Dopo la sconfitta con il Verona, per il Napoli la Champions è a rischio

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Un autentico disastro. Il Napoli affonda a Verona. Azzurri non pervenuti al Bentegodi, la più brutta partita dell’anno, forse la più brutta in assoluto con la gestione Benitez. Ora la lotta Champions League si fa sempre più difficile: il primo obiettivo è più che mai conservare il terzo posto. Sbaglia tutto Benitez, nervosissimo come non mai in panchina: azzurri travolti dalla forza d’urto dei gialloblù. Un appuntamento da non fallire per la corsa alla Champions League che il Napoli affronta nel peggior modo possibile e cioè senza lo spirito battagliero per fronteggiare un Verona letteralmente invasato. Scelte infelici di Rafa, a cominciare dall’esclusione iniziale di Higuain, per proseguire con quelle di Callejon e Gabbiadini: tutti e tre entrano solo nel finale quando i giochi ormai sono fatti. Il Napoli perde ogni duello, in ogni zona del campo, inguardabili praticamente tutti, autentici fantasmi Mesto, De Guzman, Ghoulam, David Lopez e via via tutti gli altri, da Hamsik a Zapata. Squadra priva di carattere e di energie, svuotata e che paga in maniera clamorosa i tanti impegni su più fronti. Tre sconfitte nelle ultime tre trasferte, quattro punti nelle ultime cinque partite, una media da retrocessione, altro che da Champions League. All’avvio Napoli svagato, Verona subito con la testa sul manubrio a spingere sui pedali: approccio da dimenticare degli azzurri, forsennati invece gli uomini di Mandorlini. I gialloblù aggrediscono a tutto campo, pressano sui difensori azzurri, recuperano palla e spingono sulle fasce. Il Napoli fa fatica a reggere l’urto e subisce la pressione dei giallobù e nella prima mezz’ora non riesce a costruire nessuna palla gol. Partita subito nervosa, il Verona la mette sul piano dell’agonismo, l’immagine è Luca Toni, autore di una doppietta e agonisticamente cattivo fino all’ultimo secondo quando a partita già vinta entra duro su Ghoulam, ormai fuori dal campo. Con il passare dei minuti la tensione sale: alla fine il bilancio è di un espulso, Sala del Verona, e ben undici ammoniti. Il Verona passa in vantaggio dopo sette minuti con Toni. Il campione del Mondo in Germania si libera di forza di Mesto, spintonandolo via e facendolo finire su Andjar, poi deposita a porta vuota: vibranti le proteste degli azzurri. In campo è lotta vera su ogni palla, il Verona ci mette impeto ed intensità, il Napoli perde i duelli in tutte le zone del campo. Non funziona nulla, ma proprio nulla. Il Verona sfonda sia sulla destra con Jankovic che mette alle corde Ghoulam, sia sulla sinistra dove Mesto viene lasciato più volte sul posto da Gomez. Responsabilità dei terzini di fascia, ovviamente, ma anche degli esterni De Guzman e Mertens che garantiscono poco o nulla in fase di copertura. I pericoli nascono quasi tutti dalle sovrapposizioni gialloblù sulle fasce, al centro dell’area piovono palloni pericolosi a ripetizione, Albiol e Britos vanno spesso in affanno. Gli azzurri provano ad alzare la testa e arriva l’unico vero pericolo firmato Zapata con salvataggio sulla linea di Rodriguez. Il Napoli riparte ancora peggio nella ripresa. Il Verona raddoppia in contropiede, recupera palla e riparte, Halfredsson s’infila nella prateria e Toni tutto solo fa il bis. La squadra di Mandorlini è animata da una furia agonistica straordinaria, il Napoli è scarico e poco convinto su ogni situazione di gioco. L’unico lampo, il palo di Gabbiadini. Null’altro. Gli azzurri non riescono a reagire e a mettere in difficoltà gli avversari che con il passare dei minuti moltiplicano le forze, si difendono con i denti e ripartono sempre con efficacia. Il Napoli è alle corde, spento, privo di energie fisiche e mentali, sempre in ritardo gli azzurri, superati su ogni pallone in un clima sempre più da corrida anche per l’abituale ostilità ambientale al Bentegodi. Il Verona stravince, gli azzurri sprofondano e complicano sempre più la corsa alla Champions League. (Roberto Ventre – Il Mattino) 

