Aeroporto Costa d’Amalfi, la provincia di Salerno è fuori. Riconosciuti 380mila euro di debiti fuori bilancio

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Aeroporto Costa d’Amalfi, quello che avrebbe dovuto coprire la Costiera amalfitana ed il Cilento, alternativa a Napoli in Campania, sempre nel guado, ora la provincia di Salerno è fuori mentre sono stati iconosciuti 380mila euro di debiti fuori bilancio  Razionalizzazione delle società partecipate, nuovo statuto dell’ente e riconoscimento dei debiti fuori bilancio, questi i temi all’ordine del giorno del Consiglio provinciale che si è riunito ieri mattina in seduta straordinaria – scrive Carmen Incisivo su La Città . La Provincia si chiama fuori dal Consorzio Aeroporto oltre che da Salerno Sviluppo scrl, Borghi autentici d’Italia- Salerno srl, Salerno Interporto spa, Agro Invest spa, Agenzia locale di sviluppo Sele Picentino spa, Patto territoriale Bussento e Vallo di Diano, Consorzio ortofrutticolo di Paestum, Consorzio ortofrutticolo dell’Agro nocerino sarnese e Consorzio Aeroporto spa. È l’uscita dal Consorzio Aeroporto però a far storcere il naso a molti visto che negli anni passati era stata proprio la Provincia a ribadire a più riprese la strategicità dell’infrastruttura che in questi mesi, per effetto di una serie di interventi, potrebbe avviarsi a reale e concreto rilancio. La partecipazione di Palazzo Sant’Agostino all’aeroporto è di poco superiore al 7%. Si procederà dunque al recesso dalla società, «in subordine all’alienazione della partecipazione societaria con procedura a evidenza pubblica». Entro due settimane il provvedimento sarà notificato al Consorzio che proprio ieri mattina ha deliberato un ulteriore aumento di capitale che consentirà allo scalo di arrivare con liquidità al prossimo mese d’agosto quando i lavori per l’adeguamento dovranno essere cantierati, pena la perdita dei 42 milioni di euro derivanti dal finanziamento accordato con lo Sblocca Italia. La Provincia conta di risparmiare non dovendo più pagare la quota consortile (anche se ci sono degli arretrati) e conta addirittura di avere introiti dalla cessione delle quote. Delle dodici società partecipate si salvano solo Cstp, Ecoambiente ed Arechi Multiservice. Delle ultime due, la prima- dopo un lungo ed articolato botta e risposta tra il consigliere delegato Mimmo Volpe ed il consigliere d’opposizione Roberto Celano- manterrà inalterati i servizi e le competenze fino al 31 dicembre 2015, data entro la quale dovrebbe esser risolta la questione dell’applicazione della legge regionale 5 sul riordino del comparto che dovrebbe vedere salvaguardati tutti i posti di lavoro e completamente riorganizzato il servizio di raccolta e smaltimento. In questo senso il consigliere Volpe ha fatto presente «la necessità di andare con passo spedito verso la costituzione degli Ato, la stipula da parte di tutti i Comuni delle convenzioni necessarie per procedere finalmente alla concreta riorganizzazione del comparto, oggi troppo frammentato e poco economico». Per quanto concerne Arechi Multiservice bisognerà procedere a una serie di verifiche per capire se la società andrà mantenuta o meno ed in che modalità. Riconosciuti, non senza difficoltà, anche circa 380mila euro di debiti fuori bilancio (53mila euro di sentenze passate in giudicato; 304mila euro di fatture e 22mila euro di costi aggiuntivi). Dopo sollecitazione del consigliere Stanziola è stato reso noto che alla Provincia restano da riconoscere ancora quasi 4 milioni di debiti pregressi, accumulati dalle precedenti amministrazioni. A proposito delle novità sullo Statuto, il presidente Canfora ha dichiarato: «E’ stato delineato un quadro complessivo di competenze, funzioni e dotazione organica che guarda al futuro. Lo Statuto è uno strumento etico, politico e amministrativo. Centrale sarà il rapporto con i Comuni».

