Pompei. Primo maggio porte aperte: il ministero gioca d’anticipo

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Pompei. Arriva l’ok dal ministero per l’apertura straordinaria degli scavi di Pompei il primo maggio. Slitta, invece, l’accordo per le aperture di Natale 2015 e Capodanno 2016. L’annuncio, accolto positivamente dai sindacati –che hanno sottoscritto ben volentieri l’intesa – e dai tour operator, arriva a margine dell’incontro che si è tenuto ieri in via del Collegio Romano tra i funzionari dei beni culturali e le parti sociali nazionali. La buona notizia fa accantonare le polemiche sollevate dagli imprenditori del settore sull’aumento di due euro del biglietto per l’ingresso alla «regina» dell’archeologica in occasione della mostra dei calchi. Dopo lo scandalo delle chiusure a sorpresa del sito archeologico a Natale 2014 e Capodanno 2015, il ministro Dario Franceschini – che sarà a Pompei venerdì in occasione della riapertura al pubblico della Villa dei Misteri dopo il restauro degli affreschi – ha voluto giocare d’anticipo, dando la possibilità agli agenti di viaggio di inserire la città archeologica nel pacchetto turistico del lungo ponte del primo maggio 2015. I fondi per le aperture straordinarie di Pompei, Ercolano, Stabia, Oplonti e del museo di Boscoreale saranno attinti dai residui del capitolato numero 1321 del 2014, del bilancio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ma solo per l’anno in corso. Rinviata ad un prossimo incontro, invece, la programmazione per le aperture straordinarie di Natale 2015 e primo gennaio 2016 che, però, potrebbero rientrare in un piano programmatico pluriennale. «Per il rilancio dell’immagine delle aree archeologiche – spiega il segretario della Cisl Antonio Pepe – è fondamentale l’attivazione di tutta una serie di progetti, come le aperture straordinarie dei siti archeologici, in grado di dare maggiore impulso all’indotto del turismo dell’arte». La Cisl, inoltre, suggerisce al ministero di dare visibilità a tutti i lavoratori del comparto beni culturali, coinvolgendo non solo gli addetti alla vigilanza, ma anche il personale amministrativo e gli addetti alla manutenzione, con progetti ad alto contenuto culturale che favoriscano l’incremento turistico e lo sviluppo dell’indotto economico di tutto il terziario territoriale. (Susy Malafronte – Il Mattino) 

Pompei. Arriva l’ok dal ministero per l’apertura straordinaria degli scavi di Pompei il primo maggio. Slitta, invece, l’accordo per le aperture di Natale 2015 e Capodanno 2016. L’annuncio, accolto positivamente dai sindacati –che hanno sottoscritto ben volentieri l’intesa – e dai tour operator, arriva a margine dell’incontro che si è tenuto ieri in via del Collegio Romano tra i funzionari dei beni culturali e le parti sociali nazionali. La buona notizia fa accantonare le polemiche sollevate dagli imprenditori del settore sull’aumento di due euro del biglietto per l’ingresso alla «regina» dell’archeologica in occasione della mostra dei calchi. Dopo lo scandalo delle chiusure a sorpresa del sito archeologico a Natale 2014 e Capodanno 2015, il ministro Dario Franceschini – che sarà a Pompei venerdì in occasione della riapertura al pubblico della Villa dei Misteri dopo il restauro degli affreschi – ha voluto giocare d’anticipo, dando la possibilità agli agenti di viaggio di inserire la città archeologica nel pacchetto turistico del lungo ponte del primo maggio 2015. I fondi per le aperture straordinarie di Pompei, Ercolano, Stabia, Oplonti e del museo di Boscoreale saranno attinti dai residui del capitolato numero 1321 del 2014, del bilancio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ma solo per l’anno in corso. Rinviata ad un prossimo incontro, invece, la programmazione per le aperture straordinarie di Natale 2015 e primo gennaio 2016 che, però, potrebbero rientrare in un piano programmatico pluriennale. «Per il rilancio dell’immagine delle aree archeologiche – spiega il segretario della Cisl Antonio Pepe – è fondamentale l’attivazione di tutta una serie di progetti, come le aperture straordinarie dei siti archeologici, in grado di dare maggiore impulso all’indotto del turismo dell’arte». La Cisl, inoltre, suggerisce al ministero di dare visibilità a tutti i lavoratori del comparto beni culturali, coinvolgendo non solo gli addetti alla vigilanza, ma anche il personale amministrativo e gli addetti alla manutenzione, con progetti ad alto contenuto culturale che favoriscano l’incremento turistico e lo sviluppo dell’indotto economico di tutto il terziario territoriale. (Susy Malafronte – Il Mattino)