MERCATO IMMOBILIARE CAMPANIA COMPRAVENDITE ANDAMENTO LENTO #LOSPECCHIO GIGIONE MARESCA

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Sono negativi i dati che riguardano il mercato immobiliare a Napoli anche nel secondo semestre 2014. Dai dati emerge che a Napoli le vendite di abitazioni sono scese del 3,8% (dal 2007 ad oggi la diminuzione e’ stata del 45%), e che la fascia di abitazioni piu’ vendute sono quelle i cui valori non superano i 350 mila euro. La tipologia preferita da chi acquista e’ un immobile di 3 vani con doppi accessori e cucina abitabile. Valori in discesa (-2,7%) anche per le abitazioni in locazione; i box auto (in decremento in media su tutte le Municipalita’, dell’1,7% per le vendite e del 2,9% per le locazioni); i capannoni: in diminuzione sia i valori di vendita (-8,7%), che quelli di locazione (-14%). E’ quanto è emerso nel corso della presentazione del Listino Immobiliare realizzato dalla Bin della Camera di Commercio di Napoli. L’analisi effettuata sulle Municipalità del capoluogo campano in particolare ha evidenziato una riduzione dei valori di compravendita un po’ ovunque, tranne che per il quartiere di Ponticelli, nell’area Est (stabili i valori), dove vi sono attese di sviluppo per la nascita dell’area universitaria. Nella provincia di Napoli il calo delle compravendite e’ ancora piu’ significativo, con oscillazioni che variano tra il 5 e il 10%. Anche sull’isola di Ischia c’è una lieve discesa, tranne che nei Comuni di Forio e Barano. Prezzi in discesa nell’area della Penisola Sorrentina, con il mercato della seconda casa quasi fermo.

A Capri, invece, anche nel II semestre 2014 c’e’ una lieve riduzione dei valori del residenziale, mentre sulle locazioni i prezzi restano invariati. Mentre ad Anacapri si riscontrano ribassi del 10% tra gli immobili commerciali del centro storico. Le rilevazioni evidenziate dal Listino sullo studio della città di Napoli confermano una riduzione media del 3% dei valori di compravendita e locativi della Municipalità 1 (Posillipo – Chiaia – San Ferdinando); picchi di flessione fino all’8% nei valori di compravendita, mentre i valori locativi confermano l’andamento del semestre precedente con una flessione media del 2%, nella zona del Centro Storico (Municipalità 2, 3 e 4). La Municipalità Vomero – Arenella registra riduzione media del 2% sia nei valori di compravendita che di locazione, in controtendenza rispetto al semestre precedente che evidenziava un leggero aumento dei valori. L’area Nord di Napoli ( Municipalità 7 e 8) mostrano decrementi nei valori di compravendita, con picchi di -8% a Secondigliano e S. Pietro a Patierno; mercato completamente fermo a Scampia e Miano, per il ridottissimo numero delle compravendite, dovuto al degrado e alla fatiscenza degli edifici.

