Ischia.Il sindaco Giosi Ferrandino si dimette con una lettera dal carcere. Sul Comune l’ombra dei commissari

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Ischia. Un atto definito “politico, in attesa che l’inchiesta in corso porti all’accertamento della verità”. Con una mossa a sorpresa, si è dimesso da sindaco di Ischia Giosi Ferrandino sottoscrivendo una lettera dal carcere. Così sull’isola è cominciato il tam tam delle voci che vorrebbero dimissionari per solidarietà anche tutti i consiglieri di maggioranza, aprendo così la strada all’immediato commissariamento del Comune. Ma si tratta solo di voci, che il vicensindaco in carica, Carmine Barile, smorza. E questo a poco più di 24 ore dall’inizio, in carcere, degli interrogatori di garanzia davanti al Gip, ai quali Ferrandino vuole presentarsi senza ingombri, per difendersi meglio e sostenere la validità di quelle argomentazioni che evidentemente non sono state ritenute sufficienti nella fase delle indagini preliminari, da parte del pool di magistrati che indaga sulla presunte mazzette per la realizzazione della rete di distribuzione del gas metano a Ischia. Ferrandino nella prima serata di ieri ha dunque affidato ai suoi legali di fiducia (affinché la trasmettessero al Comune e da lì al Prefetto) la lettera con la quale si è dimesso dalla carica, con l’obiettivo da un lato di creare le condizioni per la revoca della misura interdittiva in carcere che è stata adottata nei suoi confronti e dall’altro di dare alla sua maggioranza (Pd ed alleati) la possibilità di riprendere le redini della politica cittadina. «Per non concedere vantaggi alla opposizione che potrebbe speculare sulla vicenda che resta ancora tutta chiarire da parte della magistratura inquirente», come ha spiegato nella serata di ieri il vicesindaco Carmine Barile, impegnato in una riunione con tutti i colleghi della maggioranza per fare il punto della situazione e stabilire anche tempi e modi delle eventuali dimissioni di massa. Dal canto suo, Ferrandino non potrà più ricandidarsi a sindaco perché è già al suo secondo mandato. Il politico attenderà che scatti per lui l’ingresso al parlamento di Strasburgo, essendo risultato primo dei non eletti del Pd nella circoscrizione Sud. Guardando infatti all’aspetto giudiziario, con la rinuncia alla carica Ferrandino non potrà più essere considerato in grado di intervenire e inquinare eventuali prove dell’inchiesta in atto. Sulla base di questo presupposto, verrà a cadere anche la giustificazione per una sua detenzione preventiva in carcere. Sul Comune di Ischia cala dunque l’ombra del commissariamento prefettizio e di elezioni anticipate, anche se i tempi tecnici consigliano in tal senso prudenza. Perché nei prossimi 20 giorni Ferrandino potrà ritirare le sue dimissioni prima che esse diventino definitive e il Prefetto deve in ogni caso rispettare questo termine di legge. Ad accelerare le dimissioni potrebbe intervenire solo la circostanza in cui anche la maggioranza dei consiglieri del comune di Ischia presentasse le proprie dimissioni. Eventualità alla quale i democrat ischitani sembrano essere già pronti da tempo per tutta una serie di opportunità di ordine politico ed elettorale. In questo caso il Prefetto potrà sciogliere subito il Consiglio e avviare la gestione straordinaria fino alle elezioni della primavera del 2016. «Do le mie dimissioni per potermi difendere in tutta serenità e dimostrare ai nostri concittadini che non sono attaccato alla poltrona. Attendo fiducioso che la magistratura chiarisca la mia estraneità a questa inchiesta e questo per la mia dignità di uomo ed anche per la soddisfazione morale della comunità che ho avuto l’onore di amministrare in questi lunghi anni», questo il messaggio fatto pervenire nella serata di ieri ai consiglieri di maggioranza e a tutto il Pd ischitano. Per quanto riguarda le reazioni all’arresto di Ferrandino, alle dichiarazioni di condanna dell’operato del sindaco di Ciro Ferrandino, consigliere indipendente di opposizione, si associano le valutazioni dei rappresentanti sul territorio del Movimento Cinque stelle che però non ha consiglieri comunali a Ischia. «Sono anni che denunciamo i guasti della metanizzazione sull’isola, finalmente qualcuno in Procura ha deciso di intervenire», queste le parole del blogger Antonello Impagliazzo. Nessun commento arriva invece dalla opposizione di centrodestra. Fu infatti una amministrazione targata Forza Italia e Alleanza Nazionale a dare via libera, nel 2005, ai contratti e agli appalti alla Ctl Concordia, il consorzio della Lega delle Cooperatrice esecutore dei lavori ischitani. «Questo è il paradosso che ci dovranno poi spiegare perché – dice il vicesindaco Barile – si contesta a Ferrandino di aver favorito, da sindaco, appalti assegnati quando lui al contrario non era sindaco». Solidarietà a Ferrandino, nella doverosa formula del rispetto per il lavoro dei magistrati, arriva anche da Giovanna Palma, avvocatessa e deputata Pd. «Conosco bene Giosi – ha dichiarato la Palma – e so che è una persona perbene. A lui va tutta la mia stima, con l’augurio che presto possa emergere tutta la verità su questa vicenda». (Massimo Zivelli – Il Mattino)

