Massa Lubrense Stop all’abbattimento di una casa dal TAR

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Massa Lubrense. Il Tribunale amministrativo regionale della Campania salva definitivamente una casa situata in collina e va a “sbugiardare” l’amministrazione comunale che intendeva giungere al più presto all’abbattimento dell’immobile che, stando a una recente ordinanza di abbattimento e ripristino dello stato dei luoghi, risultava fuorilegge. Stando ai controlli messi a segno dalla polizia municipale nel corso degli ultimi mesi, infatti, era spuntato l’avvio di interventi di ristrutturazione del manufatto. In una relazione, tra l’altro, si faceva riferimento a un presunto ampliamento dell’intera struttura che, di fatto, avrebbe comportato la necessità, a detta dell’ente municipale di largo Vescovado, di demolire in fretta tutto il casotto. Ma i proprietari del fabbricato, dopo aver impugnato il provvedimento “pro-ruspe” emesso anni fa dall’amministrazione del sindaco Leone Gargiulo, hanno dimostrato che l’immobile – acquistato negli anni Settanta – aveva le stesse dimensioni e che a cambiare erano soltanto le rifiniture. Ovvero, stando alle perizie e alle consulenze di parte messe a punto dalla famiglia, gli interventi edili messi a segno presso la propria struttura riguardavano solamente manutenzione straordinaria. E dunque niente ampliamento irregolare così come contestato inizialmente dal Comune di Massa Lubrense che si è visto annullare dal Tar della Campania l’ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi. (Salvatore Dare – Metropolis) 

Massa Lubrense. Il Tribunale amministrativo regionale della Campania salva definitivamente una casa situata in collina e va a “sbugiardare” l’amministrazione comunale che intendeva giungere al più presto all’abbattimento dell’immobile che, stando a una recente ordinanza di abbattimento e ripristino dello stato dei luoghi, risultava fuorilegge. Stando ai controlli messi a segno dalla polizia municipale nel corso degli ultimi mesi, infatti, era spuntato l’avvio di interventi di ristrutturazione del manufatto. In una relazione, tra l’altro, si faceva riferimento a un presunto ampliamento dell’intera struttura che, di fatto, avrebbe comportato la necessità, a detta dell’ente municipale di largo Vescovado, di demolire in fretta tutto il casotto. Ma i proprietari del fabbricato, dopo aver impugnato il provvedimento “pro-ruspe” emesso anni fa dall’amministrazione del sindaco Leone Gargiulo, hanno dimostrato che l’immobile – acquistato negli anni Settanta – aveva le stesse dimensioni e che a cambiare erano soltanto le rifiniture. Ovvero, stando alle perizie e alle consulenze di parte messe a punto dalla famiglia, gli interventi edili messi a segno presso la propria struttura riguardavano solamente manutenzione straordinaria. E dunque niente ampliamento irregolare così come contestato inizialmente dal Comune di Massa Lubrense che si è visto annullare dal Tar della Campania l’ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi. (Salvatore Dare – Metropolis)