Un autentico disastro. Il Napoli affonda a Verona. Azzurri non pervenuti al Bentegodi, la più brutta partita dell'anno, forse la più brutta in assoluto con la gestione Benitez. Ora la lotta Champions League si fa sempre più difficile: il primo obiettivo è più che mai conservare il terzo posto. Sbaglia tutto Benitez, nervosissimo come non mai in panchina: azzurri travolti dalla forza d'urto dei gialloblù. Un appuntamento da non fallire per la corsa alla Champions League che il Napoli affronta nel peggior modo possibile e cioè senza lo spirito battagliero per fronteggiare un Verona letteralmente invasato. Scelte infelici di Rafa, a cominciare dall'esclusione iniziale di Higuain, per proseguire con quelle di Callejon e Gabbiadini: tutti e tre entrano solo nel finale quando i giochi ormai sono fatti. Il Napoli perde ogni duello, in ogni zona del campo, inguardabili praticamente tutti, autentici fantasmi Mesto, De Guzman, Ghoulam, David Lopez e via via tutti gli altri, da Hamsik a Zapata. Squadra priva di carattere e di energie, svuotata e che paga in maniera clamorosa i tanti impegni su più fronti. Tre sconfitte nelle ultime tre trasferte, quattro punti nelle ultime cinque partite, una media da retrocessione, altro che da Champions League. All’avvio Napoli svagato, Verona subito con la testa sul manubrio a spingere sui pedali: approccio da dimenticare degli azzurri, forsennati invece gli uomini di Mandorlini. I gialloblù aggrediscono a tutto campo, pressano sui difensori azzurri, recuperano palla e spingono sulle fasce. Il Napoli fa fatica a reggere l'urto e subisce la pressione dei giallobù e nella prima mezz'ora non riesce a costruire nessuna palla gol. Partita subito nervosa, il Verona la mette sul piano dell'agonismo, l'immagine è Luca Toni, autore di una doppietta e agonisticamente cattivo fino all'ultimo secondo quando a partita già vinta entra duro su Ghoulam, ormai fuori dal campo. Con il passare dei minuti la tensione sale: alla fine il bilancio è di un espulso, Sala del Verona, e ben undici ammoniti. Il Verona passa in vantaggio dopo sette minuti con Toni. Il campione del Mondo in Germania si libera di forza di Mesto, spintonandolo via e facendolo finire su Andjar, poi deposita a porta vuota: vibranti le proteste degli azzurri. In campo è lotta vera su ogni palla, il Verona ci mette impeto ed intensità, il Napoli perde i duelli in tutte le zone del campo. Non funziona nulla, ma proprio nulla. Il Verona sfonda sia sulla destra con Jankovic che mette alle corde Ghoulam, sia sulla sinistra dove Mesto viene lasciato più volte sul posto da Gomez. Responsabilità dei terzini di fascia, ovviamente, ma anche degli esterni De Guzman e Mertens che garantiscono poco o nulla in fase di copertura. I pericoli nascono quasi tutti dalle sovrapposizioni gialloblù sulle fasce, al centro dell'area piovono palloni pericolosi a ripetizione, Albiol e Britos vanno spesso in affanno. Gli azzurri provano ad alzare la testa e arriva l'unico vero pericolo firmato Zapata con salvataggio sulla linea di Rodriguez. Il Napoli riparte ancora peggio nella ripresa. Il Verona raddoppia in contropiede, recupera palla e riparte, Halfredsson s'infila nella prateria e Toni tutto solo fa il bis. La squadra di Mandorlini è animata da una furia agonistica straordinaria, il Napoli è scarico e poco convinto su ogni situazione di gioco. L'unico lampo, il palo di Gabbiadini. Null'altro. Gli azzurri non riescono a reagire e a mettere in difficoltà gli avversari che con il passare dei minuti moltiplicano le forze, si difendono con i denti e ripartono sempre con efficacia. Il Napoli è alle corde, spento, privo di energie fisiche e mentali, sempre in ritardo gli azzurri, superati su ogni pallone in un clima sempre più da corrida anche per l'abituale ostilità ambientale al Bentegodi. Il Verona stravince, gli azzurri sprofondano e complicano sempre più la corsa alla Champions League. (Roberto Ventre – Il Mattino) 

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