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17/03/2015

Venerdì eclissi totale di sole, sarà visibile anche in Italia seppure non completa

Per quanto la scienza abbia chiarito il significato dell' eclissi solare, c'è ancora chi guarda con inquietudine l'imminente "bacio" tra Sole e Luna. Il prossimo venerdì, in coincidenza con l'arrivo della primavera, i più superstiziosi saranno certamente intimoriti dal "Sole nero" che farà capolino nei cieli in mattinata. Ma saranno davvero in pochi quelli che non si lasceranno affascinare da uno dei fenomeni astronomici più spettacolari e a portata d'occhio. Per l'Italia sarà certamente un eclissi più “soft”, cioè si noterà una leggerà diminuzione della luce solare. Sarà invece totale solo per i fortunati che potranno ammirarla dall'Atlantico settentrionale, dalle Isole Faeroer e dalle Isole Svalbard. Nel resto d'Europa, e quindi anche per il nostro Paese, l'eclissi sarà parziale. Gli scozzesi potranno osservare un oscuramento del disco solare del 97 per cento, ma la percentuale è destinata a calare man mano che si scende con la latitudine: 84 per cento su Londra, 81 L'Aia, il 75 Parigi, il 65 su Madrid. In Italia l'oscuramento sarà comunque superiore al 50 per cento. Tanto basta per poterla osservare con fotocamere, telescopi e binocoli, purché dotati degli appositi filtri a protezione della vista. «Anche se in Italia sarà solo parziale, sarà comunque un’eclissi ‘rilevante’, non ne vedremo di simili per molti anni», spiega Gianluca Masi, direttore del Planetario di Roma. Per la prossima eclissi solare, infatti, bisognerà aspettare altri 5 anni. Lo spettacolo inizierà intorno alle 9 e durerà circa due ore a seconda della località da cui lo si osserverà. I primi spettatori saranno i sardi, dove l'eclissi è prevista per le 9:16. Per un osservatore da Roma, la luna inizierà a coprire il Sole alle 9:23. A Milano, invece, bisognerà attendere un minuto in più (9:24) e a Napoli è prevista alle 9:25. Anche l'intensità dell'eclissi dipenderà dal punto di osservazione: chi vive a Nord, come ad esempio ad Aosta, potrà vedere il Sole oscurato per circa il 67 per cento; l'intensità diminuisce via via che si scende lungo lo Stivale. Nella Capitale, ad esempio, il Sole verrà coperto per il 53,8 per cento, mentre a Napoli solo per il 39,7 per cento. Il massimo dell'oscuramento si avrà attorno alle 10:30 - 10:40, mentre il fenomeno si concluderà alle 11:43, con l'uscita definitiva del nostro satellite dal disco solare. Per chi volesse alzare lo sguardo al cielo, la raccomandazione è quella di non farlo mai ad occhio nudo o con strumenti "caserecci". «Attenzione a guardare il Sole con metodi fai da te – avverte Paolo Volpini dell'Unione Astrofili Italiani (Uai) – soluzioni artigianali come i vetri affumicati o lastre radiografiche possono essere rischiosi». Meglio munirsi, quindi, di un paio di occhiali da saldatore con indice di protezione numero 14, oppure di occhialini che usano materiali (mylar o astrosolar) in grado di proteggere la vista. La stessa raccomandazione vale anche per chi ha intenzione di usare binocoli e telescopi. L'eclissi sarà un'occasione ghiotta anche per chi desiderasse fotografare il disco solare: dopo aver coperto l'obiettivo con il filtro più adeguato, potrà impostare la più grande lunghezza focale possibile, usando alte velocità di scatto per evitare foto mosse. In occasione del “Sole nero” sono previsti eventi in tutta Italia: dalle decine di Sun Party organizzati dall'Uai fino ai mini-satelliti Proba mobilitati dall'Agenzia Spaziale Europea (Esa) per seguire l'evento dallo spazio. L'Esa, in particolare, riprenderà l'eclissi da 800 chilometri di altezza. Le immagini verranno trasmesse a Terra nella sede di Noordwijk, nei Paesi Bassi, che rimarrà aperta al pubblico. Tuttavia, superstizioni a parte, c'è chi a ragion veduta vivrà l'evento con più apprensione. Si tratta dei gestori delle reti elettriche europee. L'eclissi potrebbe, infatti, «mettere a rischio l'approvvigionamento energetico europeo e la possibilità d'incidenti non può essere del tutto esclusa», secondo un rapporto congiunto della rete europea dei gestori di sistemi di trasmissione elettrica Entsoe. Secondo gli esperti, la ragione è l'incremento del fotovoltaico negli ultimi anni in Europa, attestato ora al 10,5 per cento di tutta l'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili. (Valentina Arcovio – Il Mattino)

Inserito da: Annalisa Cinque

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