Aereo caduto, Lubitz in passato avrebbe sospeso addestramento per depressione

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Andreas Lubitz, il co-pilota del volo 4U9525, ha ignorato le grida del comandante chiuso all’esterno della cabina di pilotaggio e in otto minuti ha portato l’Airbus A320 della Germanwings a schiantarsi contro uno dei rilievi delle le Alpi Francesi.
Andreas Guenter Lubitz, 28 anni, era un ex steward che aveva chiesto e ottenuto il via libera per il corso da pilota e aveva già 630 ore di volo alle spalle. Nel 2013, Lubitz, nativo di Montabaur, una cittadina nella regione del Reno-Palatinato nell’ovest della Germania, aveva ricevuto il Certificato di Eccellenza della FAA (la Federal Aviation Administration, l’ente che regola l’aviazione Usa) per aver superato, assieme a un gruppo scelto di colleghi i test « con i più elevati standard medici e di formazione».

Stando al profilo elaborato nei database dell’ente di controllo statunitense, il giovane rimasto apparentemente calmo e impassibile (respiro regolare, dicono gli strumenti) mentre l’aereo perdeva quota era indicato come un «esempio positivo». «Viveva con i genitori a Montabaur e aveva una casa anche a Duesseldorf». Prima di iniziare a lavorare per la low cost, aveva frequentato la scuola di formazione della Lufhtansa a Brema, dove avviene l’addestramento dei piloti della compagnia aerea tedesca. Lubitz, secondo un istruttore di volo, aveva manifestato l’intenzione di diventare pilota già attorno ai quattordici anni.

Ma Lubitz, secondo alcune fonti, aveva dovuto interrompere l’addestramento come pilota per «una sindrome da burnout, una depressione». È quanto rivela il sito del quotidiano tedesco “Faz” citando la madre di un’amica d’infanzia, con cui cui il ventottenne si sarebbe confidato in passato. Andreas aveva un profilo Facebook: foto con il volto sorridente, le Alpi come sfondo, e la relazione con una ragazza bionda. Si tratterebbe di una romana, Vaeleria C., e i due, a quanto pare, stavano insieme dal 2014. Anche sul profilo Facebook di lei non passano inosservate le foto dei fidanzati sorridenti.

La famiglia di Lubitz «è stata portata dalla polizia federale lontano dalla casa di Montabaur, nel Land della Renania-Palatinato, e trasferita in un luogo sicuro e sotto sorveglianza». È quanto spiega all’Adnkronos il personale degli uffici del Comune di Montabaur, il paese dove il coopilota viveva con la famiglia. Il pilota della Germanwings aveva anche una propria abitazione a Duesseldorf.

Dai controlli fatti dalla polizia e dai servizi di intelligence tedeschi non è emerso «nulla fuori dall’ordinario» riguardo ad Andreas Lubitz. Lo ha reso noto il ministro dell’Interno tedesco, Thomas de Maiziere, precisando che nulla di sospetto è emerso neanche nei controlli fatti dalla Lufthansa. «Abbiamo controllato anche il resto dell’equipaggio e dei passeggeri per verificare l’eventuale presenza di segnali di terrorismo o altre preoccupazioni relative alla sicurezza, ma i controlli sono stati tutti negativi», ha detto ancora il ministro.

