Il pil dell´area Ocse sale dello 0,7% nel secondo trimestre. Corrono Germania e Gran Bretagna, Italia in coda

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 Il prodotto interno lordo dell’area Ocse è cresciuto dello 0,7% nel secondo trimestre dell’anno rispetto ai tre mesi precedenti, confermando il ritmo di espansione già registrato tra gennaio e marzo rispetto al quarto trimestre 2009. Secondo i dati Ocse, il pil è cresciuto dell’1% sia nell’eurozona sia nella Ue grazie al balzo del 2,2% messo a segno dalla Germania (miglior performance dalla riunificazione). L’economia è inoltre cresciuta dell’1,1% nel Regno Unito (da +0,3% nel trimestre precedente), dello 0,6% in Francia (da +0,2%), e dello 0,4% in Italia (invariato rispetto alla prima frazione dell’anno).

La crescita del pil ha fatto invece segnare una frenata in Giappone (a 0,1% da 1,1%) e negli Usa (a 0,6% da 0,9%). Facendo un raffronto su base annua, il pil dell’area – che comprende 32 paesi a economia avanzata in tutto il mondo – é cresciuto del 2,8% dal 2,4% calcolato alla fine del primo trimestre. Su base tendenziale la miglior performance é stata messa a segno – ancora una volta – dalla Germania (+3,7%). La crescita più lenta é stata invece registrata dall’Italia (+1,1%).

Le associazioni dei consumatori esprimono la loro preoccupazione. «La situazione e le prospettive del nostro Paese non sono affatto positive», sottolineano in una nota i presidenti di Adusbef e Federconsumatori, Elio Lannutti e Rosario Trefiletti. Le due associazioni lanciano un allarme: «Le prospettive per l’autunno non delineano alcun miglioramento, anzi, ci aspetta una stagione densa di aumenti e spese. Tutto ciò comporterà, come prima stima, una stangata per le famiglie da 886 a circa 1.100 euro annui».

Per il Codacons i dati diffusi oggi dall’Ocse dimostrano che «l’Italia più che locomotiva è la Cenerentola d’Europa. La decisione sciagurata e solitaria del governo italiano di non voler spendere soldi per uscire prima dalla crisi farà retrocedere il nostro Paese rispetto alla posizione internazionale che occupava prima dello scoppio della recessione mondiale. L’Italia con questo basso ritmo di crescita, non potrà tornare ai livelli dei consumi pre-crisi fino al 2015». Per l’associazione questi dati dimostrano che «tutti quelli che nei mesi scorsi avevano avuto la sfacciataggine di sostenere che l’Italia era la locomotiva d’Europa, stavano solo fantasticando e facevano propaganda».

sole24ore            michele de lucia