Castellammare di Stabia. La Procura decide sull’autopsia di Mattia, il bimbo di appena 50 giorni morto dopo tre ricoveri

0

Castellammare di Stabia. Verrà disposta oggi l’autopsia sul corpo del piccolo Mattia Ricco, il bimbo di neanche due mesi deceduto dopo essere stato ricoverato in tre diversi ospedali tra Castellammare e Napoli. Il neonato era affetto da bronchiolite e dopo la sua morte i familiari, accompagnati dal legale Mario D’Apuzzo, hanno sporto denuncia presso i carabinieri della compagnia di Castellammare affinché si accertino eventuali responsabilità delle strutture sanitarie. Con l’esposto sono partite le indagini dei militari stabiesi, guidati dal capitano Gianpaolo Greco e dal tenente Carlo Santarpia, che agiscono in supporto alle forze dell’ordine di Napoli competenti per territorio in quanto è all’ospedale «Monaldi» che Mattia ha smesso di respirare. I carabinieri sono coordinati dalla Procura della Repubblica di Napoli la quale ha aperto un fascicolo d’inchiesta sul caso, disposto il sequestro delle cartelle cliniche e della salma del piccolo e potrebbe far partire già nei prossimi giorni degli avvisi di garanzia. Coinvolti nell’indagine, infatti, ci sono diversi medici ed infermieri di tre diversi ospedali: il «San Leonardo» di Castellammare, il «Santobono» di Napoli e il Monaldi. Il personale ospedaliero verrà ascoltato dalle autorità. Uno dei responsabili del reparto di Pediatria del San Leonardo, Carlo Alfaro, ha preferito non rilasciare dichiarazioni sulla delicata vicenda mentre dall’Asl Na 3 Sud avevano fatto sapere che «poiché non c’erano gli strumenti adatti per curarlo adeguatamente è stato deciso per il trasferimento all’ospedale Santobono». I familiari di Mattia, chiusi nel dolore, attendono eventuali svolte nell’inchiesta a partire dai risultati dell’autopsia che verrà effettuata nelle prossime ore dopo che la Procura avrà dato mandato al medico legale. Bisogna ricordare che la vicenda ha avuto inizio nella serata del 18 marzo scorso quando Mattia è stato portato dai genitori all’ospedale San Leonardo. Il bambino è stato ricoverato per una bronchiolite, una malattia tipica della prima infanzia che provoca difficoltà respiratoria, secrezione nasale sierosa, starnutazione ed inappetenza. Nella tarda serata del 19 marzo i medici hanno deciso per il trasferimento in ambulanza al Santobono dove arriva alle 2 circa di mattina del 20 marzo. Le condizioni del neonato non sono migliorate e in tarda mattinata si è optato per un ulteriore trasferimento del bimbo al Monaldi: qui il piccolo stabiese è deceduto. Sotto accusa ci sono i trasferimenti del bimbo che ha viaggiato tra tre diversi ospedali: capire se quei viaggi potrebbero aver influito sulle sue condizioni è compito delle autorità che stanno indagando sulle condotte del personale delle Asl. (Francesco Ferrigno – Il Mattino) 

Castellammare di Stabia. Verrà disposta oggi l’autopsia sul corpo del piccolo Mattia Ricco, il bimbo di neanche due mesi deceduto dopo essere stato ricoverato in tre diversi ospedali tra Castellammare e Napoli. Il neonato era affetto da bronchiolite e dopo la sua morte i familiari, accompagnati dal legale Mario D’Apuzzo, hanno sporto denuncia presso i carabinieri della compagnia di Castellammare affinché si accertino eventuali responsabilità delle strutture sanitarie. Con l’esposto sono partite le indagini dei militari stabiesi, guidati dal capitano Gianpaolo Greco e dal tenente Carlo Santarpia, che agiscono in supporto alle forze dell’ordine di Napoli competenti per territorio in quanto è all’ospedale «Monaldi» che Mattia ha smesso di respirare. I carabinieri sono coordinati dalla Procura della Repubblica di Napoli la quale ha aperto un fascicolo d’inchiesta sul caso, disposto il sequestro delle cartelle cliniche e della salma del piccolo e potrebbe far partire già nei prossimi giorni degli avvisi di garanzia. Coinvolti nell’indagine, infatti, ci sono diversi medici ed infermieri di tre diversi ospedali: il «San Leonardo» di Castellammare, il «Santobono» di Napoli e il Monaldi. Il personale ospedaliero verrà ascoltato dalle autorità. Uno dei responsabili del reparto di Pediatria del San Leonardo, Carlo Alfaro, ha preferito non rilasciare dichiarazioni sulla delicata vicenda mentre dall’Asl Na 3 Sud avevano fatto sapere che «poiché non c’erano gli strumenti adatti per curarlo adeguatamente è stato deciso per il trasferimento all’ospedale Santobono». I familiari di Mattia, chiusi nel dolore, attendono eventuali svolte nell’inchiesta a partire dai risultati dell’autopsia che verrà effettuata nelle prossime ore dopo che la Procura avrà dato mandato al medico legale. Bisogna ricordare che la vicenda ha avuto inizio nella serata del 18 marzo scorso quando Mattia è stato portato dai genitori all’ospedale San Leonardo. Il bambino è stato ricoverato per una bronchiolite, una malattia tipica della prima infanzia che provoca difficoltà respiratoria, secrezione nasale sierosa, starnutazione ed inappetenza. Nella tarda serata del 19 marzo i medici hanno deciso per il trasferimento in ambulanza al Santobono dove arriva alle 2 circa di mattina del 20 marzo. Le condizioni del neonato non sono migliorate e in tarda mattinata si è optato per un ulteriore trasferimento del bimbo al Monaldi: qui il piccolo stabiese è deceduto. Sotto accusa ci sono i trasferimenti del bimbo che ha viaggiato tra tre diversi ospedali: capire se quei viaggi potrebbero aver influito sulle sue condizioni è compito delle autorità che stanno indagando sulle condotte del personale delle Asl. (Francesco Ferrigno – Il Mattino)