Berlusconi, vertice contro i finiani La speranza è "strappargli" deputati

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Il governo mette a punto i temi per ritrovare l’unità
ma la convinzione è che a settembre Fini fonderà un partito

ROMA (18 agosto) – Berlusconi continua a dire che tutto è pronto, ma alla stesura definitiva dei 4-5 punti manca più di un passaggio. I temi sono noti: fisco, federalismo, giustizia, mezzogiorno e immigrazione. Questi sono i capitoli per costringere i finiani all’allineamento ed scongiurare una crisi di governo con tutto ciò che ne segue.

Venerdì è confermato il vertice con lo stato maggiore del Pdl. Si dovrebbe tenere a palazzo Grazioli, anche se qualcuno è ancora incerto sulla sede. Ci saranno i coordinatori, i capigruppo e alcuni ministri (Alfano e Matteoli, sicuri, in forse Frattini), oltre a Niccolò Ghedini e Gianni Alemanno. Il piatto forte, ovviamente, sarà il nodo Gianfranco Fini e i punti programmatici su cui verificare la tenuta della coalizione. La speranza non è quella di trovare un’intesa con l’ex leader di An – che, raccontano i fedelissimi, neanche cerca più, convinto com’è che a settembre sarà Fini a staccarsi fondando un partito – ma strappargli parlamentari.

Ecco perché le colombe insistono nell’ammorbidire i punti più delicati: giustizia e sicurezza-immigrazione su tutti. Il problema è che sulla giustizia Berlusconi vuole uno scudo che gli consenta di respingere l’assalto di quelli che definisce «pm politicizzati» se la Consulta dovesse bocciare il legittimo impedimento. E convincere i finiani non sarà facile. Ecco perché fra i ministri e i dirigenti più vicini a Berlusconi prevale il pessimismo: e qualcuno arriva a sperare che si voti il prima possibile, magari in novembre.

Insomma, le urne restano un’ipotesi concreta. Anche per questo, sabato, è previsto un vertice proprio sull’organizzazione del partito ed in particolare sui responsabili del voto che dovrebbero presidiare le 60mila sezioni elettorali. Insomma, nonostante ai sostenitori abbia detto che il governo «se la cavera» il premier si prepara al peggio.

Il Mattino di Napoli                                                                inserito da Michele Pappacoda