Aeroporto Costa d'Amalfi, quello che avrebbe dovuto coprire la Costiera amalfitana ed il Cilento, alternativa a Napoli in Campania, sempre nel guado, ora la provincia di Salerno è fuori mentre sono stati iconosciuti 380mila euro di debiti fuori bilancio  Razionalizzazione delle società partecipate, nuovo statuto dell’ente e riconoscimento dei debiti fuori bilancio, questi i temi all’ordine del giorno del Consiglio provinciale che si è riunito ieri mattina in seduta straordinaria – scrive Carmen Incisivo su La Città . La Provincia si chiama fuori dal Consorzio Aeroporto oltre che da Salerno Sviluppo scrl, Borghi autentici d’Italia- Salerno srl, Salerno Interporto spa, Agro Invest spa, Agenzia locale di sviluppo Sele Picentino spa, Patto territoriale Bussento e Vallo di Diano, Consorzio ortofrutticolo di Paestum, Consorzio ortofrutticolo dell’Agro nocerino sarnese e Consorzio Aeroporto spa. È l’uscita dal Consorzio Aeroporto però a far storcere il naso a molti visto che negli anni passati era stata proprio la Provincia a ribadire a più riprese la strategicità dell’infrastruttura che in questi mesi, per effetto di una serie di interventi, potrebbe avviarsi a reale e concreto rilancio. La partecipazione di Palazzo Sant’Agostino all’aeroporto è di poco superiore al 7%. Si procederà dunque al recesso dalla società, «in subordine all’alienazione della partecipazione societaria con procedura a evidenza pubblica». Entro due settimane il provvedimento sarà notificato al Consorzio che proprio ieri mattina ha deliberato un ulteriore aumento di capitale che consentirà allo scalo di arrivare con liquidità al prossimo mese d’agosto quando i lavori per l’adeguamento dovranno essere cantierati, pena la perdita dei 42 milioni di euro derivanti dal finanziamento accordato con lo Sblocca Italia. La Provincia conta di risparmiare non dovendo più pagare la quota consortile (anche se ci sono degli arretrati) e conta addirittura di avere introiti dalla cessione delle quote. Delle dodici società partecipate si salvano solo Cstp, Ecoambiente ed Arechi Multiservice. Delle ultime due, la prima- dopo un lungo ed articolato botta e risposta tra il consigliere delegato Mimmo Volpe ed il consigliere d’opposizione Roberto Celano- manterrà inalterati i servizi e le competenze fino al 31 dicembre 2015, data entro la quale dovrebbe esser risolta la questione dell’applicazione della legge regionale 5 sul riordino del comparto che dovrebbe vedere salvaguardati tutti i posti di lavoro e completamente riorganizzato il servizio di raccolta e smaltimento. In questo senso il consigliere Volpe ha fatto presente «la necessità di andare con passo spedito verso la costituzione degli Ato, la stipula da parte di tutti i Comuni delle convenzioni necessarie per procedere finalmente alla concreta riorganizzazione del comparto, oggi troppo frammentato e poco economico». Per quanto concerne Arechi Multiservice bisognerà procedere a una serie di verifiche per capire se la società andrà mantenuta o meno ed in che modalità. Riconosciuti, non senza difficoltà, anche circa 380mila euro di debiti fuori bilancio (53mila euro di sentenze passate in giudicato; 304mila euro di fatture e 22mila euro di costi aggiuntivi). Dopo sollecitazione del consigliere Stanziola è stato reso noto che alla Provincia restano da riconoscere ancora quasi 4 milioni di debiti pregressi, accumulati dalle precedenti amministrazioni. A proposito delle novità sullo Statuto, il presidente Canfora ha dichiarato: «E’ stato delineato un quadro complessivo di competenze, funzioni e dotazione organica che guarda al futuro. Lo Statuto è uno strumento etico, politico e amministrativo. Centrale sarà il rapporto con i Comuni».

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