Zuniga vuole una maglia da titolare nel Napoli: «Non vedo l’ora»

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I cancelli di Castelvolturno ieri sono rimasti chiusi anche per lui. Zuniga non ha smesso un attimo di allenarsi, dopo cinque mesi è abile e arruolabile. Un calvario iniziato sedici mesi fa e che probabilmente si è lasciato alle spalle: tre operazioni al ginocchio, riabilitazione ripresa e interrotta, gli studi medici frequentati più dei campi di allenamento, adesso sì che è pronto. Un breve assaggio con la Dinamo Mosca, sette minuti al San Paolo per sostituire Callejon e altri dieci in Russia per dare il cambio a Higuain. Non ha ancora messo piede in campionato, chissà se lo farà a Roma, però ha lavorato sodo per questo obiettivo. Lui, Strinic, Insigne e Gargano, il quartetto degli sventurati che ha saldato il conto con la malasorte: tutti sono a disposizione di Benitez per la sfida dell’Olimpico, a questo punto la madre di tutte le partite. Zuniga è pronto, ci sarà. Un bel problema per l’allenatore spagnolo, nel senso dell’abbondanza: costretto a schierare Britos a sinistra, Rafa avrà l’imbarazzo della scelta contro i giallorossi. Ci saranno Strinic, Ghoulam e Zuniga, il colombiano con buone chance di essere dirottato a destra. Lui nasce proprio in quella zona di campo, durante l’esperienza a Siena, poi da Mazzarri adattato sulla fascia sinistra. Il momento poco felice di Maggio potrebbe riportare Zuniga nel suo ruolo naturale, o comunque essere considerato la riserva naturale dell’ex nazionale azzurro, che proprio terzino destro non è mai stato. «Un sollievo, non mi sembra vero» le paroledi Zuniga dopo essere stato utilizzato in tutto una ventina di minuti nei due round di Europa League. Un inserimento graduale, una buona condizione atletica, il ginocchio che finalmente ha smesso di lanciare segnali d’allarme: insomma è primavera anche per lui. L’incontro con Castellacci, il medico della Nazionale italiana, lo ha restituito al calcio giocato. Zuniga ha conosciuto i massimi esperti dell’ortopedia mondiale tra Colombia, Spagna e Italia: ha tenuto nascosto l’ultimo intervento di pulizia al ginocchio malandato, roba di qualche mese fa. La cura di staminali ha dato i frutti sperati, l’ultimo controllo è stato ok, con quel tipo di infortuni non si scherza. Zuniga per ora ce l’ha fatta, manca solo la certificazione più importante: il campo, i novanta minuti, il ritorno a tutti gli effetti. Chissà se proprio a Roma, nel match della vita: Benitez da oggi ci penserà. (Angelo Rossi – Il Mattino) 

I cancelli di Castelvolturno ieri sono rimasti chiusi anche per lui. Zuniga non ha smesso un attimo di allenarsi, dopo cinque mesi è abile e arruolabile. Un calvario iniziato sedici mesi fa e che probabilmente si è lasciato alle spalle: tre operazioni al ginocchio, riabilitazione ripresa e interrotta, gli studi medici frequentati più dei campi di allenamento, adesso sì che è pronto. Un breve assaggio con la Dinamo Mosca, sette minuti al San Paolo per sostituire Callejon e altri dieci in Russia per dare il cambio a Higuain. Non ha ancora messo piede in campionato, chissà se lo farà a Roma, però ha lavorato sodo per questo obiettivo. Lui, Strinic, Insigne e Gargano, il quartetto degli sventurati che ha saldato il conto con la malasorte: tutti sono a disposizione di Benitez per la sfida dell’Olimpico, a questo punto la madre di tutte le partite. Zuniga è pronto, ci sarà. Un bel problema per l’allenatore spagnolo, nel senso dell’abbondanza: costretto a schierare Britos a sinistra, Rafa avrà l’imbarazzo della scelta contro i giallorossi. Ci saranno Strinic, Ghoulam e Zuniga, il colombiano con buone chance di essere dirottato a destra. Lui nasce proprio in quella zona di campo, durante l’esperienza a Siena, poi da Mazzarri adattato sulla fascia sinistra. Il momento poco felice di Maggio potrebbe riportare Zuniga nel suo ruolo naturale, o comunque essere considerato la riserva naturale dell’ex nazionale azzurro, che proprio terzino destro non è mai stato. «Un sollievo, non mi sembra vero» le paroledi Zuniga dopo essere stato utilizzato in tutto una ventina di minuti nei due round di Europa League. Un inserimento graduale, una buona condizione atletica, il ginocchio che finalmente ha smesso di lanciare segnali d’allarme: insomma è primavera anche per lui. L’incontro con Castellacci, il medico della Nazionale italiana, lo ha restituito al calcio giocato. Zuniga ha conosciuto i massimi esperti dell’ortopedia mondiale tra Colombia, Spagna e Italia: ha tenuto nascosto l’ultimo intervento di pulizia al ginocchio malandato, roba di qualche mese fa. La cura di staminali ha dato i frutti sperati, l’ultimo controllo è stato ok, con quel tipo di infortuni non si scherza. Zuniga per ora ce l’ha fatta, manca solo la certificazione più importante: il campo, i novanta minuti, il ritorno a tutti gli effetti. Chissà se proprio a Roma, nel match della vita: Benitez da oggi ci penserà. (Angelo Rossi – Il Mattino)