Omicidio a Ravello, pista passionale. Patrizia Attruia di Castellammare strangolata, arrestata la padrona di casa

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Ravello, Costiera amalfitana. La donna trovata morta oggi nella Città della Musica è stata uccisa dalla padrona di casa, una storia dalle tinte fosche che non sembra appartenere ad un paese perla del turismo in Campania . Uccisa in casa, strangolata al termine di una lite e chiusa in una vecchia cassapanca. Una donna di 48 anni, Patrizia Attruia, è stata trovata morta in un appartamento a Ravello, in Costiera amalfitana, in via San Cosma, nei pressi del famoso santuario. La macabra scoperta del corpo della signora – nata a Castellammare di Stabia ma poi residente a Scafati che da circa tre anni si era trasferita nel borgo turistico della Costa d’Amalfi – è stata fatta dal suo compagno, Giuseppe Lima. Che rientrato in casa ha visto il cadavere della donna avvertendo immediatamente i carabinieri. I militari della compagnia di Amalfi hanno immediatamente avviato le indagini coordinate dalla procura di Salerno. La donna, divorziata da tempo ma senza figli, si era trasferita da tre anni a Ravello. Lavorava saltuariamente e conviveva con il compagno che lavorava come giardiniere in alcune ville della zona. Anche lui è divorziato, padre di due figli che con l’ex moglie però non vivono a Ravello. I due erano ospitati nell’abitazione di Vincenza Dipino, una donna che aveva deciso di tenerli in casa dopo che era morta sua madre. La proprietaria della casa, Vincenza Dipino,  è stata sottoposta a fermo dai carabinieri. Patrizia Attruia sarebbe morta per soffocamento ed il suo corpo è stato ritrovato chiuso in una cassapanca. Gli investigatori ipotizzano possa trattarsi di un delitto passionale. Sembra, infatti, che il compagno della vittima abbia da tempo una relazione con la padrona di casa. Si tratta di Vincenza Dipino, 49 anni, che, da qualche tempo ospitava sia la vittima che il convivente di quest’ultima, Giuseppe Lima, 50 anni. Prima dell’aiuto offerto dalla Dipino, infatti, la coppia, non avendo un lavoro stabile, viveva in un alloggio di fortuna. Dopo un lungo interrogatorio la confessione della donna indagata. Il sindaco di Ravello, Paolo Vuilleumier, è sconvolto dall’accaduto e dichiara: «Conoscevo la donna che questa mattina e’ stata trovata morta. Era una signora tranquilla che non ha mai destato problemi di alcun genere. Si era integrata perfettamente nella comunità ravellese. L’unico problema che poteva avere era dipeso dal fatto che lavorava saltuariamente, ma non ci sono mai state criticità collegate a questa coppia. So che non avevano figli mentre il convivente era divorziato e aveva alcuni figli dalla ex moglie che non vive a Ravello. Lui, invece, è di Ravello. Un lavoratore tranquillo che fa il coltivatore e il giardiniere per alcune ville e terreni della zona». Vincenza Dipino è stata arrestata e trasferita al carcere di Fuorni a Salerno

Ravello, Costiera amalfitana. La donna trovata morta oggi nella Città della Musica è stata uccisa dalla padrona di casa, una storia dalle tinte fosche che non sembra appartenere ad un paese perla del turismo in Campania . Uccisa in casa, strangolata al termine di una lite e chiusa in una vecchia cassapanca. Una donna di 48 anni, Patrizia Attruia, è stata trovata morta in un appartamento a Ravello, in Costiera amalfitana, in via San Cosma, nei pressi del famoso santuario. La macabra scoperta del corpo della signora – nata a Castellammare di Stabia ma poi residente a Scafati che da circa tre anni si era trasferita nel borgo turistico della Costa d’Amalfi – è stata fatta dal suo compagno, Giuseppe Lima. Che rientrato in casa ha visto il cadavere della donna avvertendo immediatamente i carabinieri. I militari della compagnia di Amalfi hanno immediatamente avviato le indagini coordinate dalla procura di Salerno. La donna, divorziata da tempo ma senza figli, si era trasferita da tre anni a Ravello. Lavorava saltuariamente e conviveva con il compagno che lavorava come giardiniere in alcune ville della zona. Anche lui è divorziato, padre di due figli che con l’ex moglie però non vivono a Ravello. I due erano ospitati nell’abitazione di Vincenza Dipino, una donna che aveva deciso di tenerli in casa dopo che era morta sua madre. La proprietaria della casa, Vincenza Dipino,  è stata sottoposta a fermo dai carabinieri. Patrizia Attruia sarebbe morta per soffocamento ed il suo corpo è stato ritrovato chiuso in una cassapanca. Gli investigatori ipotizzano possa trattarsi di un delitto passionale. Sembra, infatti, che il compagno della vittima abbia da tempo una relazione con la padrona di casa. Si tratta di Vincenza Dipino, 49 anni, che, da qualche tempo ospitava sia la vittima che il convivente di quest'ultima, Giuseppe Lima, 50 anni. Prima dell'aiuto offerto dalla Dipino, infatti, la coppia, non avendo un lavoro stabile, viveva in un alloggio di fortuna. Dopo un lungo interrogatorio la confessione della donna indagata. Il sindaco di Ravello, Paolo Vuilleumier, è sconvolto dall’accaduto e dichiara: «Conoscevo la donna che questa mattina e’ stata trovata morta. Era una signora tranquilla che non ha mai destato problemi di alcun genere. Si era integrata perfettamente nella comunità ravellese. L’unico problema che poteva avere era dipeso dal fatto che lavorava saltuariamente, ma non ci sono mai state criticità collegate a questa coppia. So che non avevano figli mentre il convivente era divorziato e aveva alcuni figli dalla ex moglie che non vive a Ravello. Lui, invece, è di Ravello. Un lavoratore tranquillo che fa il coltivatore e il giardiniere per alcune ville e terreni della zona». Vincenza Dipino è stata arrestata e trasferita al carcere di Fuorni a Salerno