Salerno. Giovane madre perde il bimbo all’ottavo mese di gravidanza. Medici del Ruggi sotto inchiesta

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Salerno. Era all’ottavo mese di gravidanza e tra fine marzo e inizio aprile avrebbe dovuto mettere alla luce un bambino. Ma quando domenica scorsa la giovane madre non ha sentito la “presenza” del neonato che aveva in grembo, insieme al marito si è precipitata in ospedale dove veniva appurato, dopo un esame, che quel bimbo era da ritenersi morto: scatta l’inchiesta (affidata al sostituto procuratore presso il Tribunale di Salerno Giovanni Paternoster) a carico di due medici del Ruggi, C.P. e M.L., ginecologo e assistente entrambi del nosocomio di via San Leonardo. Per loro l’ipotesi di reato è l’omicidio colposo. A presentare denuncia una giovane coppia salernitana (assistita dall’avvocato Michele Capano), residente a Pontecagnano Faiano. Lui 36 anni e lei 32. La donna era stata seguita in tutta la sua fase della gravidanza dal ginecologo dell’ospedale Ruggi, struttura sanitaria dove sono state effettuate radiografie e controlli periodici secondo lo scadenziario indicato dal professionista. Tanto che nel quarto-quinto mese di gravidanza, lo stesso medico aveva parlato alla coppia di alcune complicazioni sorte, come un “filo” che svolgeva un’azione di disturbo rispetto all’evoluzione della gravidanza. Non fornendo, però, alla giovane coppia «particolari raccomandazioni né prescrizioni». A febbraio, poi, la donna era stata sottoposta a ulteriore ecografia e lo stesso ginecologo avrebbe riferito alla coppia di non preoccuparsi. Domenica scorsa la tragedia: la 32enne salernitana ha segnalato al marito che non sentiva la presenza del bambino, come solitamente faceva. Quindi , intorno alle 14, entrambi si sono recati al nosocomio di via San Leonardo. Presso il reparto di ginecologia, dove avevano sempre svolto le visite, in seguito a un esame i medici hanno riferito prima che il cuore del bambino non batteva e che, dunque, doveva ritenersi morto. Lunedì scorso la denuncia ai carabinieri della Stazione di Mercatello, che hanno provveduto a sequestrare le cartelle cliniche della giovane madre e informare il sostituto procuratore Paternoster che ha aperto un’inchiesta a carico dei due professionisti, entrambi difesi dall’avvocato Mariano Salvio. Venerdì mattina, invece, la procura ha nominato un medico legale per l’autopsia su corpo del nascituro, esame (irripetibile) effettuato immediatamente presso l’obitorio del San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona e per il cui esito il consulente ha chiesto sessanta giorni di tempo per risalire alle cause del decesso. In base a quella relazione, gli inquirenti dovranno verificare se ci sono responsabilità mediche in relazione soprattutto a raccomandazioni circa la gestione della gravidanza che non siano state fornite o a monitoraggi che non siano stati svolti, oppure a farmaci che non sono stati prescritti. La giovane coppia si è affidata all’avvocato Michele Capano per ottenere giustizia anche in virtù del dramma «che noi e la nostra famiglia stiamo vivendo da quando abbiamo saputo di aver perso quel bambino». (Alfredo Boccia – Metropolis)  

Salerno. Era all’ottavo mese di gravidanza e tra fine marzo e inizio aprile avrebbe dovuto mettere alla luce un bambino. Ma quando domenica scorsa la giovane madre non ha sentito la “presenza” del neonato che aveva in grembo, insieme al marito si è precipitata in ospedale dove veniva appurato, dopo un esame, che quel bimbo era da ritenersi morto: scatta l’inchiesta (affidata al sostituto procuratore presso il Tribunale di Salerno Giovanni Paternoster) a carico di due medici del Ruggi, C.P. e M.L., ginecologo e assistente entrambi del nosocomio di via San Leonardo. Per loro l’ipotesi di reato è l’omicidio colposo. A presentare denuncia una giovane coppia salernitana (assistita dall’avvocato Michele Capano), residente a Pontecagnano Faiano. Lui 36 anni e lei 32. La donna era stata seguita in tutta la sua fase della gravidanza dal ginecologo dell’ospedale Ruggi, struttura sanitaria dove sono state effettuate radiografie e controlli periodici secondo lo scadenziario indicato dal professionista. Tanto che nel quarto-quinto mese di gravidanza, lo stesso medico aveva parlato alla coppia di alcune complicazioni sorte, come un “filo” che svolgeva un’azione di disturbo rispetto all’evoluzione della gravidanza. Non fornendo, però, alla giovane coppia «particolari raccomandazioni né prescrizioni». A febbraio, poi, la donna era stata sottoposta a ulteriore ecografia e lo stesso ginecologo avrebbe riferito alla coppia di non preoccuparsi. Domenica scorsa la tragedia: la 32enne salernitana ha segnalato al marito che non sentiva la presenza del bambino, come solitamente faceva. Quindi , intorno alle 14, entrambi si sono recati al nosocomio di via San Leonardo. Presso il reparto di ginecologia, dove avevano sempre svolto le visite, in seguito a un esame i medici hanno riferito prima che il cuore del bambino non batteva e che, dunque, doveva ritenersi morto. Lunedì scorso la denuncia ai carabinieri della Stazione di Mercatello, che hanno provveduto a sequestrare le cartelle cliniche della giovane madre e informare il sostituto procuratore Paternoster che ha aperto un’inchiesta a carico dei due professionisti, entrambi difesi dall’avvocato Mariano Salvio. Venerdì mattina, invece, la procura ha nominato un medico legale per l’autopsia su corpo del nascituro, esame (irripetibile) effettuato immediatamente presso l’obitorio del San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona e per il cui esito il consulente ha chiesto sessanta giorni di tempo per risalire alle cause del decesso. In base a quella relazione, gli inquirenti dovranno verificare se ci sono responsabilità mediche in relazione soprattutto a raccomandazioni circa la gestione della gravidanza che non siano state fornite o a monitoraggi che non siano stati svolti, oppure a farmaci che non sono stati prescritti. La giovane coppia si è affidata all’avvocato Michele Capano per ottenere giustizia anche in virtù del dramma «che noi e la nostra famiglia stiamo vivendo da quando abbiamo saputo di aver perso quel bambino». (Alfredo Boccia – Metropolis)