Andreas Lubitz era un ragazzo «calmo e preciso», che sembrava felice di aver coronato il suo sogno di pilotare aerei, non posso credere che abbia fatto «una cosa simile». A parlare, su radio Rtl France, è Peter Ruecker, un uomo che aveva conosciuto il co-pilota della Germanwings all’Lsc Westerwald , il club di volo di Montabaur, la cittadina tedesca dove Lubitz è nato e vissuto. «Aveva seguito la formazione di volo del club sin dalla più tenera giovinezza – ha raccontato Ruecker – Era un ragazzo molto calmo e preciso. Ha preso la maturità qui, a Montabaur. Era un giovane del tutto normale. Era molto contento di avere questo lavoro. Era soddisfatto e felice. Aveva coronato il suo sogno. Da pilota dilettante era diventato professionista. Non aveva problemi. Non lo credo capace di una cosa simile».
Il MattinoAndreas Lubitz, il co-pilota del volo 4U9525, ha ignorato le grida del comandante chiuso all’esterno della cabina di pilotaggio e in otto minuti ha portato l’Airbus A320 della Germanwings a schiantarsi contro uno dei rilievi delle le Alpi Francesi.
Andreas Guenter Lubitz, 28 anni, era un ex steward che aveva chiesto e ottenuto il via libera per il corso da pilota e aveva già 630 ore di volo alle spalle. Nel 2013, Lubitz, nativo di Montabaur, una cittadina nella regione del Reno-Palatinato nell’ovest della Germania, aveva ricevuto il Certificato di Eccellenza della FAA (la Federal Aviation Administration, l’ente che regola l’aviazione Usa) per aver superato, assieme a un gruppo scelto di colleghi i test « con i più elevati standard medici e di formazione».

Stando al profilo elaborato nei database dell’ente di controllo statunitense, il giovane rimasto apparentemente calmo e impassibile (respiro regolare, dicono gli strumenti) mentre l’aereo perdeva quota era indicato come un «esempio positivo». «Viveva con i genitori a Montabaur e aveva una casa anche a Duesseldorf». Prima di iniziare a lavorare per la low cost, aveva frequentato la scuola di formazione della Lufhtansa a Brema, dove avviene l’addestramento dei piloti della compagnia aerea tedesca. Lubitz, secondo un istruttore di volo, aveva manifestato l’intenzione di diventare pilota già attorno ai quattordici anni.

Ma Lubitz, secondo alcune fonti, aveva dovuto interrompere l’addestramento come pilota per «una sindrome da burnout, una depressione». È quanto rivela il sito del quotidiano tedesco “Faz” citando la madre di un’amica d’infanzia, con cui cui il ventottenne si sarebbe confidato in passato. Andreas aveva un profilo Facebook: foto con il volto sorridente, le Alpi come sfondo, e la relazione con una ragazza bionda. Si tratterebbe di una romana, Vaeleria C., e i due, a quanto pare, stavano insieme dal 2014. Anche sul profilo Facebook di lei non passano inosservate le foto dei fidanzati sorridenti.

La famiglia di Lubitz «è stata portata dalla polizia federale lontano dalla casa di Montabaur, nel Land della Renania-Palatinato, e trasferita in un luogo sicuro e sotto sorveglianza». È quanto spiega all’Adnkronos il personale degli uffici del Comune di Montabaur, il paese dove il coopilota viveva con la famiglia. Il pilota della Germanwings aveva anche una propria abitazione a Duesseldorf.

Dai controlli fatti dalla polizia e dai servizi di intelligence tedeschi non è emerso «nulla fuori dall’ordinario» riguardo ad Andreas Lubitz. Lo ha reso noto il ministro dell’Interno tedesco, Thomas de Maiziere, precisando che nulla di sospetto è emerso neanche nei controlli fatti dalla Lufthansa. «Abbiamo controllato anche il resto dell’equipaggio e dei passeggeri per verificare l’eventuale presenza di segnali di terrorismo o altre preoccupazioni relative alla sicurezza, ma i controlli sono stati tutti negativi», ha detto ancora il ministro.

Andreas Lubitz era un ragazzo «calmo e preciso», che sembrava felice di aver coronato il suo sogno di pilotare aerei, non posso credere che abbia fatto «una cosa simile». A parlare, su radio Rtl France, è Peter Ruecker, un uomo che aveva conosciuto il co-pilota della Germanwings all’Lsc Westerwald , il club di volo di Montabaur, la cittadina tedesca dove Lubitz è nato e vissuto. «Aveva seguito la formazione di volo del club sin dalla più tenera giovinezza – ha raccontato Ruecker – Era un ragazzo molto calmo e preciso. Ha preso la maturità qui, a Montabaur. Era un giovane del tutto normale. Era molto contento di avere questo lavoro. Era soddisfatto e felice. Aveva coronato il suo sogno. Da pilota dilettante era diventato professionista. Non aveva problemi. Non lo credo capace di una cosa simile».
Il Mattino