 

Ischia. Un atto definito “politico, in attesa che l’inchiesta in corso porti all’accertamento della verità”. Con una mossa a sorpresa, si è dimesso da sindaco di Ischia Giosi Ferrandino sottoscrivendo una lettera dal carcere. Così sull’isola è cominciato il tam tam delle voci che vorrebbero dimissionari per solidarietà anche tutti i consiglieri di maggioranza, aprendo così la strada all’immediato commissariamento del Comune. Ma si tratta solo di voci, che il vicensindaco in carica, Carmine Barile, smorza. E questo a poco più di 24 ore dall’inizio, in carcere, degli interrogatori di garanzia davanti al Gip, ai quali Ferrandino vuole presentarsi senza ingombri, per difendersi meglio e sostenere la validità di quelle argomentazioni che evidentemente non sono state ritenute sufficienti nella fase delle indagini preliminari, da parte del pool di magistrati che indaga sulla presunte mazzette per la realizzazione della rete di distribuzione del gas metano a Ischia. Ferrandino nella prima serata di ieri ha dunque affidato ai suoi legali di fiducia (affinché la trasmettessero al Comune e da lì al Prefetto) la lettera con la quale si è dimesso dalla carica, con l’obiettivo da un lato di creare le condizioni per la revoca della misura interdittiva in carcere che è stata adottata nei suoi confronti e dall’altro di dare alla sua maggioranza (Pd ed alleati) la possibilità di riprendere le redini della politica cittadina. «Per non concedere vantaggi alla opposizione che potrebbe speculare sulla vicenda che resta ancora tutta chiarire da parte della magistratura inquirente», come ha spiegato nella serata di ieri il vicesindaco Carmine Barile, impegnato in una riunione con tutti i colleghi della maggioranza per fare il punto della situazione e stabilire anche tempi e modi delle eventuali dimissioni di massa. Dal canto suo, Ferrandino non potrà più ricandidarsi a sindaco perché è già al suo secondo mandato. Il politico attenderà che scatti per lui l’ingresso al parlamento di Strasburgo, essendo risultato primo dei non eletti del Pd nella circoscrizione Sud. Guardando infatti all’aspetto giudiziario, con la rinuncia alla carica Ferrandino non potrà più essere considerato in grado di intervenire e inquinare eventuali prove dell’inchiesta in atto. Sulla base di questo presupposto, verrà a cadere anche la giustificazione per una sua detenzione preventiva in carcere. Sul Comune di Ischia cala dunque l’ombra del commissariamento prefettizio e di elezioni anticipate, anche se i tempi tecnici consigliano in tal senso prudenza. Perché nei prossimi 20 giorni Ferrandino potrà ritirare le sue dimissioni prima che esse diventino definitive e il Prefetto deve in ogni caso rispettare questo termine di legge. Ad accelerare le dimissioni potrebbe intervenire solo la circostanza in cui anche la maggioranza dei consiglieri del comune di Ischia presentasse le proprie dimissioni. Eventualità alla quale i democrat ischitani sembrano essere già pronti da tempo per tutta una serie di opportunità di ordine politico ed elettorale. In questo caso il Prefetto potrà sciogliere subito il Consiglio e avviare la gestione straordinaria fino alle elezioni della primavera del 2016. «Do le mie dimissioni per potermi difendere in tutta serenità e dimostrare ai nostri concittadini che non sono attaccato alla poltrona. Attendo fiducioso che la magistratura chiarisca la mia estraneità a questa inchiesta e questo per la mia dignità di uomo ed anche per la soddisfazione morale della comunità che ho avuto l’onore di amministrare in questi lunghi anni», questo il messaggio fatto pervenire nella serata di ieri ai consiglieri di maggioranza e a tutto il Pd ischitano. Per quanto riguarda le reazioni all’arresto di Ferrandino, alle dichiarazioni di condanna dell’operato del sindaco di Ciro Ferrandino, consigliere indipendente di opposizione, si associano le valutazioni dei rappresentanti sul territorio del Movimento Cinque stelle che però non ha consiglieri comunali a Ischia. «Sono anni che denunciamo i guasti della metanizzazione sull’isola, finalmente qualcuno in Procura ha deciso di intervenire», queste le parole del blogger Antonello Impagliazzo. Nessun commento arriva invece dalla opposizione di centrodestra. Fu infatti una amministrazione targata Forza Italia e Alleanza Nazionale a dare via libera, nel 2005, ai contratti e agli appalti alla Ctl Concordia, il consorzio della Lega delle Cooperatrice esecutore dei lavori ischitani. «Questo è il paradosso che ci dovranno poi spiegare perché – dice il vicesindaco Barile – si contesta a Ferrandino di aver favorito, da sindaco, appalti assegnati quando lui al contrario non era sindaco». Solidarietà a Ferrandino, nella doverosa formula del rispetto per il lavoro dei magistrati, arriva anche da Giovanna Palma, avvocatessa e deputata Pd. «Conosco bene Giosi – ha dichiarato la Palma – e so che è una persona perbene. A lui va tutta la mia stima, con l’augurio che presto possa emergere tutta la verità su questa vicenda». (Massimo Zivelli – Il Mattino)