Ospedale ‘Costa d’Amalfi’: tagliata la chirurgia d’urgenza

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 E’ dei giorni scorsi il provvedimento del direttore generale dell’Ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno, Vincenzo Viggiani, che sospende, a decorrere dal 1° aprile, le attività di chirurgia d’urgenza presso il nosocomio costiero. «In questo modo vengono meno le funzioni di pronto soccorso e di presidio in zona disagiata» tuonano dalla conferenza dei sindaci riunita ieri sera a Maiori per adottare una strategia utile a evitare un ridimensionamento del presidio ospedaliero.

Una disposizione che di fatto depotenzia la struttura proprio in vista del ponte pasquale e che mette in allarme sindaci, operatori turisti e cittadini della zona, che si dicono pronti a dare battaglia. In buona sostanza, tutti i politraumatizzati o quei pazienti che necessitano di interventi d’urgenza per pneumotoraci o per emorragie all’addome dovranno essere trasferiti direttamente all’ospedale di Salerno. Affrontando in ambulanza le curve della costiera e il traffico stradale qualora l’elicottero del 118 non fosse in condizioni di effettuare il trasporto.

Così come accaduto sabato in due occasioni: per una emorragia cerebrale del povero Andrea Cioffi e un trauma vertebrale. Le avverse condizioni meteo (gli elicotteri non sono inoltre abilitati al volo notturno) hanno impedito al velivolo di poter atterrare al porto di Maiori con la conseguente corsa in ambulanza lungo i venti chilometri che separano la cittadina costiera dall’ospedale provinciale.

Ad ogni modo, la disposizione firmata giovedì dal direttore generale Vincenzo Viggiani, dal direttore amministrativo Salvatore Guetta e dal direttore sanitario Domenico Della Porta, invita a non disporre più turni di chirurgia generale in auto convenzionamento presso il presidio di Castiglione. Procedura questa che comporta un notevole esborso all’azienda in virtù di quelle ataviche carenze di personale, ma che nel contempo, per effetto della sospensione, riduce il presidio a una postazione di primo intervento al cui personale medico in servizio sarà demandato il compito di fronteggiare le urgenze.

La sospensione dell’attività chirurgica rischia ora di non tutelare appieno un territorio per il quale il sottosegretario al Ministero della Salute, Vito De Filippo, fece intendere in risposta a una interrogazione del parlamentare Tino Iannuzzi che esistevano “le condizioni per riconoscere che l’ospedale Costa d’Amalfi ricade in zona disagiata, salvaguardandone e valorizzandone ruolo e funzioni”.

I sindaci della Costiera nel corso della riunione di ieri pomeriggio hanno definito la strategia politica da adottare per scongiurare il depotenziamento della struttura sanitaria. In tanti, però si chiedono anche i motivi per cui al Costa d’Amalfi non funzionano più da anni le attività di Day Surgery che snellirebbero le liste di attesa di interventi programmati in ospedale e che garantirebbero l’attività di chirurgia d’urgenza. Il Vescovado

 E' dei giorni scorsi il provvedimento del direttore generale dell'Ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona di Salerno, Vincenzo Viggiani, che sospende, a decorrere dal 1° aprile, le attività di chirurgia d'urgenza presso il nosocomio costiero. «In questo modo vengono meno le funzioni di pronto soccorso e di presidio in zona disagiata» tuonano dalla conferenza dei sindaci riunita ieri sera a Maiori per adottare una strategia utile a evitare un ridimensionamento del presidio ospedaliero.

Una disposizione che di fatto depotenzia la struttura proprio in vista del ponte pasquale e che mette in allarme sindaci, operatori turisti e cittadini della zona, che si dicono pronti a dare battaglia. In buona sostanza, tutti i politraumatizzati o quei pazienti che necessitano di interventi d'urgenza per pneumotoraci o per emorragie all'addome dovranno essere trasferiti direttamente all'ospedale di Salerno. Affrontando in ambulanza le curve della costiera e il traffico stradale qualora l'elicottero del 118 non fosse in condizioni di effettuare il trasporto.

Così come accaduto sabato in due occasioni: per una emorragia cerebrale del povero Andrea Cioffi e un trauma vertebrale. Le avverse condizioni meteo (gli elicotteri non sono inoltre abilitati al volo notturno) hanno impedito al velivolo di poter atterrare al porto di Maiori con la conseguente corsa in ambulanza lungo i venti chilometri che separano la cittadina costiera dall'ospedale provinciale.

Ad ogni modo, la disposizione firmata giovedì dal direttore generale Vincenzo Viggiani, dal direttore amministrativo Salvatore Guetta e dal direttore sanitario Domenico Della Porta, invita a non disporre più turni di chirurgia generale in auto convenzionamento presso il presidio di Castiglione. Procedura questa che comporta un notevole esborso all'azienda in virtù di quelle ataviche carenze di personale, ma che nel contempo, per effetto della sospensione, riduce il presidio a una postazione di primo intervento al cui personale medico in servizio sarà demandato il compito di fronteggiare le urgenze.

La sospensione dell'attività chirurgica rischia ora di non tutelare appieno un territorio per il quale il sottosegretario al Ministero della Salute, Vito De Filippo, fece intendere in risposta a una interrogazione del parlamentare Tino Iannuzzi che esistevano "le condizioni per riconoscere che l'ospedale Costa d'Amalfi ricade in zona disagiata, salvaguardandone e valorizzandone ruolo e funzioni".

I sindaci della Costiera nel corso della riunione di ieri pomeriggio hanno definito la strategia politica da adottare per scongiurare il depotenziamento della struttura sanitaria. In tanti, però si chiedono anche i motivi per cui al Costa d'Amalfi non funzionano più da anni le attività di Day Surgery che snellirebbero le liste di attesa di interventi programmati in ospedale e che garantirebbero l'attività di chirurgia d'urgenza. Il Vescovado