“Il CUC non si tocca!” Lettera aperta al sindaco di Cava de’ Tirreni dal presidente del sodalizio cavese

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Non vuole credere alla possibilità di veder chiuso il Club Universitario Cavese,il presidente Annamaria Garofalo,ma soprattutto non vuole credere che il sindaco Marco Galdi non abbia in considerazione la grande mobilitazione e l’accorato appello delle tante persone che hanno manifestato a favore delle tenuta in vita di una delle istituzioni cavesi.E fa allello al primo cittadino in una lettera aperta che mette in risalto come il CUC sia un patrimonio di tutti e che le scelte fatte dall’attuale amministrazione sono discutibili e non tengono conto del parere dei cittadini cavesi.Si legge nella lettera:”Ill.mo Signor Sindaco riteniamo un vero e proprio nostro dovere verso la cittadinanza, che ci ha tanto calorosamente dimostrato sostegno in occasione dell’assemblea pubblica, del 5 marzo 2015, formularLe considerazioni e proposte che sono emerse dall’acceso dibattito che ha animato la serata.Purtroppo la Sua assenza ha precluso un efficace confronto con esponenti politici e cittadini, specie quelli impegnati nella vita di relazione associativa e sociale.
Tutti si sono espressi deplorando la decisione di codesta amministrazione di destinare la struttura, che attualmente ospita il CUC, esclusivamente al “Forum dei giovani”.
Tutti , unanimemente, hanno aspramente criticato la scelta di escludere dalla frequentazione del sodalizio coloro che, avendo compiuto i trent’anni non avranno più titolo ad accedervi; nonché coloro che, pur essendo di età inferiore ai trent’anni appartengono alle diverse abilità, alla comunità ucraina o che sono culturalmente impegnati nell’attività teatrale e musicale.
Per non parlare dei giovanissimi che attraverso un protocollo di intesa godono dell’ospitalità della struttura con i campi scuola e usufruiscono dell’assistenza di psicologi e di specialisti in pedagogia.
Probabilmente neanche Lei conosce la realtà associativa del CUC e le tantissime associazioni che vi confluiscono con oltre 600 frequentazioni e, soprattutto, ignora il fatto che tale realtà rappresenta per la cittadinanza cavese un’opportunità che verrebbe a mancare.
I nostri soci non hanno limiti di età né vincoli di altro genere.
Le ricordiamo che fu proprio questa esigenza di massima apertura verso i concittadini a determinare la modifica dello statuto consentendo l’ingresso a chiunque e non solo agli studenti universitari.La sua decisione, così intransigente, ha particolarmente offeso i tanti soci fondatori che rilevarono un rudere, residuo di bombardamenti per creare con le solo loro forze e con immensi sacrifici personali, anche economici, un centro vitale di aggregazione e associazionismo sportivo e culturale nel cuore della città.Tra i nostri soci grande è stato lo sgomento dei meno giovani della nostra sezione Argento, ai quali abbiamo sempre dedicato massima attenzione e rispettosa delicatezza anche nella denominazione, senza ricorrere ai luoghi comuni come “centro anziani” o “terza età”.
L’argento brilla nei loro occhi nelle serate dedicate al divertimento e altre attività sociali, loro proprie quali, ad esempio, gli incontri con le massime autorità del territorio.
Nel corso dell’assemblea, da più parti, si è sostenuto a voce alta che l’unico motivo per il quale si è deliberato in questo periodo pre-elettorale la nuova destinazione dell’immobile sia la certezza di conquistare molti voti manipolando i giovani che, tral’altro, si ritiene abbiano un forte ascendente su genitori e nonni.NOI NON CI CREDIAMO!!!!!!!
Preferiamo convincerci della sua buona fede. Proprio per questo sentiamo il dovere di proporLe una destinazione alternativa invitandola a valutare la possibilità di destinare il sodalizio al “nostro centro sociale” nell’interesse e per il bene della cittadinanza.”
