiare e lavare i piedi, c'è sempre in gioco la nostra relazione con il mondo e con gli altri." (Don Giovanni Ferraro)

 

 

 

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