Napoli a Roma in pullman. Divieto per i tifosi azzurri residenti in Campania

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La Roma viaggiò addirittura in aereo e decise di andare a dormire in un hotel distante meno di cento metri dallo stadio. Il Napoli partirà in pullman (De Laurentiis ritiene esagerato il trasferimento con il volo a Fiumicino) e non cambierà le sue abitudini: il solito albergo a Porta Pinciana. Per il Viminale e le prefetture delle due città, Roma-Napoli resta una partita da giocare sotto scorta. Senza tifosi ospiti residenti in Campania, esattamente come nella gara di andata fu vietata la trasferta ai supporters giallorossi residenti nel Lazio. Neppure se in possesso della tessera del tifoso. Quello della squadra azzurra non sarà un trasferimento blindato, ma è chiaro che ci sarà massima attenzione. Tante le misure di sicurezza preventiva (a cominciare dall’anticipo alle ore 12,30) che però non devono dare il senso di una resa anticipata di fronte alla minaccia ultrà. È la prima volta che va in scena Roma-Napoli all’Olimpico dopo gli incidenti dello scorso 3 maggio che provocarono il ferimento e poi la morte di Ciro Esposito. È la prima volta che si gioca Roma-Napoli dopo il rinvio a giudizio di Daniele De Santis, uno dei capi della Curva Sud, accusato dell’uccisione del tifoso di Scampia. A tal proposito, la famiglia di Esposito si rammarica: «Non siamo stati invitati alla partita, ci terremmo molto». Di fronte alle minaccia ultrà, il Viminale non intende deporre le armi. Così come la Procura federale: Stefano Palazzi ha disposto l’invio di una decina di ispettori per monitorare cori e striscioni anti-Napoli di discriminazione territoriale. In questura hanno persino inventato una nuova, sinistra definizione: gara a rischio vendetta. Già, perché è da tempo che gli ultrà di Roma e Napoli si scambiano minacce di ogni genere. Alla questura di via Medina, alcuni uomini della Digos stanno persino monitorando i blog e i profili dei social network degli ultrà schedati, per verificare se sono in corso «appuntamenti» nel giorno della gara all’Olimpico. Stadio Olimpico blindato, dunque. Almeno 400 agenti presidieranno le vie d’accesso alla zona del Foro Italico: l’orario anticipato alle 12,30 consente al Viminale di organizzare meglio i servizi di ordine pubblico anche perché in serata le attenzioni si sposteranno alla Cappella Papale per la Veglia della notte di Pasqua. Il «rischio vendetta» ha già blindato il San Paolo in occasione della gara di andata e l’Olimpico per Lazio-Napoli. Anche in quest’ultimo caso, il timore di guerriglia urbana fece scattare il divieto di trasferta per i tifosi azzurri. «La sfida che dobbiamo accettare è di far tornare presto le due tifoserie allo stadio. Per ora non è possibile» ha spiegato giorni fa Roberto Massucci, responsabile dell’Osservatorio del Viminale. (Pino Taormina – Il Mattino) 

La Roma viaggiò addirittura in aereo e decise di andare a dormire in un hotel distante meno di cento metri dallo stadio. Il Napoli partirà in pullman (De Laurentiis ritiene esagerato il trasferimento con il volo a Fiumicino) e non cambierà le sue abitudini: il solito albergo a Porta Pinciana. Per il Viminale e le prefetture delle due città, Roma-Napoli resta una partita da giocare sotto scorta. Senza tifosi ospiti residenti in Campania, esattamente come nella gara di andata fu vietata la trasferta ai supporters giallorossi residenti nel Lazio. Neppure se in possesso della tessera del tifoso. Quello della squadra azzurra non sarà un trasferimento blindato, ma è chiaro che ci sarà massima attenzione. Tante le misure di sicurezza preventiva (a cominciare dall’anticipo alle ore 12,30) che però non devono dare il senso di una resa anticipata di fronte alla minaccia ultrà. È la prima volta che va in scena Roma-Napoli all’Olimpico dopo gli incidenti dello scorso 3 maggio che provocarono il ferimento e poi la morte di Ciro Esposito. È la prima volta che si gioca Roma-Napoli dopo il rinvio a giudizio di Daniele De Santis, uno dei capi della Curva Sud, accusato dell’uccisione del tifoso di Scampia. A tal proposito, la famiglia di Esposito si rammarica: «Non siamo stati invitati alla partita, ci terremmo molto». Di fronte alle minaccia ultrà, il Viminale non intende deporre le armi. Così come la Procura federale: Stefano Palazzi ha disposto l’invio di una decina di ispettori per monitorare cori e striscioni anti-Napoli di discriminazione territoriale. In questura hanno persino inventato una nuova, sinistra definizione: gara a rischio vendetta. Già, perché è da tempo che gli ultrà di Roma e Napoli si scambiano minacce di ogni genere. Alla questura di via Medina, alcuni uomini della Digos stanno persino monitorando i blog e i profili dei social network degli ultrà schedati, per verificare se sono in corso «appuntamenti» nel giorno della gara all’Olimpico. Stadio Olimpico blindato, dunque. Almeno 400 agenti presidieranno le vie d’accesso alla zona del Foro Italico: l’orario anticipato alle 12,30 consente al Viminale di organizzare meglio i servizi di ordine pubblico anche perché in serata le attenzioni si sposteranno alla Cappella Papale per la Veglia della notte di Pasqua. Il «rischio vendetta» ha già blindato il San Paolo in occasione della gara di andata e l’Olimpico per Lazio-Napoli. Anche in quest’ultimo caso, il timore di guerriglia urbana fece scattare il divieto di trasferta per i tifosi azzurri. «La sfida che dobbiamo accettare è di far tornare presto le due tifoserie allo stadio. Per ora non è possibile» ha spiegato giorni fa Roberto Massucci, responsabile dell’Osservatorio del Viminale. (Pino Taormina – Il Mattino) 

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