Il metodo di Benitez è infallibile nelle coppe. Peccato che in campionato sia mancata la continuità

0

Benitez porta il Napoli ai quarti di Europa League dopo 26 anni. Era la primavera del 1989, trionfalmente conclusa con la conquista della Coppa Uefa da parte di Maradona e dei suoi compagni. È una strada che questa squadra vorrebbe ripercorrere, fino all’ultimo atto, la finale di Varsavia. È finita 0-0 sul campo della Dinamo Mosca, a sette giorni dal 3-1 al San Paolo. Sarebbe stata una tranquillissima serata se fossero stati più precisi gli attaccanti: un palo e una traversa nel primo quarto d’ora, poi nella ripresa il pallonetto di Higuain – servizio al millimetro del portiere Andujar – andato al di sopra della porta di Gabulov. Il risultato dell’andata è stato un fardello per i russi, che hanno chiuso la partita a metà ripresa, senza avere più energie fisiche e mentali per attaccare, anche perché Benitez aveva rinunciato al peso di Higuain e Gabbiadini per offrire protezione al Napoli e a un risultato prezioso perché sistema la squadra tra le prime 8 dell’Europa League 2015. E non è finita. Oggi si scoprirà l’avversaria nei quarti, in questa competizione gli azzurri possono battersi con tutti, anche perché c’è compattezza – evidentemente sostanziale, come conferma l’intervento di De Laurentiis post Verona – tra società, allenatore e squadra: questo aiuterà nei prossimi mesi. Benitez ha confermato la sua abilità nelle partite in cui tutto si decide in 90’, la conquista di un trofeo o il passaggio di un turno di coppa. Ma il Napoli non riesce ad avere la stessa intensità e la stessa attenzione in campionato. Troppi alti e bassi. Peccato. La disastrosa fine della Roma fa affiorare i rimpianti per la volata Champions perché se vi fosse stata maggiore continuità – zero punti nelle ultime tre trasferte e un punto negli ultimi 180’ – il Napoli si sarebbe trovato a ridosso dei giallorossi, alla pari della Lazio, la rivale per il secondo posto che dovrà presentarsi due volte al San Paolo, prima per la semifinale di Coppa Italia e poi per il confronto in campionato. Intanto c’è da rallegrarsi per questo risultato, un quarto di secolo dopo Diego, evento che l’Uefa ha ricordato proponendo un filmato di 2’ sulla notte della finale a Stoccarda e chiedendosi davanti alle foto di Higuain e Maradona: «Napoli, la strada verso la vittoria?». (Francesco De Luca – Il Mattino)

Benitez porta il Napoli ai quarti di Europa League dopo 26 anni. Era la primavera del 1989, trionfalmente conclusa con la conquista della Coppa Uefa da parte di Maradona e dei suoi compagni. È una strada che questa squadra vorrebbe ripercorrere, fino all’ultimo atto, la finale di Varsavia. È finita 0-0 sul campo della Dinamo Mosca, a sette giorni dal 3-1 al San Paolo. Sarebbe stata una tranquillissima serata se fossero stati più precisi gli attaccanti: un palo e una traversa nel primo quarto d’ora, poi nella ripresa il pallonetto di Higuain – servizio al millimetro del portiere Andujar – andato al di sopra della porta di Gabulov. Il risultato dell’andata è stato un fardello per i russi, che hanno chiuso la partita a metà ripresa, senza avere più energie fisiche e mentali per attaccare, anche perché Benitez aveva rinunciato al peso di Higuain e Gabbiadini per offrire protezione al Napoli e a un risultato prezioso perché sistema la squadra tra le prime 8 dell’Europa League 2015. E non è finita. Oggi si scoprirà l’avversaria nei quarti, in questa competizione gli azzurri possono battersi con tutti, anche perché c’è compattezza – evidentemente sostanziale, come conferma l’intervento di De Laurentiis post Verona – tra società, allenatore e squadra: questo aiuterà nei prossimi mesi. Benitez ha confermato la sua abilità nelle partite in cui tutto si decide in 90’, la conquista di un trofeo o il passaggio di un turno di coppa. Ma il Napoli non riesce ad avere la stessa intensità e la stessa attenzione in campionato. Troppi alti e bassi. Peccato. La disastrosa fine della Roma fa affiorare i rimpianti per la volata Champions perché se vi fosse stata maggiore continuità – zero punti nelle ultime tre trasferte e un punto negli ultimi 180’ – il Napoli si sarebbe trovato a ridosso dei giallorossi, alla pari della Lazio, la rivale per il secondo posto che dovrà presentarsi due volte al San Paolo, prima per la semifinale di Coppa Italia e poi per il confronto in campionato. Intanto c’è da rallegrarsi per questo risultato, un quarto di secolo dopo Diego, evento che l’Uefa ha ricordato proponendo un filmato di 2’ sulla notte della finale a Stoccarda e chiedendosi davanti alle foto di Higuain e Maradona: «Napoli, la strada verso la vittoria?». (Francesco De Luca – Il Mattino)