Napoli. Colli Aminei, voragine bis a due metri dalla voragine riparata nelle scorse settimane. Paura e traffico in tilt

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Napoli. I Colli Aminei sprofondano di nuovo, nello stesso tratto che il 3 febbraio si spaccò a metà a causa di un dilavamento, provocando allora la chiusura di un’arteria cruciale del traffico cittadino, i conseguenti lavori di ripristino e gli enormi disagi della zona ospedaliera. Passa più o meno un mese e la scena si ripete. Una voragine, nelle prime ore di ieri, si è spalancata a pochi passi dal civico 40 e dal Tribunale dei Minori, sul lato sinistro della via, per chi sale verso il vicino Cardarelli. Siamo a 2 metri esatti dalla voragine di febbraio riparata nelle scorse settimane. L’asfalto appena messo è stato distrutto per accertamenti e riparazioni. Strada chiusa ad auto, bus e ambulanze, deviati sulla vicina e stretta via Annibale Maria di Francia. Solo nel pomeriggio di ieri una delle due semicarreggiate è stata riaperta. L’altra è in frantumi. «Abbiamo istituito un senso unico alternato», dice Giovanni Spagnuolo, dirigente della Protezione Civile. Nuovi e grossi disagi per il traffico. Si spera di riaprire la semicarreggiata «entro il fine settimana», dice ancora Spagnuolo. Ma commercianti e residenti stentano a crederci. «Quando ho visto il buco non mi capacitavo. Abbiamo già perso molti soldi e clienti con la chiusura delle attività del mese scorso», commenta Ivano Nastri, che fa il tabaccaio e ha il negozio con vista voragine. Qui c’è anche Renato Esposito, dirigente del Comune per il Servizio Strade. A lui si rivolgono molti cittadini per chiedere spiegazioni. Cosa è successo? «Il dilavamento – spiega Esposito – è dovuto a una caditoia interrotta. Questo ha fatto in modo che l’acqua non arrivasse alla fogna e si disperdesse nel terreno al di sotto del manto stradale, svuotandolo. Dalle prime analisi fatte, è ipotizzabile che la trave realizzata dall’Anm per contenere i cavi del filobus possa aver tagliato l’immissione in fogna della caditoia». Resta il fatto che nessuno si era accorto del problema durante gli scavi recenti. «Un mese fa abbiamo chiesto la pulizia e i controlli delle caditoie e stavamo ancora aspettando dal Comune il risultato della supervisione», dice Daniela Metitiero, attivista di zona. «Non si può andare avanti così. La ditta del Comune inizia i lavori per somma urgenza, poi toccherà all’Anm eseguire i lavori in danno, poiché a detta dei tecnici sarebbe stata l’azienda a causare il disagio», commenta Giuliana Di Sarno, presidente della III Municipalità. Disagi e risarcimenti che «sommando le due voragini dovrebbero superare i 300mila euro», dice Fausto Iarobino, avvocato di molti negozianti dello sfortunato tratto di strada. Ha inviato una «richiesta di risarcimento» a Comune e Anm: «Il tratto di strada interessato dallo sprofondamento – afferma – è stato oggetto di reiterati interventi da parte dell’Anm la quale, per l’installazione di numerosi pali in ferro necessari al funzionamento della nuova linea filobus, ha provveduto ad eseguire, non ad opera d’arte, numerose perforazioni su entrambi i marciapiedi perimetrali su tutto il viale Colli Aminei. Il Comune – a mio avviso – non ha provveduto alla dovuta vigilanza e custodia del territorio». Dall’Anm, però, fanno sapere che si preferisce evitare commenti prima che siano opportunamente completate le verifiche sul dissesto. (Gennaro Di Biase – Il Mattino)

Napoli. I Colli Aminei sprofondano di nuovo, nello stesso tratto che il 3 febbraio si spaccò a metà a causa di un dilavamento, provocando allora la chiusura di un’arteria cruciale del traffico cittadino, i conseguenti lavori di ripristino e gli enormi disagi della zona ospedaliera. Passa più o meno un mese e la scena si ripete. Una voragine, nelle prime ore di ieri, si è spalancata a pochi passi dal civico 40 e dal Tribunale dei Minori, sul lato sinistro della via, per chi sale verso il vicino Cardarelli. Siamo a 2 metri esatti dalla voragine di febbraio riparata nelle scorse settimane. L’asfalto appena messo è stato distrutto per accertamenti e riparazioni. Strada chiusa ad auto, bus e ambulanze, deviati sulla vicina e stretta via Annibale Maria di Francia. Solo nel pomeriggio di ieri una delle due semicarreggiate è stata riaperta. L’altra è in frantumi. «Abbiamo istituito un senso unico alternato», dice Giovanni Spagnuolo, dirigente della Protezione Civile. Nuovi e grossi disagi per il traffico. Si spera di riaprire la semicarreggiata «entro il fine settimana», dice ancora Spagnuolo. Ma commercianti e residenti stentano a crederci. «Quando ho visto il buco non mi capacitavo. Abbiamo già perso molti soldi e clienti con la chiusura delle attività del mese scorso», commenta Ivano Nastri, che fa il tabaccaio e ha il negozio con vista voragine. Qui c’è anche Renato Esposito, dirigente del Comune per il Servizio Strade. A lui si rivolgono molti cittadini per chiedere spiegazioni. Cosa è successo? «Il dilavamento – spiega Esposito – è dovuto a una caditoia interrotta. Questo ha fatto in modo che l’acqua non arrivasse alla fogna e si disperdesse nel terreno al di sotto del manto stradale, svuotandolo. Dalle prime analisi fatte, è ipotizzabile che la trave realizzata dall’Anm per contenere i cavi del filobus possa aver tagliato l’immissione in fogna della caditoia». Resta il fatto che nessuno si era accorto del problema durante gli scavi recenti. «Un mese fa abbiamo chiesto la pulizia e i controlli delle caditoie e stavamo ancora aspettando dal Comune il risultato della supervisione», dice Daniela Metitiero, attivista di zona. «Non si può andare avanti così. La ditta del Comune inizia i lavori per somma urgenza, poi toccherà all’Anm eseguire i lavori in danno, poiché a detta dei tecnici sarebbe stata l’azienda a causare il disagio», commenta Giuliana Di Sarno, presidente della III Municipalità. Disagi e risarcimenti che «sommando le due voragini dovrebbero superare i 300mila euro», dice Fausto Iarobino, avvocato di molti negozianti dello sfortunato tratto di strada. Ha inviato una «richiesta di risarcimento» a Comune e Anm: «Il tratto di strada interessato dallo sprofondamento – afferma – è stato oggetto di reiterati interventi da parte dell’Anm la quale, per l’installazione di numerosi pali in ferro necessari al funzionamento della nuova linea filobus, ha provveduto ad eseguire, non ad opera d’arte, numerose perforazioni su entrambi i marciapiedi perimetrali su tutto il viale Colli Aminei. Il Comune – a mio avviso – non ha provveduto alla dovuta vigilanza e custodia del territorio». Dall’Anm, però, fanno sapere che si preferisce evitare commenti prima che siano opportunamente completate le verifiche sul dissesto. (Gennaro Di Biase – Il Mattino)