TUTELA – VALORIZZAZIONE E PROMOZIONE DEL SITO ARCHEOLOGICO VILLA POLLIO FELICE A SORRENTO

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SONO TRASCORSI OTTO MESI DA QUANDO E’ STATO PRESENTATO IL PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE   DEGLI ARCHITETTI FRANCESCO BOCCHINO , CARLO DE ANGELIS, ROSARIA CARRESE CIRILLO, MA FINO AD OGGI NULLA è CAMBIATO, L’ESTATE 2015 è ALLE PORTE, TUTTO RESTERà IN BALIA DI LIBERI BAGNANTI?

© Carlo De Angelis . Pubblicata il 21 Luglio 2014.

Negli ultimi anni si sta affermando una nuova visione del ruolo economico delle risorse culturali ed ambientali: non più una semplice posta dell’attivo patrimoniale del Paese, ma un “capitale” a disposizione per produrre valore, reddito e occupazione.

© Carlo De Angelis . Pubblicata il 21 Luglio 2014.

 

La Villa di Pollio Felice è un caso emblematico di potenziale economico non valorizzato e quindi non sfruttato. In tal senso il sito archeologico si presta ad essere trasformato da valore del patrimonio pubblico a fattore di produzione di una ricchezza (pubblica) in termini di sviluppo locale. In generale, la politica dei beni culturali italiana ha sofferto, per lungo tempo, di una posizione marginale e tradizionale nell’ambito dell’intervento pubblico: si è operato prevalentemente in un’ottica di conservazione (azioni di valorizzazione in senso stretto), prestando scarsa attenzione alla fruizione ed alla valorizzazione in senso ampio.

© Carlo De Angelis . Pubblicata il 21 Luglio 2014.

 

Le evoluzioni del processo di valorizzazione dei beni culturali possono ricondursi sia a fenomeni sociali e culturali recenti, sia ad alcuni interventi di carattere normativo e programmatico. In particolare, appare opportuno segnalare i seguenti aspetti: ? la domanda di turismo culturale e la relativa spesa svolgono un ruolo sempre più importante per lo sviluppo del reddito nelle aree di insediamento e in quelle limitrofe, le attività indotte dalla fruizione dei beni culturali costituiscono una realtà in forte espansione; ? l’area di attrazione dei beni culturali si è estesa e la quota prevalente dei visitatori è costituita ormai da non residenti, turisti ed escursionisti; ? il varo definitivo del Decreto Legislativo 490/99, Testo Unico in materia di beni culturali e ambientali ha favorito uno snellimento delle procedure burocratiche per la restaurazione e la conservazione dei beni culturali; ? la programmazione dei fondi comunitari 2000 – 2006 (PSM – Piano di Sviluppo del Mezzogiorno, QCS – Quadro Comunitario di Sostegno, POR) ha dedicato un Asse specifico ai beni culturali (ASSE II – Risorse Culturali) finalizzato al miglioramento e all’“aggiornamento” delle modalità di fruizione degli stessi. La valorizzazione in senso ampio impone l’innesco e la realizzazione di un processo complesso, in particolare se orientata al rafforzamento delle economie locali e punta a: – bilanciare obiettivi potenzialmente antitetici (tutela, conservazione, crescita impatto occupazionale, crescita del reddito); – favorire la connessione tra attività specifiche del processo di valorizzazione dei beni culturali con attività considerate esterne, se non estranee, a tale processo (attività promozionali, servizi di ristorazione, ospitalità diffusa, flussi turistici “non culturali”,…); – individuare e realizzare un obiettivo d’area, sintesi di interessi di soggetti diversi, favorendo implicitamente comportamenti collaborativi; – stabilire l’adesione consapevole, dei diversi agenti, ad un progetto comune. E’ appunto in un’ottica di valorizzazione in senso ampio che si muove la presente proposta progettuale. Essa è mossa dalla volontà di migliorare e amplificare l’utilizzo di una risorsa locale attualmente poco conosciuta, di indubbio interesse storico-archeologico. I “beni culturali” si collocano infatti in una nicchia del mercato caratterizzata dalla loro irriproducibilità. Le aree che contengono queste risorse assumono una posizione di tipo monopolistico che le mette, in qualche modo, al riparo da quelle forme accentuate di competitività che si riscontrano, con l’allargamento dei mercati, negli altri settori. Il che, anche se con modalità diverse, può valere anche per gran parte delle attività della filiera culturale, in particolare per i prodotti ed i servizi caratterizzati da un alto contenuto di scienza (come i settori high-tech) o di creatività (come la produzione “artistica” del “made in Italy”).

© Carlo De Angelis . Pubblicata il 21 Luglio 2014.

 

© Carlo De Angelis . Pubblicata il 21 Luglio 2014.

 

 

 

 

SONO TRASCORSI OTTO MESI DA QUANDO E' STATO PRESENTATO IL PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE   DEGLI ARCHITETTI FRANCESCO BOCCHINO , CARLO DE ANGELIS, ROSARIA CARRESE CIRILLO, MA FINO AD OGGI NULLA è CAMBIATO, L'ESTATE 2015 è ALLE PORTE, TUTTO RESTERà IN BALIA DI LIBERI BAGNANTI?

