Dries Mertens scende in campo per i bambini della Guinea dopo aver visto la foto di un bimbo con la sua maglia

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Chiamatelo pure magico potere dei social network. Ecco come ha fatto Dries Mertens a centrare il suo obiettivo. E non si tratta di un tiro a giro che si infila sotto l’incrocio dei pali. Ma molto di più. Perché il belga è riuscito a mettersi in contatto con il fotografo di «National Geographic» Pete Muller che una settimana fa aveva postato uno scatto di una scuola di un villaggio della Guinea. All’interno della “classe”, Mertens aveva notato che uno degli studenti indossava proprio la sua maglia numero 14 del Napoli nella versione camouflage della stagione scorsa. Un colpo al cuore per il belga che quasi non credeva ai propri occhi. «Potete aiutarmi a mettermi in contatto con il ragazzino che indossa la mia maglia? Mi piacerebbe regalargli quella che ho indossato nell’ultima partita». Da quel momento era iniziata la ricerca del bambino ritratto di spalle con tanto di messaggio inviato proprio al fotografo, oltre che al profilo ufficiale di «Nat Geo». Un gesto davvero di cuore da parte dell’attaccante del Napoli e che ha riscosso grande apprezzamento da parte di tutti i suoi tifosi – napoletani e belgi – che non hanno tardato a commentare con parole di grande stima e affetto il suo appello proprio tramite Twitter. E, alla fine di una ricerca durata quasi una settimana, Mertens è riuscito ad entrare in contatto con Muller rendendosi non solo disponibile a regalare una sua nuova maglietta al bambino, ma anche a contribuire in maniera ancora più sostanziosa per aiutare lui e tutti quelli del suo villaggio. «Quando Mertens mi ha scritto per rintracciare lo studente in quella fotografia, la mia fotoeditor Kurt Mutchler e io siamo stati felici di aiutarlo», così ha scritto Peter Muller sul sito di «National Geographic», aggiungendo: «Dries e i suoi sponsor intendono fornire non solo maglie e palloni ai bambini di Meliandou, ma stiamo anche discutendo il modo migliore per aiutare gli studenti e gli abitanti del villaggio in maniera ancora più efficace. Grazie Dries Mertens per il tuo grande cuore». E si tratterebbe davvero una grande iniziativa dal momento che quello di Meliandou è considerato uno dei villaggi africani più colpito dall’Ebola. Mertens farà il possibile per alleviare le sofferenze dei bambini di Meliandou e provando magari a coinvolgere anche qualche compagno di squadra del Napoli per supportare questa strepitosa operazione umanitaria. Altro che bacchetta, per attivare il magico potere dei social è bastato un semplice clic. (Bruno Majorano – Il Mattino) 

Chiamatelo pure magico potere dei social network. Ecco come ha fatto Dries Mertens a centrare il suo obiettivo. E non si tratta di un tiro a giro che si infila sotto l’incrocio dei pali. Ma molto di più. Perché il belga è riuscito a mettersi in contatto con il fotografo di «National Geographic» Pete Muller che una settimana fa aveva postato uno scatto di una scuola di un villaggio della Guinea. All’interno della “classe”, Mertens aveva notato che uno degli studenti indossava proprio la sua maglia numero 14 del Napoli nella versione camouflage della stagione scorsa. Un colpo al cuore per il belga che quasi non credeva ai propri occhi. «Potete aiutarmi a mettermi in contatto con il ragazzino che indossa la mia maglia? Mi piacerebbe regalargli quella che ho indossato nell’ultima partita». Da quel momento era iniziata la ricerca del bambino ritratto di spalle con tanto di messaggio inviato proprio al fotografo, oltre che al profilo ufficiale di «Nat Geo». Un gesto davvero di cuore da parte dell’attaccante del Napoli e che ha riscosso grande apprezzamento da parte di tutti i suoi tifosi – napoletani e belgi – che non hanno tardato a commentare con parole di grande stima e affetto il suo appello proprio tramite Twitter. E, alla fine di una ricerca durata quasi una settimana, Mertens è riuscito ad entrare in contatto con Muller rendendosi non solo disponibile a regalare una sua nuova maglietta al bambino, ma anche a contribuire in maniera ancora più sostanziosa per aiutare lui e tutti quelli del suo villaggio. «Quando Mertens mi ha scritto per rintracciare lo studente in quella fotografia, la mia fotoeditor Kurt Mutchler e io siamo stati felici di aiutarlo», così ha scritto Peter Muller sul sito di «National Geographic», aggiungendo: «Dries e i suoi sponsor intendono fornire non solo maglie e palloni ai bambini di Meliandou, ma stiamo anche discutendo il modo migliore per aiutare gli studenti e gli abitanti del villaggio in maniera ancora più efficace. Grazie Dries Mertens per il tuo grande cuore». E si tratterebbe davvero una grande iniziativa dal momento che quello di Meliandou è considerato uno dei villaggi africani più colpito dall’Ebola. Mertens farà il possibile per alleviare le sofferenze dei bambini di Meliandou e provando magari a coinvolgere anche qualche compagno di squadra del Napoli per supportare questa strepitosa operazione umanitaria. Altro che bacchetta, per attivare il magico potere dei social è bastato un semplice clic. (Bruno Majorano – Il Mattino)