Completa stasi dei valori si riscontra a Pianura, mentre Soccavo registra il più alto decremento della città, nell’ordine di circa – 10%, mentre nella cosiddetta Napoli Ovest, ossia Fuorigrotta e Bagnoli, la riduzione dei valori si attesta a -4% per la compravendita e – 6% per la locazione. ”Questo ribasso generalizzato – ha dichiarato il della Camera di Commercio di Napoli, Maurizio Maddaloni – in città come in provincia, rappresenta l’ennesimo segnale di una crisi che si protrae da troppo tempo e con conseguenze sotto gli occhi di tutti. Ecco perche’ – ha aggiunto – l’esperienza radicata nel territorio della città di Napoli, e del sistema camerale in generale, messo in discussione in questi ultimi mesi, rappresenta un perno forte e decisivo per una nuova architettura istituzionale che punti a riavviare la macchina degli investimenti”. Per Giovanni Adelfi, presidente Bin: ”Abbiamo fotografato un trend negativo sulla nostra citta’, e anche se l’ultimo report dell’Istat sul mercato immobiliare 2014 in Italia parlava di ripresa, questo dato ha riguardato altre citta’ come Torino, Milano, Bologna, Roma, ma non a Napoli. Il problema vero – ha spiegato – e’ che l’economia nella nostra citta’ e’ disastrosa, perche’ anche settori come il terziario, che una volta tirava, oggi e’ pressoche’ fermo. Anche quelle che una volta erano quartieri felici come il Vomero, notiamo che ogni giorno chiude qualche negozio. C’e’ una responsabilita’ delle istituzioni nazionali che hanno abbandonato questo territorio ad un destino che ancora non riusciamo ad individuareSono negativi i dati che riguardano il mercato immobiliare a Napoli anche nel secondo semestre 2014. Dai dati emerge che a Napoli le vendite di abitazioni sono scese del 3,8% (dal 2007 ad oggi la diminuzione e’ stata del 45%), e che la fascia di abitazioni piu’ vendute sono quelle i cui valori non superano i 350 mila euro. La tipologia preferita da chi acquista e’ un immobile di 3 vani con doppi accessori e cucina abitabile. Valori in discesa (-2,7%) anche per le abitazioni in locazione; i box auto (in decremento in media su tutte le Municipalita’, dell’1,7% per le vendite e del 2,9% per le locazioni); i capannoni: in diminuzione sia i valori di vendita (-8,7%), che quelli di locazione (-14%). E’ quanto è emerso nel corso della presentazione del Listino Immobiliare realizzato dalla Bin della Camera di Commercio di Napoli. L’analisi effettuata sulle Municipalità del capoluogo campano in particolare ha evidenziato una riduzione dei valori di compravendita un po’ ovunque, tranne che per il quartiere di Ponticelli, nell’area Est (stabili i valori), dove vi sono attese di sviluppo per la nascita dell’area universitaria. Nella provincia di Napoli il calo delle compravendite e’ ancora piu’ significativo, con oscillazioni che variano tra il 5 e il 10%. Anche sull’isola di Ischia c’è una lieve discesa, tranne che nei Comuni di Forio e Barano. Prezzi in discesa nell’area della Penisola Sorrentina, con il mercato della seconda casa quasi fermo.

A Capri, invece, anche nel II semestre 2014 c’e’ una lieve riduzione dei valori del residenziale, mentre sulle locazioni i prezzi restano invariati. Mentre ad Anacapri si riscontrano ribassi del 10% tra gli immobili commerciali del centro storico. Le rilevazioni evidenziate dal Listino sullo studio della città di Napoli confermano una riduzione media del 3% dei valori di compravendita e locativi della Municipalità 1 (Posillipo – Chiaia – San Ferdinando); picchi di flessione fino all’8% nei valori di compravendita, mentre i valori locativi confermano l’andamento del semestre precedente con una flessione media del 2%, nella zona del Centro Storico (Municipalità 2, 3 e 4). La Municipalità Vomero – Arenella registra riduzione media del 2% sia nei valori di compravendita che di locazione, in controtendenza rispetto al semestre precedente che evidenziava un leggero aumento dei valori. L’area Nord di Napoli ( Municipalità 7 e 8) mostrano decrementi nei valori di compravendita, con picchi di -8% a Secondigliano e S. Pietro a Patierno; mercato completamente fermo a Scampia e Miano, per il ridottissimo numero delle compravendite, dovuto al degrado e alla fatiscenza degli edifici.

Completa stasi dei valori si riscontra a Pianura, mentre Soccavo registra il più alto decremento della città, nell’ordine di circa – 10%, mentre nella cosiddetta Napoli Ovest, ossia Fuorigrotta e Bagnoli, la riduzione dei valori si attesta a -4% per la compravendita e – 6% per la locazione. ”Questo ribasso generalizzato – ha dichiarato il della Camera di Commercio di Napoli, Maurizio Maddaloni – in città come in provincia, rappresenta l’ennesimo segnale di una crisi che si protrae da troppo tempo e con conseguenze sotto gli occhi di tutti. Ecco perche’ – ha aggiunto – l’esperienza radicata nel territorio della città di Napoli, e del sistema camerale in generale, messo in discussione in questi ultimi mesi, rappresenta un perno forte e decisivo per una nuova architettura istituzionale che punti a riavviare la macchina degli investimenti”. Per Giovanni Adelfi, presidente Bin: ”Abbiamo fotografato un trend negativo sulla nostra citta’, e anche se l’ultimo report dell’Istat sul mercato immobiliare 2014 in Italia parlava di ripresa, questo dato ha riguardato altre citta’ come Torino, Milano, Bologna, Roma, ma non a Napoli. Il problema vero – ha spiegato – e’ che l’economia nella nostra citta’ e’ disastrosa, perche’ anche settori come il terziario, che una volta tirava, oggi e’ pressoche’ fermo. Anche quelle che una volta erano quartieri felici come il Vomero, notiamo che ogni giorno chiude qualche negozio. C’e’ una responsabilita’ delle istituzioni nazionali che hanno abbandonato questo territorio ad un destino che ancora non riusciamo ad individuare

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