Rafa riprende gli allenamenti per la gara di sabato: oggi rientra Ghoulam. Higuain stasera non gioca con l’Argentina

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Saranno i giorni di Higuain. Oggi, domani e magari anche giovedì. Si parlerà di lui, del suo ritorno dagli Stati Uniti, dell’attesa per capire il suo stato di forma, dell’angoscia che possa essere stanco e non al top per la sfida dell’Olimpico. Il Pipita vorrebbe giocarle tutte, si sa, ma se stasera andrà come da accordi diplomatici siglati tra Napoli e staff dell’Argentina, contro l’Ecuador il ct Martino schiererà Aguero fin dal primo minuto, lasciando Higuain in panchina. Per Benitez sarebbe davvero una bella notizia: non poteva sperare in un rientro anticipato (neppure Messi, alle prese con un guaio muscolare è tornato a Barcellona) perché il nuovo ct ha dichiarato che questa «tournée negli Usa gli serve per compattare il gruppo sotto il profilo umano». In estate c’è la Coppa America. Benitez è preoccupato ma neppure tantissimo: sa che la fatica, quella strana cosa che affligge gli umani, per Higuain, è al massimo un problema metafisico, e in ogni caso riguarda gli altri, certo non lui. Ha già giocato 47 partite ufficiali in questa stagione senza soste. Il Pipita è così, pura allegria e leggerezza: gli basta che un pallone rotoli e lui possa inseguirlo, per poi sbatterlo dentro una rete, e la felicità è completa. E non ci sono jet-lag o stanchezza che tengano. Benitez oggi ritroverà solo Ghoulam (rientrato in mattinata da Doha dove ha giocato un’amichevole con l’Algeria) mentre altri sei nazionali saranno a Castelvolturno domani mentre l’ultimo, Higuain, per l’appunto, tornerà ad essere disponibile soltanto tra due giorni. Rafone ieri ha coccolato Zuniga e Insigne che hanno lavorato con il gruppo emesso sotto osservazione in particolare Strinic e Gargano: il croato non ha ancora completamente assorbito la contrattura rimediata venti giorni fa in allenamento, mentre l’uruguaiano torna disponibile al cento per cento dopo lo stiramento prima di Napoli-Inter. Gargano prenderà il posto dello squalificato Inler a centrocampo, al fianco di David Lopez. Insigne è pronto, ma è difficile che possa giocare dal primo minuto contro la Roma. Chiaro che le scelte di Benitez saranno legate al fatto che quello dell’Olimpico è un vero e proprio spareggio per la Champions, forse l’ultima chiamata per la qualificazione diretta alla fase a gironi, quella che dà il via libera al superbonus da 50 milioni di euro. Per Benitez, si sa, anche la semifinale di ritorno di Coppa Italia, in programma quattro giorni dopo con la Lazio, rientra nella categoria delle partite della vita: e quella notte, davanti molto probabilmente a 50mila spettatori (il pienone è favorito anche dai prezzi popolari di tutti i settori), c’è in palio la finale-bis con la Fiorentina. Prima però c’è Roma-Napoli: l’equilibrio e l’intensità agonistica delle ultime sfide sono state le cose migliori espresse dalla serie A negli ultimi anni. Difficile trovare un Napoli più bello e spettacolare di quello che ha dominato i giallorossi nella gara di andata di questo campionato quando Garcia e Benitez sembravano in grado di guidare le due vere anti-Juve. Ora le cose sono cambiate, in palio c’è solo il secondo posto e c’è un terzo incomodo chiamato Lazio (ma anche Samp e Fiorentina) e il Sabato santo si capirà un po’ meglio chi sarà la vera favorita al secondo posto. (Pino Taormina – Il Mattino) 

Saranno i giorni di Higuain. Oggi, domani e magari anche giovedì. Si parlerà di lui, del suo ritorno dagli Stati Uniti, dell’attesa per capire il suo stato di forma, dell’angoscia che possa essere stanco e non al top per la sfida dell’Olimpico. Il Pipita vorrebbe giocarle tutte, si sa, ma se stasera andrà come da accordi diplomatici siglati tra Napoli e staff dell’Argentina, contro l’Ecuador il ct Martino schiererà Aguero fin dal primo minuto, lasciando Higuain in panchina. Per Benitez sarebbe davvero una bella notizia: non poteva sperare in un rientro anticipato (neppure Messi, alle prese con un guaio muscolare è tornato a Barcellona) perché il nuovo ct ha dichiarato che questa «tournée negli Usa gli serve per compattare il gruppo sotto il profilo umano». In estate c’è la Coppa America. Benitez è preoccupato ma neppure tantissimo: sa che la fatica, quella strana cosa che affligge gli umani, per Higuain, è al massimo un problema metafisico, e in ogni caso riguarda gli altri, certo non lui. Ha già giocato 47 partite ufficiali in questa stagione senza soste. Il Pipita è così, pura allegria e leggerezza: gli basta che un pallone rotoli e lui possa inseguirlo, per poi sbatterlo dentro una rete, e la felicità è completa. E non ci sono jet-lag o stanchezza che tengano. Benitez oggi ritroverà solo Ghoulam (rientrato in mattinata da Doha dove ha giocato un’amichevole con l’Algeria) mentre altri sei nazionali saranno a Castelvolturno domani mentre l’ultimo, Higuain, per l’appunto, tornerà ad essere disponibile soltanto tra due giorni. Rafone ieri ha coccolato Zuniga e Insigne che hanno lavorato con il gruppo emesso sotto osservazione in particolare Strinic e Gargano: il croato non ha ancora completamente assorbito la contrattura rimediata venti giorni fa in allenamento, mentre l’uruguaiano torna disponibile al cento per cento dopo lo stiramento prima di Napoli-Inter. Gargano prenderà il posto dello squalificato Inler a centrocampo, al fianco di David Lopez. Insigne è pronto, ma è difficile che possa giocare dal primo minuto contro la Roma. Chiaro che le scelte di Benitez saranno legate al fatto che quello dell’Olimpico è un vero e proprio spareggio per la Champions, forse l’ultima chiamata per la qualificazione diretta alla fase a gironi, quella che dà il via libera al superbonus da 50 milioni di euro. Per Benitez, si sa, anche la semifinale di ritorno di Coppa Italia, in programma quattro giorni dopo con la Lazio, rientra nella categoria delle partite della vita: e quella notte, davanti molto probabilmente a 50mila spettatori (il pienone è favorito anche dai prezzi popolari di tutti i settori), c’è in palio la finale-bis con la Fiorentina. Prima però c’è Roma-Napoli: l’equilibrio e l’intensità agonistica delle ultime sfide sono state le cose migliori espresse dalla serie A negli ultimi anni. Difficile trovare un Napoli più bello e spettacolare di quello che ha dominato i giallorossi nella gara di andata di questo campionato quando Garcia e Benitez sembravano in grado di guidare le due vere anti-Juve. Ora le cose sono cambiate, in palio c’è solo il secondo posto e c’è un terzo incomodo chiamato Lazio (ma anche Samp e Fiorentina) e il Sabato santo si capirà un po’ meglio chi sarà la vera favorita al secondo posto. (Pino Taormina – Il Mattino)