Luca Toni spietato: «Vittoria meritata, avevamo più fame di loro»

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Il più vecchio di sicuro: 38 anni a maggio. Forse, ancora il più bravo. Luca Toni si avvita per due volte l’orecchio e nel contempo svita il povero Napoli. Benitez e i suoi speravano di non vederlo in presa diretta ma lo show del numero nove del Verona ha messo in ginocchio il Napoli. Pensate: era dal novembre del 2003 che Toni non faceva gol al Napoli: a quei tempi gli azzurri erano in serie B, lui giocava al Palermo e mise a segno un’altra doppietta col povero Manitta in porta. Lo show di Luca Toni, a un passo dal diventare un bomber azzurro nell’estate nel 2010, ha mandato ko il Napoli. Per fortuna, non in frantumi il sogno Champions. L’ultima perla è un sinistro a beffare i difensori azzurri, la penultima è un atto di forza, magari pure viziato da una vistosa spallata all’ingenuo Mesto. Scegliere il colpo più bello è operazione assai complessa. La doppietta col Napoli ha lanciato l’attaccante del Verona al terzo posto della classifica marcatori: ha scavalcato persino Dybala che vale già tanti milioni e ha una carriera davanti. Toni la sua carriera l’ha già fatta, vincendo anche un Mondiale. Ha segnato sette gol in 6 partite: è già a 13. E forse non smette: «Deciderò dopo le vacanze», ammette l’intramontabile. Quelli del Verona avevano una voglia matta di vendicarsi delle tre pesantissime sconfitte subite dal Napoli negli ultimi scontri diretti: «È vero, era una cosa insopportabile. È stata la nostra rivincita». Una gioia immensa che lo porta a mettere tutto in discussione. Compreso quell’addio che sembrava scontato. «Il prossimo anno? Prima me ne vado in vacanza con la famiglia, poi decideremo». Continuando così, è facile che possa andare ancora avanti. Lo dice anche Mandorlini: «Davanti abbiamo un fenomeno. Secondo me un altro anno può giocare: l’anno scorso è arrivato a 20 gol, è un grande campione e un grande uomo, un riferimento per tutti. Deciderà lui con calma». A Verona fanno due conti: ha superato un mito di queste parti, Mascetti. «Venivamo da 3 brutte partite contro di loro, con 14 gol subiti: volevamo fare una grande gara e abbiamo lottato su tutti i palloni, ci è anche andata bene. Sono stato contento di non aver trovato Higuain davanti, ma sono cose che spettano all’allenatore. Io sono solo contento di aver fatto questi due gol e aver vinto». Con il Verona che si lascia alle spalle anche l’Empoli e agguanta l’Udinese: «Questi risultati positivi ci hanno dato entusiasmo: siamo un bel gruppo, siamo usciti da un momento buio in cui non vogliamo tornare». Parla del Napoli: «Credo che sia rimasto sorpreso dalla nostra aggressività e dalla nostra voglia di vincere. Noi volevamo questi tre punti e siamo felici di averli conquistati». Sorride. «Abbiamo fatto una bella partita, questo è un risultato per noi fondamentale. All’andata abbiamo preso 6 gol, siamo tornati a casa senza dire nulla aspettando di prenderci la nostra rivincita. Una squadra come la nostra, quando gioca contro una grande come il Napoli deve per forze stringere i denti e moltiplicare le proprie forze. Noi siamo stati bravi. La salvezza? Ci vuole ancora un piccolo sforzo». Toni sorride. Il marchio alla fatal Verona è tutto il suo. (Pino Taormina – Il Mattino) 

Il più vecchio di sicuro: 38 anni a maggio. Forse, ancora il più bravo. Luca Toni si avvita per due volte l'orecchio e nel contempo svita il povero Napoli. Benitez e i suoi speravano di non vederlo in presa diretta ma lo show del numero nove del Verona ha messo in ginocchio il Napoli. Pensate: era dal novembre del 2003 che Toni non faceva gol al Napoli: a quei tempi gli azzurri erano in serie B, lui giocava al Palermo e mise a segno un'altra doppietta col povero Manitta in porta. Lo show di Luca Toni, a un passo dal diventare un bomber azzurro nell'estate nel 2010, ha mandato ko il Napoli. Per fortuna, non in frantumi il sogno Champions. L'ultima perla è un sinistro a beffare i difensori azzurri, la penultima è un atto di forza, magari pure viziato da una vistosa spallata all'ingenuo Mesto. Scegliere il colpo più bello è operazione assai complessa. La doppietta col Napoli ha lanciato l'attaccante del Verona al terzo posto della classifica marcatori: ha scavalcato persino Dybala che vale già tanti milioni e ha una carriera davanti. Toni la sua carriera l'ha già fatta, vincendo anche un Mondiale. Ha segnato sette gol in 6 partite: è già a 13. E forse non smette: «Deciderò dopo le vacanze», ammette l'intramontabile. Quelli del Verona avevano una voglia matta di vendicarsi delle tre pesantissime sconfitte subite dal Napoli negli ultimi scontri diretti: «È vero, era una cosa insopportabile. È stata la nostra rivincita». Una gioia immensa che lo porta a mettere tutto in discussione. Compreso quell'addio che sembrava scontato. «Il prossimo anno? Prima me ne vado in vacanza con la famiglia, poi decideremo». Continuando così, è facile che possa andare ancora avanti. Lo dice anche Mandorlini: «Davanti abbiamo un fenomeno. Secondo me un altro anno può giocare: l'anno scorso è arrivato a 20 gol, è un grande campione e un grande uomo, un riferimento per tutti. Deciderà lui con calma». A Verona fanno due conti: ha superato un mito di queste parti, Mascetti. «Venivamo da 3 brutte partite contro di loro, con 14 gol subiti: volevamo fare una grande gara e abbiamo lottato su tutti i palloni, ci è anche andata bene. Sono stato contento di non aver trovato Higuain davanti, ma sono cose che spettano all’allenatore. Io sono solo contento di aver fatto questi due gol e aver vinto». Con il Verona che si lascia alle spalle anche l'Empoli e agguanta l'Udinese: «Questi risultati positivi ci hanno dato entusiasmo: siamo un bel gruppo, siamo usciti da un momento buio in cui non vogliamo tornare». Parla del Napoli: «Credo che sia rimasto sorpreso dalla nostra aggressività e dalla nostra voglia di vincere. Noi volevamo questi tre punti e siamo felici di averli conquistati». Sorride. «Abbiamo fatto una bella partita, questo è un risultato per noi fondamentale. All'andata abbiamo preso 6 gol, siamo tornati a casa senza dire nulla aspettando di prenderci la nostra rivincita. Una squadra come la nostra, quando gioca contro una grande come il Napoli deve per forze stringere i denti e moltiplicare le proprie forze. Noi siamo stati bravi. La salvezza? Ci vuole ancora un piccolo sforzo». Toni sorride. Il marchio alla fatal Verona è tutto il suo. (Pino Taormina – Il Mattino)