Battipaglia. Bimbo di sette mesi muore dopo un calvario tra due ospedali napoletani e Roma. La Procura apre l’inchiesta

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Il 19 marzo la telefonata dall’ospedale: c’era la possibilità di un posto e di eseguire l’ennesimo intervento. Ma Domenico, sette mesi di vita, al Bambin Gesù di Roma non è mai arrivato. È morto il giorno dopo, il 20 marzo, mentre i genitori disperati tentavano una corsa in auto verso il “Santa Maria della Speranza” di Battipaglia. Un calvario quello del piccolo Domenico, venuto alla luce nell’agosto dello scorso anno; un calvario sul quale ora indaga la Procura. I genitori del piccolo, entrambi di Eboli, con l’assistenza del loro legale di fiducia, l’avvocato Antonio Boffa, hanno sporto formale denuncia contro i medici che hanno avuto in cura il piccolo presso gli ospedali Santobono e Monaldi di Napoli, e il Bambin Gesù di Roma. Vogliono la verità, sapere cioè se dietro la morte del loro bambino ci sono state negligenze da parte del personale sanitario. Una storia complessa quella che ha preceduto la morte di Domenico, iniziata due giorni dopo la sua nascita col trasferimento in ambulanza da Battipaglia al Santobono di Napoli per una insufficienza renale cronica. Il piccolo veniva sottoposto ad accertamenti in seguito ai quali si scopriva una coartazione aortica. Dal Santobono veniva portato alla Cardiochirurgia del Monaldi e sottoposto ad una prima operazione. Quindi il ritorno alla Patologia neonatale del Santobono con nuove complicazioni. Passa qualche settimana e si scopre che il problema al cuore è peggiorato: bisogna effettuare una angioplastica, sempre al Monaldi. Dopo l’intervento Domenico è ricoverato in Utic prima di tornare al Santobono da dove viene dimesso il 19 ottobre. Il 13 novembre, durante una visita in day hospital alla Nefrologia, il medico, per un innalzamento dei livelli di creatina, dispone di nuovo il ricovero del piccolo al Santobono. Nel pomeriggio nuovo controllo cardiaco che evidenzia la ricoartazione della vena aortica: bisognava di nuovo intervenire chirurgicamente. Il 15 novembre Domenico è di nuovo sotto i ferri: durante l’intervento si registra una lesione del nervo vago. Il piccolo inizia a non potersi più nutrire per via orale. Dopo tre giorni nuove dimissioni e ritorno a casa. Il 9 dicembre Domenico è ricoverato a Battipaglia per problemi alimentari e da qui torna al Santobono. E poi al Bambin Gesù: esami, controlli e dimissioni. Il 20 febbraio di nuovo al Santobono per problemi respiratori: broncolite. La situazione precipita, bisogna operare. I genitori ricontattano il Bambin Gesù, Domenico viene messo in lista. Nel frattempo nuova visita al Santobono con nuovo ricovero tra una settimana non per l’intervento ma per la verifica delle varie patologie di cui era affetto il bambino. Il 19 marzo l’attesa telefonata dal Bambin Gesù: c’era la disponibilità per il ricovero e quindi per l’operazione. Alle 10 del mattino del 20 marzo il cuore di Domenico però si ferma: arriverà morto all’ospedale di Battipaglia. Inutile ogni sforzo dei medici. Un calvario su cui ora di indaga. (Tommaso Siani – La Città di Salerno) 

Il 19 marzo la telefonata dall’ospedale: c’era la possibilità di un posto e di eseguire l’ennesimo intervento. Ma Domenico, sette mesi di vita, al Bambin Gesù di Roma non è mai arrivato. È morto il giorno dopo, il 20 marzo, mentre i genitori disperati tentavano una corsa in auto verso il “Santa Maria della Speranza” di Battipaglia. Un calvario quello del piccolo Domenico, venuto alla luce nell’agosto dello scorso anno; un calvario sul quale ora indaga la Procura. I genitori del piccolo, entrambi di Eboli, con l’assistenza del loro legale di fiducia, l’avvocato Antonio Boffa, hanno sporto formale denuncia contro i medici che hanno avuto in cura il piccolo presso gli ospedali Santobono e Monaldi di Napoli, e il Bambin Gesù di Roma. Vogliono la verità, sapere cioè se dietro la morte del loro bambino ci sono state negligenze da parte del personale sanitario. Una storia complessa quella che ha preceduto la morte di Domenico, iniziata due giorni dopo la sua nascita col trasferimento in ambulanza da Battipaglia al Santobono di Napoli per una insufficienza renale cronica. Il piccolo veniva sottoposto ad accertamenti in seguito ai quali si scopriva una coartazione aortica. Dal Santobono veniva portato alla Cardiochirurgia del Monaldi e sottoposto ad una prima operazione. Quindi il ritorno alla Patologia neonatale del Santobono con nuove complicazioni. Passa qualche settimana e si scopre che il problema al cuore è peggiorato: bisogna effettuare una angioplastica, sempre al Monaldi. Dopo l’intervento Domenico è ricoverato in Utic prima di tornare al Santobono da dove viene dimesso il 19 ottobre. Il 13 novembre, durante una visita in day hospital alla Nefrologia, il medico, per un innalzamento dei livelli di creatina, dispone di nuovo il ricovero del piccolo al Santobono. Nel pomeriggio nuovo controllo cardiaco che evidenzia la ricoartazione della vena aortica: bisognava di nuovo intervenire chirurgicamente. Il 15 novembre Domenico è di nuovo sotto i ferri: durante l’intervento si registra una lesione del nervo vago. Il piccolo inizia a non potersi più nutrire per via orale. Dopo tre giorni nuove dimissioni e ritorno a casa. Il 9 dicembre Domenico è ricoverato a Battipaglia per problemi alimentari e da qui torna al Santobono. E poi al Bambin Gesù: esami, controlli e dimissioni. Il 20 febbraio di nuovo al Santobono per problemi respiratori: broncolite. La situazione precipita, bisogna operare. I genitori ricontattano il Bambin Gesù, Domenico viene messo in lista. Nel frattempo nuova visita al Santobono con nuovo ricovero tra una settimana non per l’intervento ma per la verifica delle varie patologie di cui era affetto il bambino. Il 19 marzo l’attesa telefonata dal Bambin Gesù: c’era la disponibilità per il ricovero e quindi per l’operazione. Alle 10 del mattino del 20 marzo il cuore di Domenico però si ferma: arriverà morto all’ospedale di Battipaglia. Inutile ogni sforzo dei medici. Un calvario su cui ora di indaga. (Tommaso Siani – La Città di Salerno)