Il Quantitative Easing spiegato al vicino della porta accanto: rischi e opportunità.

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(di Giulia Asprino) – L’espressione “quantitative easing” vuol dire letteralmente alleggerimento quantitativo. E’ una manovra economica adoperata dalle banche centrali dei diversi paesi per “creare nuova moneta” e ridurre il costo di indebitamento di uno stato. Una banca centrale (es. BCE, Federal Reserve, Bank of England) può ricorrere al quantitative easing per il salvataggio degli istituti di credito (banche, società finanziarie) eliminando dal mercato titoli tossici con elevati gradi di rischio e fornendo un’iniezione di liquidità al sistema. Nel caso particolare dell’Europa, la BCE acquisterà sessanta milioni di euro IN TITOLI, considerati tossici, dalle banche dei diversi paesi. Comprerà titoli sul mercato secondario, NON dai governi o dalle aziende. E’ una sorta di riciclaggio di moneta “sporca”, per crearne altra “pulita”, in modo da depurare i bilanci degli istituti creditizi e iniettando nuova liquidità, che potrà essere messa a disposizione delle famiglie e delle imprese. Almeno questo è quello che dovrebbe avvenire in teoria.

Il sistema delle banche è un SOTTOSISTEMA economico e fornire liquidità a esse non sempre vuol dire fornirla all’economia reale. Il quantitative easing, in uno scenario simile, viene trasformato in un’ arma a doppio taglio: le banche possono decidere di non trasmettere la liquidià a famiglie e piccole/medie imprese, riversandola completamente sui mercati finanziari. In una simile ipotesi, i consumi e gli investimenti non vengono stimolati, non può esserci alcun effetto positivo sull’inflazione, il giro di affari delle banche viene ulteriormente incrementato e l’alleggerimento quantitativo tende a rivalutare gli asset per chi ne è già in possesso, acuìendo il divario tra ricchi e poveri.

Perchè una banca non potrebbe mettere a disposizione la propria liquidità? Le banche possono scegliere di depositare direttamente la nuova liquidità ottenuta presso la banca centrale per godere di un tasso d’interesse molto poco remunerativo, ma privo di rischi. Purtroppo Mario Draghi (presidente della BCE) si è dovuto piegare ancora una volta alla Germania, la quale ha proposto alla banche centrali nazionali di acquistare i propri debiti, in modo che i paesi “virtuosi” non siano chiamati a subire le perdite causate da eventuali default (fallimenti).

Diversamente la BCE, per tamponare questo disequilibrio, può introdurre la condizione che le banche riutilizzino la liquidità in modo da acquistare titoli di stato a cinque anni a tasso zero, finanziando il bilancio pubblico. Una vera e propria chimera chiamata a riassettare l’economia reale di un paese ormai alla deriva.

 

(di Giulia Asprino) – L'espressione "quantitative easing" vuol dire letteralmente alleggerimento quantitativo. E' una manovra economica adoperata dalle banche centrali dei diversi paesi per "creare nuova moneta" e ridurre il costo di indebitamento di uno stato. Una banca centrale (es. BCE, Federal Reserve, Bank of England) può ricorrere al quantitative easing per il salvataggio degli istituti di credito (banche, società finanziarie) eliminando dal mercato titoli tossici con elevati gradi di rischio e fornendo un'iniezione di liquidità al sistema. Nel caso particolare dell'Europa, la BCE acquisterà sessanta milioni di euro IN TITOLI, considerati tossici, dalle banche dei diversi paesi. Comprerà titoli sul mercato secondario, NON dai governi o dalle aziende. E' una sorta di riciclaggio di moneta "sporca", per crearne altra "pulita", in modo da depurare i bilanci degli istituti creditizi e iniettando nuova liquidità, che potrà essere messa a disposizione delle famiglie e delle imprese. Almeno questo è quello che dovrebbe avvenire in teoria.

Il sistema delle banche è un SOTTOSISTEMA economico e fornire liquidità a esse non sempre vuol dire fornirla all'economia reale. Il quantitative easing, in uno scenario simile, viene trasformato in un' arma a doppio taglio: le banche possono decidere di non trasmettere la liquidià a famiglie e piccole/medie imprese, riversandola completamente sui mercati finanziari. In una simile ipotesi, i consumi e gli investimenti non vengono stimolati, non può esserci alcun effetto positivo sull'inflazione, il giro di affari delle banche viene ulteriormente incrementato e l'alleggerimento quantitativo tende a rivalutare gli asset per chi ne è già in possesso, acuìendo il divario tra ricchi e poveri.

Perchè una banca non potrebbe mettere a disposizione la propria liquidità? Le banche possono scegliere di depositare direttamente la nuova liquidità ottenuta presso la banca centrale per godere di un tasso d'interesse molto poco remunerativo, ma privo di rischi. Purtroppo Mario Draghi (presidente della BCE) si è dovuto piegare ancora una volta alla Germania, la quale ha proposto alla banche centrali nazionali di acquistare i propri debiti, in modo che i paesi "virtuosi" non siano chiamati a subire le perdite causate da eventuali default (fallimenti).

Diversamente la BCE, per tamponare questo disequilibrio, può introdurre la condizione che le banche riutilizzino la liquidità in modo da acquistare titoli di stato a cinque anni a tasso zero, finanziando il bilancio pubblico. Una vera e propria chimera chiamata a riassettare l'economia reale di un paese ormai alla deriva.