Boscoreale. Clochard nella stazione, chiesto rimborso al Comune per il consumo di energia elettrica

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Boscoreale. Un clochard dorme da mesi nei locali della ex stazione FS. Ma ora l’associazione Stella Cometa-La Stazione, che quelle stanze le ha avute in affidamento, chiede un rimborso a Comune e Prefettura per l’energia elettrica consumata. «Dopo l’occupazione abusiva da parte del senzatetto – spiega Vincenzo Martire, presidente dell’Associazione – per evitare che la situazione igienica divenisse insostenibile è stato lasciato aperto il bagno uomini situato nei pressi dei locali occupati. Il wc attualmente è in comodato a Stella Cometa-La Stazione, che provvede al rifornimento idrico, all’illuminazione e alla manutenzione». Tuttavia, sono giunte bollette dell’energia elettrica salatissime. «Durante la permanenza nei locali, il senzatetto voleva riscaldarsi con un caldobagno, pensando che consumasse quanto un neon, e quando gli è stata tolta l’energia elettrica nelle stanze, prima che la bolletta dell’Enel diventasse stratosferica, ha avanzato anche delle pretese verso l’Associazione e fatto le sue rimostranze al presidente, che gli ha spiegato che l’associazione non aveva certo risorse economiche per accollarsi altre spese oltre a quelle ordinarie», raccontano i volontari. Ora l’Associazione chiede alla Prefettura di Napoli e al Comune di Boscoreale un rimborso forfettario e di prendere dei provvedimenti in merito allo stato di disagio sociale del senzatetto. Negli ultimi mesi, inoltre, sono stati effettuati interventi di riparazione sia all’infisso che all’impianto idrico e anche alcuni interventi di pulizia, nonostante l’associazione sia stata costretta a non richiedere il rinnovo del comodato dei locali della vecchia stazione FS di Boscoreale. «Alla base del mancato rinnovo ci sono stati gravi motivi di ordine pubblico e in seguito a episodi vandalici perpetrati da balordi che in più occasioni hanno danneggiato sia la struttura che le suppellettili all’interno – spiega il presidente Martire – Un fatto molto grave: questi locali erano stati destinati ai ragazzi e ai giovani del quartiere, ma ad un certo punto la situazione è diventata pericolosa per l’arrivo di delinquenti che, di fatto, ci hanno costretto a fermare le attività». Nel novembre scorso Stella Cometa-La Stazione ha compiuto cinque anni e per il presidente la cosa più bella accaduta alla Stazione è stata la partecipazione di tanti. «Noi rivendichiamo con orgoglio di essere diventati una bella testimonianza di volontariato attivo e fattivo, in un territorio difficile, martoriato dai prepotenti e dalla mala politica» conclude. Alla Stazione, infatti, si tengono concerti, mostre, mercatini dell’usato e tanti corsi dedicati a persone di tutte le età: ricamo, cucito, computer, ceramica, compostaggio e ballo. E’ stata allestita una sala giochi dove attualmente vengono accolti i ragazzi e i giovani del quartiere e dei territori circostanti: tutti possono usufruire gratuitamente di biliardino, ping-pong, di svariati giochi da tavolo e anche di un campetto di bocce ricavato in un binario in disuso. (Mirella D’Ambrosio – Il Mattino) 

Boscoreale. Un clochard dorme da mesi nei locali della ex stazione FS. Ma ora l’associazione Stella Cometa-La Stazione, che quelle stanze le ha avute in affidamento, chiede un rimborso a Comune e Prefettura per l’energia elettrica consumata. «Dopo l’occupazione abusiva da parte del senzatetto – spiega Vincenzo Martire, presidente dell’Associazione – per evitare che la situazione igienica divenisse insostenibile è stato lasciato aperto il bagno uomini situato nei pressi dei locali occupati. Il wc attualmente è in comodato a Stella Cometa-La Stazione, che provvede al rifornimento idrico, all’illuminazione e alla manutenzione». Tuttavia, sono giunte bollette dell’energia elettrica salatissime. «Durante la permanenza nei locali, il senzatetto voleva riscaldarsi con un caldobagno, pensando che consumasse quanto un neon, e quando gli è stata tolta l’energia elettrica nelle stanze, prima che la bolletta dell’Enel diventasse stratosferica, ha avanzato anche delle pretese verso l’Associazione e fatto le sue rimostranze al presidente, che gli ha spiegato che l’associazione non aveva certo risorse economiche per accollarsi altre spese oltre a quelle ordinarie», raccontano i volontari. Ora l’Associazione chiede alla Prefettura di Napoli e al Comune di Boscoreale un rimborso forfettario e di prendere dei provvedimenti in merito allo stato di disagio sociale del senzatetto. Negli ultimi mesi, inoltre, sono stati effettuati interventi di riparazione sia all’infisso che all’impianto idrico e anche alcuni interventi di pulizia, nonostante l’associazione sia stata costretta a non richiedere il rinnovo del comodato dei locali della vecchia stazione FS di Boscoreale. «Alla base del mancato rinnovo ci sono stati gravi motivi di ordine pubblico e in seguito a episodi vandalici perpetrati da balordi che in più occasioni hanno danneggiato sia la struttura che le suppellettili all’interno – spiega il presidente Martire – Un fatto molto grave: questi locali erano stati destinati ai ragazzi e ai giovani del quartiere, ma ad un certo punto la situazione è diventata pericolosa per l’arrivo di delinquenti che, di fatto, ci hanno costretto a fermare le attività». Nel novembre scorso Stella Cometa-La Stazione ha compiuto cinque anni e per il presidente la cosa più bella accaduta alla Stazione è stata la partecipazione di tanti. «Noi rivendichiamo con orgoglio di essere diventati una bella testimonianza di volontariato attivo e fattivo, in un territorio difficile, martoriato dai prepotenti e dalla mala politica» conclude. Alla Stazione, infatti, si tengono concerti, mostre, mercatini dell’usato e tanti corsi dedicati a persone di tutte le età: ricamo, cucito, computer, ceramica, compostaggio e ballo. E’ stata allestita una sala giochi dove attualmente vengono accolti i ragazzi e i giovani del quartiere e dei territori circostanti: tutti possono usufruire gratuitamente di biliardino, ping-pong, di svariati giochi da tavolo e anche di un campetto di bocce ricavato in un binario in disuso. (Mirella D’Ambrosio – Il Mattino)