Il capo della protezione civile rivela: “Ho due incubi notturni, il Vesuvio e il terremoto in Calabria”

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“Ho due incubi notturni, il Vesuvio e il terremoto in Calabria. Sono queste le aree con maggiore criticità dal punto di vista della protezione civile”. Lo ha detto il prefetto Franco Gabrielli, a margine di un incontro in Campidoglio sul terremoto dell’Aquila. “Il Vesuvio e la zona dei Campi Flegrei – ha osservato il capo della protezione civile – sono l’area più rischiosa al mondo, non tanto per la pericolosità del vulcano in sé, ma per la concentrazione delle popolazione”. Gabrielli ha spiegato che “il piano di evacuazione è stato aggiornato nel 2001 e lo stiamo riaggiornando in questi giorni. Dovrebbe prevedere l’evacuazione di quasi un milione di persone in 72 ore, con una parte anche via mare. E potrebbe essere pronto quest’anno”. «Stiamo lavorando intensamente ed in perfetto accordo con il prefetto Gabrielli e la dirigenza della Protezione civile nazionale per aggiornare l’intera pianificazione di emergenza per il Vesuvio e i Campi flegrei». Così l’ assessore alla Protezione civile della Campania, Edoardo Cosenza, replica alle preoccupazioni espresse dal responsabile nazionale della Protezione Civile Franco Gabrielli su Vesuvio e Campi Flegrei. «Per il Vesuvio – aggiunge Cosenza – siamo in attesa della pubblicazione in Gazzetta ufficiale delle Linee guida per tutte le pianificazioni, comunali, regionali e nazionali, varate a fine 2014 per l’emergenza Vesuvio». «Per quanto riguarda i Campi flegrei – ha aggiunto l’ assessore Cosenza – la Regione ha già approvato la nuova zona rossa e siamo in attesa dell’approvazione governativa. Tutti i Comuni della Campania ed a maggior ragione quelli a rischio vulcanico hanno avuto un finanziamento regionale per la redazione di piani di emergenza moderni». «Grandissimo impulso è stato dato alla realizzazione delle infrastrutture per le vie di fuga – conclude l’assessore alla Protezione civile della Campania: la terza corsia della A3 appena completata, i lavori sulla SS 268 del Vesuvio, i collegamenti del porto di Pozzuoli con la Tangenziale. L’assessore regionale ricorda che «il Vesuvio e i Campi Flegrei sono i due vulcani più monitorati al mondo, mediante l’Osservatorio Vesuviano dell’Ingv». «Attualmente – afferma Cosenza – il Vesuvio è nello stato ‘Base’ detto anche ‘verde’ cioè non vi é nessunissimo segnale di attività anomale. Da un paio di anni invece i Campi Flegrei sono nello stato ‘Attenzione’ o ‘giallo’ per piccole anomalie dei parametri misurati; lontani, comunque, dallo stato arancione (preallarme)». «Non ci sono segnali di un pericolo imminente di eruzione». Cosi’ Giuseppe De Natale, direttore dell’Osservatorio vesuviano, commenta quanto detto dal Capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, che oggi nel corso di un incontro al Campidoglio ha detto di avere «due incubi notturni, il Vesuvio e il terremoto in Calabria». De Natale ha ricordato che «il Vesuvio da 70 anni è in stato di quiescenza». Ovviamente, fa notare il direttore dell’Osservatorio vesuviano, non bisogna dimenticare che si tratta di un vulcano attivo e che in quella zona vivono più di 800 mila persone. IL MATTINO

"Ho due incubi notturni, il Vesuvio e il terremoto in Calabria. Sono queste le aree con maggiore criticità dal punto di vista della protezione civile". Lo ha detto il prefetto Franco Gabrielli, a margine di un incontro in Campidoglio sul terremoto dell'Aquila. "Il Vesuvio e la zona dei Campi Flegrei – ha osservato il capo della protezione civile – sono l'area più rischiosa al mondo, non tanto per la pericolosità del vulcano in sé, ma per la concentrazione delle popolazione". Gabrielli ha spiegato che "il piano di evacuazione è stato aggiornato nel 2001 e lo stiamo riaggiornando in questi giorni. Dovrebbe prevedere l'evacuazione di quasi un milione di persone in 72 ore, con una parte anche via mare. E potrebbe essere pronto quest'anno". «Stiamo lavorando intensamente ed in perfetto accordo con il prefetto Gabrielli e la dirigenza della Protezione civile nazionale per aggiornare l'intera pianificazione di emergenza per il Vesuvio e i Campi flegrei». Così l' assessore alla Protezione civile della Campania, Edoardo Cosenza, replica alle preoccupazioni espresse dal responsabile nazionale della Protezione Civile Franco Gabrielli su Vesuvio e Campi Flegrei. «Per il Vesuvio – aggiunge Cosenza – siamo in attesa della pubblicazione in Gazzetta ufficiale delle Linee guida per tutte le pianificazioni, comunali, regionali e nazionali, varate a fine 2014 per l'emergenza Vesuvio». «Per quanto riguarda i Campi flegrei – ha aggiunto l' assessore Cosenza – la Regione ha già approvato la nuova zona rossa e siamo in attesa dell'approvazione governativa. Tutti i Comuni della Campania ed a maggior ragione quelli a rischio vulcanico hanno avuto un finanziamento regionale per la redazione di piani di emergenza moderni». «Grandissimo impulso è stato dato alla realizzazione delle infrastrutture per le vie di fuga – conclude l'assessore alla Protezione civile della Campania: la terza corsia della A3 appena completata, i lavori sulla SS 268 del Vesuvio, i collegamenti del porto di Pozzuoli con la Tangenziale. L'assessore regionale ricorda che «il Vesuvio e i Campi Flegrei sono i due vulcani più monitorati al mondo, mediante l'Osservatorio Vesuviano dell'Ingv». «Attualmente – afferma Cosenza – il Vesuvio è nello stato 'Base' detto anche 'verde' cioè non vi é nessunissimo segnale di attività anomale. Da un paio di anni invece i Campi Flegrei sono nello stato 'Attenzione' o 'giallo' per piccole anomalie dei parametri misurati; lontani, comunque, dallo stato arancione (preallarme)». «Non ci sono segnali di un pericolo imminente di eruzione». Cosi' Giuseppe De Natale, direttore dell'Osservatorio vesuviano, commenta quanto detto dal Capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, che oggi nel corso di un incontro al Campidoglio ha detto di avere «due incubi notturni, il Vesuvio e il terremoto in Calabria». De Natale ha ricordato che «il Vesuvio da 70 anni è in stato di quiescenza». Ovviamente, fa notare il direttore dell'Osservatorio vesuviano, non bisogna dimenticare che si tratta di un vulcano attivo e che in quella zona vivono più di 800 mila persone. IL MATTINO