ITALIA-GERMANIA 1-1 E STUPIDI PARAGONI…RIFLESSIONI DI UNA SOCIOLOGA DELLE COMUNICAZIONI DI MASSA

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Agli osservatori più attenti e capaci di giudizio non può essere sfuggito il fenomeno sociale generatosi dalla vicenda drammatica della ” Costa Concordia” e del suo comandante. Vale a dire la circostanza che ha visto una folta schiera di crociati della malafede, disonesti in vari modi e misure asserviti a interessi dominanti e logiche di potere, sviluppare una trama di odio contro il protagonista di un incidente in mare, trasformandolo in autentico capro espiatorio dei nostri mali e trasferendo su di lui, attraverso un simbolismo deteriore, le vergogne e le sofferenze che affliggono questo Paese.
Quel comandante è diventato emblema del male grazie al gioco perverso dei crociati, sciagurati manipolatori dell’ immaginario popolare, consapevoli del fatto che vi fossero ben diverse realtà da offuscare ed una opportuna dose di oppio da diffondere nelle coscienze. Lo hanno fatto impunemente, infischiandosene dei valori della verità, del rispetto, dell’ onestà.
Ora, quando si accenna alla galleria delle vergogne nazionali, il pensiero deve, necessariamente, fermarsi per un attimo a certo giornalismo italico,a certa informazione marcia che genera guasti e provoca il vomito.
Vi sono direttori della carta stampata degni, al massimo, di dirigere quella………….igienica. Gente capace di scrivere articoli da disgusto con titoli raccapriccianti. C’è da chiedersi se fosse sobrio Sallusti, direttore de ” il Giornale”, quando ha concepito il suo ” Schettinen”, qualcosa di inguardabile, per commentare con ironia e spirito polemico fuori luogo la sciagura aerea del volo Barcellona-Düsseldorf che ha causato la morte di centocinquanta persone, sembra come conseguenza del folle gesto del giovane copilota Lubitz.
L’ articolo de ” il Giornale” è imperniato su quella che appare una idiozia allo stato puro: un parallelismo, del tutto gratuito, tra l’ incidente aereo e il naufragio della ” Concordia”, tra il giovane Lubitz e il comandante Schettino.
L’articolo riprende inoltre una precedente polemica con il settimanale tedesco ” Der Spiegel”, maturata nei giorni dell’ incidente all’ isola del Giglio, una specie di scontro di civiltà Italia- Germania. Ma basta, non se ne può più! Dovremmo preoccuparci nel constatare che vi sono menti ” autorevoli” ancora suggestionate dalla storiella del ” torni a bordo…cazzo!”, dal teatrino della famosa telefonata del capitano De Falco, dal ridicolo simbolismo dell’ eroe e dell’ antieroe, virtù contro vergogna e amenità del genere.
Sì, dovremmo proprio preoccuparci quando ” autorevoli” figure continuano a confondersi e a scambiare per verità adamantina una costruzione fittizia, il cattivo prodotto di una cattiva televisione. Quanto grigiore nello sciovinismo di certi personaggi della destra più retriva!
E poi, darei un consiglio: lo ” scontro di civiltà” riportiamolo su un piano più gioioso, magari quello della rivalità calcistica, e ricordiamoci che, per la maggior parte di noi, Italia- Germania è anzitutto il radioso 4-3 dello stadio Azteca di Città del Messico.Agli osservatori più attenti e capaci di giudizio non può essere sfuggito il fenomeno sociale generatosi dalla vicenda drammatica della ” Costa Concordia” e del suo comandante. Vale a dire la circostanza che ha visto una folta schiera di crociati della malafede, disonesti in vari modi e misure asserviti a interessi dominanti e logiche di potere, sviluppare una trama di odio contro il protagonista di un incidente in mare, trasformandolo in autentico capro espiatorio dei nostri mali e trasferendo su di lui, attraverso un simbolismo deteriore, le vergogne e le sofferenze che affliggono questo Paese.
Quel comandante è diventato emblema del male grazie al gioco perverso dei crociati, sciagurati manipolatori dell’ immaginario popolare, consapevoli del fatto che vi fossero ben diverse realtà da offuscare ed una opportuna dose di oppio da diffondere nelle coscienze. Lo hanno fatto impunemente, infischiandosene dei valori della verità, del rispetto, dell’ onestà.
Ora, quando si accenna alla galleria delle vergogne nazionali, il pensiero deve, necessariamente, fermarsi per un attimo a certo giornalismo italico,a certa informazione marcia che genera guasti e provoca il vomito.
Vi sono direttori della carta stampata degni, al massimo, di dirigere quella………….igienica. Gente capace di scrivere articoli da disgusto con titoli raccapriccianti. C’è da chiedersi se fosse sobrio Sallusti, direttore de ” il Giornale”, quando ha concepito il suo ” Schettinen”, qualcosa di inguardabile, per commentare con ironia e spirito polemico fuori luogo la sciagura aerea del volo Barcellona-Düsseldorf che ha causato la morte di centocinquanta persone, sembra come conseguenza del folle gesto del giovane copilota Lubitz.
L’ articolo de ” il Giornale” è imperniato su quella che appare una idiozia allo stato puro: un parallelismo, del tutto gratuito, tra l’ incidente aereo e il naufragio della ” Concordia”, tra il giovane Lubitz e il comandante Schettino.
L’articolo riprende inoltre una precedente polemica con il settimanale tedesco ” Der Spiegel”, maturata nei giorni dell’ incidente all’ isola del Giglio, una specie di scontro di civiltà Italia- Germania. Ma basta, non se ne può più! Dovremmo preoccuparci nel constatare che vi sono menti ” autorevoli” ancora suggestionate dalla storiella del ” torni a bordo…cazzo!”, dal teatrino della famosa telefonata del capitano De Falco, dal ridicolo simbolismo dell’ eroe e dell’ antieroe, virtù contro vergogna e amenità del genere.
Sì, dovremmo proprio preoccuparci quando ” autorevoli” figure continuano a confondersi e a scambiare per verità adamantina una costruzione fittizia, il cattivo prodotto di una cattiva televisione. Quanto grigiore nello sciovinismo di certi personaggi della destra più retriva!
E poi, darei un consiglio: lo ” scontro di civiltà” riportiamolo su un piano più gioioso, magari quello della rivalità calcistica, e ricordiamoci che, per la maggior parte di noi, Italia- Germania è anzitutto il radioso 4-3 dello stadio Azteca di Città del Messico.

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