Europa League. Sacrificio e un pari d’oro, il Napoli vola ai quarti

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Il Napoli tra le otto regine d’Europa League: gli azzurri centrano i quarti di finale dopo 26 anni e possono guardare con fiducia ancora più lontano. Missione compiuta in Russia, il Napoli mostra grande solidità non rischiando nulla e completando con un pareggio senza gol il percorso avviato con il 3-1 dell’andata. Ottima tenuta difensiva, stavolta il lavoro in fase di non possesso è perfetto da parte di tutta la squadra e i difensori centrali quando sono chiamati in causa non mostrano incertezze, particolarmente incisivo soprattutto Britos, sia sui palloni alti che nelle chiusure. Una squadra equilibrata e con lo spirito giusto, capace di tenere a bada la Dinamo Mosca senza eccessive sofferenze e di pungere in attacco con pericolosità almeno in quattro-cinque occasioni senza però riuscire a finalizzare. Esame superato, una prestazione di carattere e d’intensità dopo il tonfo di Verona. Gli azzurri proseguono la striscia positiva in Europa dove confermano un’affidabilità completamente diversa nella tenuta difensiva rispetto al campionato. Partenza a razzo. Benitez sceglie la formazione con quattro attaccanti veri: Gabbiadini in appoggio a Higuain e Callejon e Mertens larghi. Tra i due centrocampisti c’è Jorginho che per caratteristiche è più portato a disegnare gioco. Un segnale chiaro che gli azzurri partono con l’idea di fare subito gioco palla a terra e di colpire in velocità. Infatti il Napoli comincia forte e in un quarto d’ora costruisce ben tre presupposti chiari per fare gol. La prima occasione è di Maggio, da calcio d’angolo: il capitano sbaglia il tempo per l’impatto di testa. La seconda chance se la costruisce da solo Mertens con un controllo e un tiro a giro che pizzica la parte alta della traversa. La terza è una giocata d’attacco classica del modulo di Rafa: filtrante per Jorginho a Callejon che manca il bersaglio grosso da due passi. Pressing alto. Il Napoli cerca di recuperare palla il prima possibile con il pressing alto che comincia già con il lavoro degli attaccanti. David Lopez ringhia su Valbuena, il fantasista francese che gioca tra le linee in appoggio a Kuranyi. Lo spagnolo protegge la coppia centrale difensiva, Abiol e Britos non sbandano mai. Perfetta l’occupazione degli spazi con il Napoli che concede solo qualcosa quando perde palla in impostazione. La Dinamo Mosca trova qualche varco in più sul lato di Maggio, sull’altra fascia Ghoulam quando può si propone per la spinta e tiene a bada il pericoloso Kokorin. Risveglio Dinamo. I russi in avvio di ripresa provano a fare qualcosa in più e a tenere maggiormente il pallino del gioco. Il Napoli così è costretto ad abbassarsi di qualche metro per difendere. Gli azzurri però tengono botta in fase difensiva, bloccando con efficacia tutte le situazioni di potenziale pericolo, soprattutto quelle sui cross dalle fasce sempre ben controllati. Con il passare dei minuti la Dinamo migliora nel giro palla e mette più pressione alla squadra di Benitez ma il Napoli regge anche se non riesce a pungere con efficacia nei ribaltamenti di fronte. Il miglior contropiede lo imposta Andujar con un lancio lungo preciso ma Higuain conferma di non essere nella sua serata migliore sbagliando a porta vuota dopo il dribbling al portiere russo. Un’altra palla gol se la divora Callejon e anche lo spagnolo conferma di non essere lucidissimo sotto porta in questa fase. Ma questo pareggio basta e avanza: il Napoli è nei quarti. E in Europa League può continuare a sognare. (Roberto Ventre – Il Mattino) 

Il Napoli tra le otto regine d’Europa League: gli azzurri centrano i quarti di finale dopo 26 anni e possono guardare con fiducia ancora più lontano. Missione compiuta in Russia, il Napoli mostra grande solidità non rischiando nulla e completando con un pareggio senza gol il percorso avviato con il 3-1 dell’andata. Ottima tenuta difensiva, stavolta il lavoro in fase di non possesso è perfetto da parte di tutta la squadra e i difensori centrali quando sono chiamati in causa non mostrano incertezze, particolarmente incisivo soprattutto Britos, sia sui palloni alti che nelle chiusure. Una squadra equilibrata e con lo spirito giusto, capace di tenere a bada la Dinamo Mosca senza eccessive sofferenze e di pungere in attacco con pericolosità almeno in quattro-cinque occasioni senza però riuscire a finalizzare. Esame superato, una prestazione di carattere e d'intensità dopo il tonfo di Verona. Gli azzurri proseguono la striscia positiva in Europa dove confermano un’affidabilità completamente diversa nella tenuta difensiva rispetto al campionato. Partenza a razzo. Benitez sceglie la formazione con quattro attaccanti veri: Gabbiadini in appoggio a Higuain e Callejon e Mertens larghi. Tra i due centrocampisti c’è Jorginho che per caratteristiche è più portato a disegnare gioco. Un segnale chiaro che gli azzurri partono con l’idea di fare subito gioco palla a terra e di colpire in velocità. Infatti il Napoli comincia forte e in un quarto d’ora costruisce ben tre presupposti chiari per fare gol. La prima occasione è di Maggio, da calcio d’angolo: il capitano sbaglia il tempo per l’impatto di testa. La seconda chance se la costruisce da solo Mertens con un controllo e un tiro a giro che pizzica la parte alta della traversa. La terza è una giocata d’attacco classica del modulo di Rafa: filtrante per Jorginho a Callejon che manca il bersaglio grosso da due passi. Pressing alto. Il Napoli cerca di recuperare palla il prima possibile con il pressing alto che comincia già con il lavoro degli attaccanti. David Lopez ringhia su Valbuena, il fantasista francese che gioca tra le linee in appoggio a Kuranyi. Lo spagnolo protegge la coppia centrale difensiva, Abiol e Britos non sbandano mai. Perfetta l’occupazione degli spazi con il Napoli che concede solo qualcosa quando perde palla in impostazione. La Dinamo Mosca trova qualche varco in più sul lato di Maggio, sull’altra fascia Ghoulam quando può si propone per la spinta e tiene a bada il pericoloso Kokorin. Risveglio Dinamo. I russi in avvio di ripresa provano a fare qualcosa in più e a tenere maggiormente il pallino del gioco. Il Napoli così è costretto ad abbassarsi di qualche metro per difendere. Gli azzurri però tengono botta in fase difensiva, bloccando con efficacia tutte le situazioni di potenziale pericolo, soprattutto quelle sui cross dalle fasce sempre ben controllati. Con il passare dei minuti la Dinamo migliora nel giro palla e mette più pressione alla squadra di Benitez ma il Napoli regge anche se non riesce a pungere con efficacia nei ribaltamenti di fronte. Il miglior contropiede lo imposta Andujar con un lancio lungo preciso ma Higuain conferma di non essere nella sua serata migliore sbagliando a porta vuota dopo il dribbling al portiere russo. Un'altra palla gol se la divora Callejon e anche lo spagnolo conferma di non essere lucidissimo sotto porta in questa fase. Ma questo pareggio basta e avanza: il Napoli è nei quarti. E in Europa League può continuare a sognare. (Roberto Ventre – Il Mattino)