Nocera Inferiore. Avvocato in lutto, respinta richiesta di rinvio. Il legale costretto a lasciare i funerali della madre

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Nocera Inferiore. Un lutto improvviso mentre è in aula davanti al giudice monocratico del tribunale penale. Il praticante dell’avvocato chiede un rinvio per impedimento familiare, ma il giudice lo nega, richiamando la presenza del professionista perché l’imputato è detenuto. L’avvocato viene fatto chiamare, arriva di corsa per adempiere il suo dovere, ma l’udienza viene successivamente rinviata per una concomitante causa di forza maggiore, una omessa notifica. La vicenda è finita al centro di una riunione straordinaria della commissione del consiglio dell’ordine degli avvocati del foro di Nocera Inferiore che hanno firmato un duro documento inviato all’Associazione nazionale magistrati, al presidente della sezione penale del tribunale e al consiglio giudiziario, per un fatto definito “increscioso”, indice di scarsa sensibilità. Tutto è accaduto ieri mattina quando il lutto ha colpito l’avvocato Mario Gallo che ha perso la madre. Il legale è stato richiamato al suo lavoro proprio mentre i necrofori stavano compiendo la tumulazione, costretto a indossare la toga e presentarsi in tribunale, su disposizione del giudice monocratico Antonio Tarallo, per presenziare all’udienza, nonostante la richiesta di un rinvio; un rinvio, però, che è stato negato perché l’imputato era detenuto. Ovviamente era una questione di sensibilità che non è stata tenuta in considerazione. Appena si è diffusa la notizia è esplosa la rabbia dei colleghi visto che il problema poteva essere risolto usando un po’ di comprensione. Il richiamo, sintetizzato in un foglio inoltrato con “preghiera di attenzione” alle autorità preposte e responsabili delle diverse istituzioni giuridiche, apre il caso a nome della categoria. Formalmente gli avvocati hanno preso atto della situazione, stigmatizzando l’accaduto per decidere all’unanimità di convocare l’apposita commissione, decisi a prendere posizione contro il comportamento del giudice per la preparazione immediata di un documento ufficiale. La reazione è arrivata di fronte all’avvocato costretto a precipitarsi al banco, in difesa del suo assistito, con una ritenuta chiamata “urgente” e “necessaria”. Normalmente la legge prevede cinque giorni di permesso accordati ai lavoratori statali quando ci si trova in situazioni di questa natura. Poi, probabilmente, il discorso va anche un attimo allargato. Da un punto di vista squisitamente tecnico il giudice aveva ragione ma, in determinate circostanze, bisognerebbe anche usare un metro diverso di valutazione. (Alfonso T. Guerritore – La Città di Salerno) 

Nocera Inferiore. Un lutto improvviso mentre è in aula davanti al giudice monocratico del tribunale penale. Il praticante dell’avvocato chiede un rinvio per impedimento familiare, ma il giudice lo nega, richiamando la presenza del professionista perché l’imputato è detenuto. L’avvocato viene fatto chiamare, arriva di corsa per adempiere il suo dovere, ma l’udienza viene successivamente rinviata per una concomitante causa di forza maggiore, una omessa notifica. La vicenda è finita al centro di una riunione straordinaria della commissione del consiglio dell’ordine degli avvocati del foro di Nocera Inferiore che hanno firmato un duro documento inviato all’Associazione nazionale magistrati, al presidente della sezione penale del tribunale e al consiglio giudiziario, per un fatto definito “increscioso”, indice di scarsa sensibilità. Tutto è accaduto ieri mattina quando il lutto ha colpito l’avvocato Mario Gallo che ha perso la madre. Il legale è stato richiamato al suo lavoro proprio mentre i necrofori stavano compiendo la tumulazione, costretto a indossare la toga e presentarsi in tribunale, su disposizione del giudice monocratico Antonio Tarallo, per presenziare all’udienza, nonostante la richiesta di un rinvio; un rinvio, però, che è stato negato perché l’imputato era detenuto. Ovviamente era una questione di sensibilità che non è stata tenuta in considerazione. Appena si è diffusa la notizia è esplosa la rabbia dei colleghi visto che il problema poteva essere risolto usando un po’ di comprensione. Il richiamo, sintetizzato in un foglio inoltrato con “preghiera di attenzione” alle autorità preposte e responsabili delle diverse istituzioni giuridiche, apre il caso a nome della categoria. Formalmente gli avvocati hanno preso atto della situazione, stigmatizzando l’accaduto per decidere all’unanimità di convocare l’apposita commissione, decisi a prendere posizione contro il comportamento del giudice per la preparazione immediata di un documento ufficiale. La reazione è arrivata di fronte all’avvocato costretto a precipitarsi al banco, in difesa del suo assistito, con una ritenuta chiamata “urgente” e “necessaria”. Normalmente la legge prevede cinque giorni di permesso accordati ai lavoratori statali quando ci si trova in situazioni di questa natura. Poi, probabilmente, il discorso va anche un attimo allargato. Da un punto di vista squisitamente tecnico il giudice aveva ragione ma, in determinate circostanze, bisognerebbe anche usare un metro diverso di valutazione. (Alfonso T. Guerritore – La Città di Salerno)