Francesco Bocchino , Carlo De Angelis, Rosaria Carrese Cirillo  — TUTELA - VALORIZZAZIONE E PROMOZIONE DEL SITO ARCHEOLOGICO VILLA POLLIO FELICE A SORRENTO

© Carlo De Angelis . Pubblicata il 21 Luglio 2014.

Negli ultimi anni si sta affermando una nuova visione del ruolo economico delle risorse culturali ed ambientali: non più una semplice posta dell’attivo patrimoniale del Paese, ma un “capitale” a disposizione per produrre valore, reddito e occupazione.

Francesco Bocchino , Carlo De Angelis, Rosaria Carrese Cirillo  — TUTELA - VALORIZZAZIONE E PROMOZIONE DEL SITO ARCHEOLOGICO VILLA POLLIO FELICE A SORRENTO

© Carlo De Angelis . Pubblicata il 21 Luglio 2014.

 

La Villa di Pollio Felice è un caso emblematico di potenziale economico non valorizzato e quindi non sfruttato. In tal senso il sito archeologico si presta ad essere trasformato da valore del patrimonio pubblico a fattore di produzione di una ricchezza (pubblica) in termini di sviluppo locale. In generale, la politica dei beni culturali italiana ha sofferto, per lungo tempo, di una posizione marginale e tradizionale nell’ambito dell’intervento pubblico: si è operato prevalentemente in un’ottica di conservazione (azioni di valorizzazione in senso stretto), prestando scarsa attenzione alla fruizione ed alla valorizzazione in senso ampio.

Francesco Bocchino , Carlo De Angelis, Rosaria Carrese Cirillo  — TUTELA - VALORIZZAZIONE E PROMOZIONE DEL SITO ARCHEOLOGICO VILLA POLLIO FELICE A SORRENTO

© Carlo De Angelis . Pubblicata il 21 Luglio 2014.

 

Le evoluzioni del processo di valorizzazione dei beni culturali possono ricondursi sia a fenomeni sociali e culturali recenti, sia ad alcuni interventi di carattere normativo e programmatico. In particolare, appare opportuno segnalare i seguenti aspetti: ? la domanda di turismo culturale e la relativa spesa svolgono un ruolo sempre più importante per lo sviluppo del reddito nelle aree di insediamento e in quelle limitrofe, le attività indotte dalla fruizione dei beni culturali costituiscono una realtà in forte espansione; ? l’area di attrazione dei beni culturali si è estesa e la quota prevalente dei visitatori è costituita ormai da non residenti, turisti ed escursionisti; ? il varo definitivo del Decreto Legislativo 490/99, Testo Unico in materia di beni culturali e ambientali ha favorito uno snellimento delle procedure burocratiche per la restaurazione e la conservazione dei beni culturali; ? la programmazione dei fondi comunitari 2000 – 2006 (PSM – Piano di Sviluppo del Mezzogiorno, QCS – Quadro Comunitario di Sostegno, POR) ha dedicato un Asse specifico ai beni culturali (ASSE II – Risorse Culturali) finalizzato al miglioramento e all’“aggiornamento” delle modalità di fruizione degli stessi. La valorizzazione in senso ampio impone l’innesco e la realizzazione di un processo complesso, in particolare se orientata al rafforzamento delle economie locali e punta a: – bilanciare obiettivi potenzialmente antitetici (tutela, conservazione, crescita impatto occupazionale, crescita del reddito); – favorire la connessione tra attività specifiche del processo di valorizzazione dei beni culturali con attività considerate esterne, se non estranee, a tale processo (attività promozionali, servizi di ristorazione, ospitalità diffusa, flussi turistici “non culturali”,…); – individuare e realizzare un obiettivo d’area, sintesi di interessi di soggetti diversi, favorendo implicitamente comportamenti collaborativi; – stabilire l’adesione consapevole, dei diversi agenti, ad un progetto comune. E’ appunto in un’ottica di valorizzazione in senso ampio che si muove la presente proposta progettuale. Essa è mossa dalla volontà di migliorare e amplificare l’utilizzo di una risorsa locale attualmente poco conosciuta, di indubbio interesse storico-archeologico. I “beni culturali” si collocano infatti in una nicchia del mercato caratterizzata dalla loro irriproducibilità. Le aree che contengono queste risorse assumono una posizione di tipo monopolistico che le mette, in qualche modo, al riparo da quelle forme accentuate di competitività che si riscontrano, con l’allargamento dei mercati, negli altri settori. Il che, anche se con modalità diverse, può valere anche per gran parte delle attività della filiera culturale, in particolare per i prodotti ed i servizi caratterizzati da un alto contenuto di scienza (come i settori high-tech) o di creatività (come la produzione “artistica” del “made in Italy”).

Francesco Bocchino , Carlo De Angelis, Rosaria Carrese Cirillo  — TUTELA - VALORIZZAZIONE E PROMOZIONE DEL SITO ARCHEOLOGICO VILLA POLLIO FELICE A SORRENTO

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