Antonio Di GiovanniNon vuole credere alla possibilità di veder chiuso il Club Universitario Cavese,il presidente Annamaria Garofalo,ma soprattutto non vuole credere che il sindaco Marco Galdi non abbia in considerazione la grande mobilitazione e l’accorato appello delle tante persone che hanno manifestato a favore delle tenuta in vita di una delle istituzioni cavesi.E fa allello al primo cittadino in una lettera aperta che mette in risalto come il CUC sia un patrimonio di tutti e che le scelte fatte dall’attuale amministrazione sono discutibili e non tengono conto del parere dei cittadini cavesi.Si legge nella lettera:”Ill.mo Signor Sindaco riteniamo un vero e proprio nostro dovere verso la cittadinanza, che ci ha tanto calorosamente dimostrato sostegno in occasione dell’assemblea pubblica, del 5 marzo 2015, formularLe considerazioni e proposte che sono emerse dall’acceso dibattito che ha animato la serata.Purtroppo la Sua assenza ha precluso un efficace confronto con esponenti politici e cittadini, specie quelli impegnati nella vita di relazione associativa e sociale.
Tutti si sono espressi deplorando la decisione di codesta amministrazione di destinare la struttura, che attualmente ospita il CUC, esclusivamente al “Forum dei giovani”.
Tutti , unanimemente, hanno aspramente criticato la scelta di escludere dalla frequentazione del sodalizio coloro che, avendo compiuto i trent’anni non avranno più titolo ad accedervi; nonché coloro che, pur essendo di età inferiore ai trent’anni appartengono alle diverse abilità, alla comunità ucraina o che sono culturalmente impegnati nell’attività teatrale e musicale.
Per non parlare dei giovanissimi che attraverso un protocollo di intesa godono dell’ospitalità della struttura con i campi scuola e usufruiscono dell’assistenza di psicologi e di specialisti in pedagogia.
Probabilmente neanche Lei conosce la realtà associativa del CUC e le tantissime associazioni che vi confluiscono con oltre 600 frequentazioni e, soprattutto, ignora il fatto che tale realtà rappresenta per la cittadinanza cavese un’opportunità che verrebbe a mancare.
I nostri soci non hanno limiti di età né vincoli di altro genere.
Le ricordiamo che fu proprio questa esigenza di massima apertura verso i concittadini a determinare la modifica dello statuto consentendo l’ingresso a chiunque e non solo agli studenti universitari.La sua decisione, così intransigente, ha particolarmente offeso i tanti soci fondatori che rilevarono un rudere, residuo di bombardamenti per creare con le solo loro forze e con immensi sacrifici personali, anche economici, un centro vitale di aggregazione e associazionismo sportivo e culturale nel cuore della città.Tra i nostri soci grande è stato lo sgomento dei meno giovani della nostra sezione Argento, ai quali abbiamo sempre dedicato massima attenzione e rispettosa delicatezza anche nella denominazione, senza ricorrere ai luoghi comuni come “centro anziani” o “terza età”.
L’argento brilla nei loro occhi nelle serate dedicate al divertimento e altre attività sociali, loro proprie quali, ad esempio, gli incontri con le massime autorità del territorio.
Nel corso dell’assemblea, da più parti, si è sostenuto a voce alta che l’unico motivo per il quale si è deliberato in questo periodo pre-elettorale la nuova destinazione dell’immobile sia la certezza di conquistare molti voti manipolando i giovani che, tral’altro, si ritiene abbiano un forte ascendente su genitori e nonni.NOI NON CI CREDIAMO!!!!!!!
Preferiamo convincerci della sua buona fede. Proprio per questo sentiamo il dovere di proporLe una destinazione alternativa invitandola a valutare la possibilità di destinare il sodalizio al “nostro centro sociale” nell’interesse e per il bene della cittadinanza.”
Antonio Di Giovanni

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