Massa Lubrense intervista al candidato Pietro Di Prisco “Vincere per cambiare il paese”

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Massa Lubrense, Penisola Sorrentina . In poche battute il consigliere Pietro di Prisco traccia il resoconto di questi cinque anni  ed il programma per la prossima consiliatura.

Cosa ti ha spinto ad impegnarti in politica?

L’interesse per il mio paese mi ha spinto all’impegno già cinque anni fa, insieme a Lorenzo Balducelli, ed è allora che ho capito di poter dare un contributo attivo al territorio.

Come vedi Massa Lubrense oggi?

Un paese dalle enormi potenzialità, che vanno dalle innumerevoli bellezze paesaggistiche, all’artigianato.  A Massa si  potrebbero sviluppare diverse tipologie di turismo atte a creare nuovi posti di lavoro e quindi ricchezza e benessere per i cittadini.

Cosa vorresti fare per migliorare la tua città?

Contribuire a creare infrastrutture necessarie per  qualificare il Paese e far sì che diventi una meta di turismo costante tutto l’anno. Non si può pensare di fare turismo  se mancano i prerequisiti per l’ospitalità. Mi riferisco, ad esempio alle zone dove manca ancora l’illuminazione pubblica, reti fognarie, strade dissestate, parchi giochi lasciati all’incuria e senza manutenzione.  Elementi basilari di un paese civile.

A cosa daresti la priorità?

Oltre a quanto già detto, penso che la priorità, all’indomani della vittoria elettorale, vada riservata alla creazione di una biblioteca, intesa come luogo di aggregazione oltre che di studio, dove i nostri ragazzi possano leggere libri, consultare internet e confrontarsi tra di loro.

Partire dalla cultura, intesa non solo come libertà di pensiero, ma anche come capacità di fare delle scelte, senza dover prendere decisioni  in maniera passiva. Dove c’è cultura  c’è libertà, e dove c’è libertà non c’è sottomissione. I cittadini devono essere liberi; liberi di pensare, liberi di parlare.

Come giudicheresti il tuo operato da consigliere comunale?

Come amministratore di opposizione, immaginavo che si potesse  contribuire in modo più concreto alla vita del paese, ma, spesso, l’opposizione si risolve a mero e, talvolta a sterile controllo… quello che conta è il potere di chi ha le redini in mano. Sarebbe troppo lungo elencare le oltre 25 tra interrogazioni, interpellanze, mozioni proposte in consiglio comunale a cui, purtroppo, sono seguite solo risposte evasive e quasi inconcludenti. Qualche esempio: nonostante abbia fatto sentire la mia voce (anche per iscritto) non sono stato capace di far sistemare le pensiline dove i bambini sostano la mattina in attesa dello scuolabus,  ho continuato, insieme a tanti miei concittadini, a portare i miei figli nei paesi limitrofi vista la mancanza di un parco giochi e ancora ho visto la piazza della mia frazione senza neanche un fiore per 5 anni … queste sono semplicemente  alcune delle anomalie di una politica che spesso è teorica e non affatto pratica.  Il paese va vissuto non soltanto dai cittadini, ma in primis dagli amministratori e non solo nel periodo elettorale, ma sempre. Come si può, davanti a questo torpore, non scendere in campo e gridare con forza che dobbiamo cambiare il paese? Socrate parlava di svegli e dormienti…penso che il tempo di dormire sia finito, è ora di darsi da fare, soprattutto per un dovere morale,  nei confronti delle nuove generazioni.

 

Massa Lubrense, Penisola Sorrentina . In poche battute il consigliere Pietro di Prisco traccia il resoconto di questi cinque anni  ed il programma per la prossima consiliatura.

Cosa ti ha spinto ad impegnarti in politica?

L’interesse per il mio paese mi ha spinto all’impegno già cinque anni fa, insieme a Lorenzo Balducelli, ed è allora che ho capito di poter dare un contributo attivo al territorio.

Come vedi Massa Lubrense oggi?

Un paese dalle enormi potenzialità, che vanno dalle innumerevoli bellezze paesaggistiche, all’artigianato.  A Massa si  potrebbero sviluppare diverse tipologie di turismo atte a creare nuovi posti di lavoro e quindi ricchezza e benessere per i cittadini.

Cosa vorresti fare per migliorare la tua città?

Contribuire a creare infrastrutture necessarie per  qualificare il Paese e far sì che diventi una meta di turismo costante tutto l’anno. Non si può pensare di fare turismo  se mancano i prerequisiti per l’ospitalità. Mi riferisco, ad esempio alle zone dove manca ancora l’illuminazione pubblica, reti fognarie, strade dissestate, parchi giochi lasciati all’incuria e senza manutenzione.  Elementi basilari di un paese civile.

A cosa daresti la priorità?

Oltre a quanto già detto, penso che la priorità, all’indomani della vittoria elettorale, vada riservata alla creazione di una biblioteca, intesa come luogo di aggregazione oltre che di studio, dove i nostri ragazzi possano leggere libri, consultare internet e confrontarsi tra di loro.

Partire dalla cultura, intesa non solo come libertà di pensiero, ma anche come capacità di fare delle scelte, senza dover prendere decisioni  in maniera passiva. Dove c’è cultura  c’è libertà, e dove c’è libertà non c’è sottomissione. I cittadini devono essere liberi; liberi di pensare, liberi di parlare.

Come giudicheresti il tuo operato da consigliere comunale?

Come amministratore di opposizione, immaginavo che si potesse  contribuire in modo più concreto alla vita del paese, ma, spesso, l’opposizione si risolve a mero e, talvolta a sterile controllo… quello che conta è il potere di chi ha le redini in mano. Sarebbe troppo lungo elencare le oltre 25 tra interrogazioni, interpellanze, mozioni proposte in consiglio comunale a cui, purtroppo, sono seguite solo risposte evasive e quasi inconcludenti. Qualche esempio: nonostante abbia fatto sentire la mia voce (anche per iscritto) non sono stato capace di far sistemare le pensiline dove i bambini sostano la mattina in attesa dello scuolabus,  ho continuato, insieme a tanti miei concittadini, a portare i miei figli nei paesi limitrofi vista la mancanza di un parco giochi e ancora ho visto la piazza della mia frazione senza neanche un fiore per 5 anni … queste sono semplicemente  alcune delle anomalie di una politica che spesso è teorica e non affatto pratica.  Il paese va vissuto non soltanto dai cittadini, ma in primis dagli amministratori e non solo nel periodo elettorale, ma sempre. Come si può, davanti a questo torpore, non scendere in campo e gridare con forza che dobbiamo cambiare il paese? Socrate parlava di svegli e dormienti…penso che il tempo di dormire sia finito, è ora di darsi da fare, soprattutto per un dovere morale,  nei confronti delle nuove generazioni.

 

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