Insigne di corsa verso Roma. L’attaccante napoletano lavorerà nei giorni di riposo per tornare all’Olimpico

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Insigne corre verso la Roma. Una ventina di minuti nella partita più importante del campionato: ci conta, lo spera, lo vuole fortemente. E farà di tutto per esserci dopo aver già bruciato i tempi per il rientro in gruppo: quattro mesi ed è tornato a disposizione di Benitez. Si allenerà duramente anche in questi giorni di break concessi da Rafa. Lorenzo non si fermerà, in campo a Castelvolturno domani, venerdì e sabato: un lavoro supplementare per migliorare ulteriormente la condizione atletica. L’ultimo step da superare prima del ritorno ufficiale in campo. «La convocazione è stato un segnale importante a livello mentale: Lorenzo ha capito al cento per cento di aver messo da parte l’infortunio. Essere considerato di nuovo uno nel gruppo a tempo pieno è servito a sbloccarlo. Adesso gli occorrono i primi minuti di partita per azzerare definitivamente il periodo negativo», dice il suo procuratore Antonio Ottaiano. Un recupero a tempo di record. La rottura al legamento crociato del ginocchio destro il 9 novembre a Firenze, il giorno dopo l’operazione a Villa Stuart, l’intervento chirurgico del professore Mariani. Lorenzo non ha perso un attimo di tempo, subito la fisioterapia e il lavoro di riabilitazione con lo staff medico del Napoli. Le corsette a gennaio, i primi allenamenti, poi il pallone, le partitine e l’ok definitivo il 4 marzo per il rientro in gruppo. La convocazione di Verona ha sancito il suo ritorno ufficiale in panchina, una domenica bestiale per la sconfitta del Napoli e per gli insulti del Bentegodi durante il riscaldamento. Altra rabbia accumulata in panchina con l’Atalanta, una partita choc per il Napoli con l’errore clamoroso dell’arbitro Calvarese sul gol irregolare convalidato a Pinilla. Adesso è pronto per l’ultimo atto, il ritorno in campo, una ventina di minuti, giocarli contro la Roma sarebbe il massimo. Il chirurgo Mariani, che lo ha operato a Villa Stuart, ha ricordato la straordinaria forza di volontà dell’attaccante di Frattamaggiore, uno dei requisiti fondamentali per il recupero in tempo record. «Il suo carattere è stato molto importante per il rientro nei tempi prestabiliti», spiegò Mariani il giorno della sua convocazione per la trasferta di Verona. La voglia matta di tornare in gruppo, adesso quella di giocare il primo spezzone di partita: marzo gli ha regalato la gioia della nascita di Christian, il secondo maschietto di casa Insigne. La carica ritrovata in famiglia, papà Carmine che lo accompagna ad ogni allenamento, come se fosse il suo primo giorno alla scuola calcio Olimpia di Sant’Arpino. Una lunga scalata fino al Napoli e alla nazionale azzurra: Lorenzo vuole ricominciare dall’Olimpico e dalla sfida contro la Roma che vale la Champions. L’ultimo passo. Lorenzo la carta in più di Benitez per questa volata finale, due mesi da vivere tutti di un fiato. (Roberto Ventre – Il Mattino) 

Insigne corre verso la Roma. Una ventina di minuti nella partita più importante del campionato: ci conta, lo spera, lo vuole fortemente. E farà di tutto per esserci dopo aver già bruciato i tempi per il rientro in gruppo: quattro mesi ed è tornato a disposizione di Benitez. Si allenerà duramente anche in questi giorni di break concessi da Rafa. Lorenzo non si fermerà, in campo a Castelvolturno domani, venerdì e sabato: un lavoro supplementare per migliorare ulteriormente la condizione atletica. L’ultimo step da superare prima del ritorno ufficiale in campo. «La convocazione è stato un segnale importante a livello mentale: Lorenzo ha capito al cento per cento di aver messo da parte l’infortunio. Essere considerato di nuovo uno nel gruppo a tempo pieno è servito a sbloccarlo. Adesso gli occorrono i primi minuti di partita per azzerare definitivamente il periodo negativo», dice il suo procuratore Antonio Ottaiano. Un recupero a tempo di record. La rottura al legamento crociato del ginocchio destro il 9 novembre a Firenze, il giorno dopo l’operazione a Villa Stuart, l’intervento chirurgico del professore Mariani. Lorenzo non ha perso un attimo di tempo, subito la fisioterapia e il lavoro di riabilitazione con lo staff medico del Napoli. Le corsette a gennaio, i primi allenamenti, poi il pallone, le partitine e l’ok definitivo il 4 marzo per il rientro in gruppo. La convocazione di Verona ha sancito il suo ritorno ufficiale in panchina, una domenica bestiale per la sconfitta del Napoli e per gli insulti del Bentegodi durante il riscaldamento. Altra rabbia accumulata in panchina con l’Atalanta, una partita choc per il Napoli con l’errore clamoroso dell’arbitro Calvarese sul gol irregolare convalidato a Pinilla. Adesso è pronto per l’ultimo atto, il ritorno in campo, una ventina di minuti, giocarli contro la Roma sarebbe il massimo. Il chirurgo Mariani, che lo ha operato a Villa Stuart, ha ricordato la straordinaria forza di volontà dell’attaccante di Frattamaggiore, uno dei requisiti fondamentali per il recupero in tempo record. «Il suo carattere è stato molto importante per il rientro nei tempi prestabiliti», spiegò Mariani il giorno della sua convocazione per la trasferta di Verona. La voglia matta di tornare in gruppo, adesso quella di giocare il primo spezzone di partita: marzo gli ha regalato la gioia della nascita di Christian, il secondo maschietto di casa Insigne. La carica ritrovata in famiglia, papà Carmine che lo accompagna ad ogni allenamento, come se fosse il suo primo giorno alla scuola calcio Olimpia di Sant’Arpino. Una lunga scalata fino al Napoli e alla nazionale azzurra: Lorenzo vuole ricominciare dall’Olimpico e dalla sfida contro la Roma che vale la Champions. L’ultimo passo. Lorenzo la carta in più di Benitez per questa volata finale, due mesi da vivere tutti di un fiato. (Roberto Ventre – Il Mattino)