PIETRO MENNEA CAMPIONE VERO #LOSPECCHIO GIGIONE MARESCA

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Un ragazzo del Sud esempio per chi ha amato le imprese leggendarie del velocista pugliese, un mito dell’atletica mondiale, in un ritratto epico che ne racconta la straordinarietà. Michele Riondino è Pietro Mennea nella miniserie, per la regia di Ricky Tognazzi (coautore anche di soggetto e sceneggiatura con Simona Izzo e Fabrizio Bettelli), in onda domenica 29 e lunedì 30 marzo in prima serata su Rai1. Una coproduzione Rai Fiction e Casanova Multimedia, prodotta da Luca Barbareschi, che nel film è Carlo Vittori, il grande allenatore, che più di ogni altro fu vicino al campione: primatista mondiale dei 200 metri piani dal 1979 al 1996 con il tempo di 19”72, record europeo, e medaglia d’oro alle Olimpiadi di Mosca del 1980. A due anni dalla scomparsa (21 marzo 2013), la Rai celebra il grande velocista pugliese nel film “Pietro Mennea-La Freccia del Sud”, liberamente ispirato a “La grande corsa” di Pietro Mennea e Francesco Valitutti. Nel cast, tra gli altri, anche Gian Marco Tognazzi, Elena Radonicich e Lunetta Savino “Una fiction su un mito con una regia epica che valorizza i sentimenti universali della famiglia e l’antagonismo tra Mennea ed il suo allenatore”, apre la conferenza stampa in Viale Mazzini il direttore di Rai Fiction Tinni Andreatta, che ricorda un significativo scambio di battute tra Mennea ed il suo allenatore. “Voglio solo correre e vincere come Tommie Smith (atleta che s’impose alle Olimpiadi di Città del Messico nel 1968, ndr)”, dice Mennea. “Ma lui è nero, ha degli ideali”, ribatte Vittori. “Ma io – sottolinea Mennea – sono nero dentro”. “Abbiamo aperto il Salone d’onore del Coni all’atleta, alla sua camera ardente, e c’era una fila inaspettata di gente comune, oltre ai personaggi dello spettacolo e della cultura – ricorda Giovanni Malagò, presidente del Coni -. Stiamo parlando di un mito. Quando mi hanno parlato di questa fiction ho fatto il tifo e sono contento che l’abbia fatta la Rai. Sono sicuro che Mennea ne sarebbe felice”. Passione ed orgoglio, velocità e bravura frutto di tanti sacrifici. Corre ancora per noi da lassù con lo spirito libero contro ogni forma di gravità.Un ragazzo del Sud esempio per chi ha amato le imprese leggendarie del velocista pugliese, un mito dell’atletica mondiale, in un ritratto epico che ne racconta la straordinarietà. Michele Riondino è Pietro Mennea nella miniserie, per la regia di Ricky Tognazzi (coautore anche di soggetto e sceneggiatura con Simona Izzo e Fabrizio Bettelli), in onda domenica 29 e lunedì 30 marzo in prima serata su Rai1. Una coproduzione Rai Fiction e Casanova Multimedia, prodotta da Luca Barbareschi, che nel film è Carlo Vittori, il grande allenatore, che più di ogni altro fu vicino al campione: primatista mondiale dei 200 metri piani dal 1979 al 1996 con il tempo di 19”72, record europeo, e medaglia d’oro alle Olimpiadi di Mosca del 1980. A due anni dalla scomparsa (21 marzo 2013), la Rai celebra il grande velocista pugliese nel film “Pietro Mennea-La Freccia del Sud”, liberamente ispirato a “La grande corsa” di Pietro Mennea e Francesco Valitutti. Nel cast, tra gli altri, anche Gian Marco Tognazzi, Elena Radonicich e Lunetta Savino “Una fiction su un mito con una regia epica che valorizza i sentimenti universali della famiglia e l’antagonismo tra Mennea ed il suo allenatore”, apre la conferenza stampa in Viale Mazzini il direttore di Rai Fiction Tinni Andreatta, che ricorda un significativo scambio di battute tra Mennea ed il suo allenatore. “Voglio solo correre e vincere come Tommie Smith (atleta che s’impose alle Olimpiadi di Città del Messico nel 1968, ndr)”, dice Mennea. “Ma lui è nero, ha degli ideali”, ribatte Vittori. “Ma io – sottolinea Mennea – sono nero dentro”. “Abbiamo aperto il Salone d’onore del Coni all’atleta, alla sua camera ardente, e c’era una fila inaspettata di gente comune, oltre ai personaggi dello spettacolo e della cultura – ricorda Giovanni Malagò, presidente del Coni -. Stiamo parlando di un mito. Quando mi hanno parlato di questa fiction ho fatto il tifo e sono contento che l’abbia fatta la Rai. Sono sicuro che Mennea ne sarebbe felice”. Passione ed orgoglio, velocità e bravura frutto di tanti sacrifici. Corre ancora per noi da lassù con lo spirito libero contro ogni forma di gravità.